Intro:
La Trasmissione televisiva “Report” condotta da Milena Gabanelli – in onda domenica 18 novembre 2007 su RaiTre – ha segnalato, attraverso una seria e moderata inchiesta giornalistica, i caratteri negativi dei nuovi progetti per l’espansione verticale di Milano.
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Nathan Never: « “La faccenda è molto più grave… Non si è trattato di un terremoto(…). La Città è stata tagliata in due da Urania… È ricomparsa nello stesso punto dove era svanita… E poi è caduta”».¹ Una bambina chiede a Nathan: «”Tu sai cosa è successo alla Città?”» E Nathan risponde: «”Sì… ho visto tutto, ma… Ancora non ci credo… Ancora mi sembra tutto così assurdo… Così… Impossibile!”».²
Frammento24
La stazione orbitante Urania si schianta sulla Terra nel numero 197 di Nathan Never, intitolato “Quando la Città muore”: Urania distrugge la Megalopoli spaccandola a metà e provocando distruzione, rovina, decadenza.
Frammento25
L’espansione verticale di Milano si svolge secondo criteri non-urbanistici alterati da indici di edificabilità incredibilmente elevati che consentono alla speculazione di vincere facilmente le battaglie per il controllo del territorio milanese. Il risultato è sotto agli occhi dell’opinione pubblica: grattacieli con Dubai-Styling ed edifici verticali caduti dall’alto come Stazioni orbitanti. Per la Milano dei ricchi. E per la Milano di Ligresti.
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Salvatore Ligresti – sottolinea “Report” – contribuisce in maniera determinante al nuovo sviluppo verticale della Città di Milano. Un consiglio, dunque, per chi ancora non conoscesse Ligresti. Digitate –su Google– queste due parole: 1) Salvatore 2) Ligresti. Premete “invio”. Buon divertimento.
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«La Fiera di Milano si è spostata a Rho. La vecchia area, 260.000 metri quadrati, nel cuore della città, è stata messa in vendita. Il comune su quell’area ha concesso un indice di edificabilità doppio rispetto ad altri insediamenti. E’ stata indetta una gara sul progetto del nuovo quartiere e ha vinto chi ha offerto più soldi», si legge sul Sito-web della Trasmissione “Report” di RaiTre, nel servizio di Bernardo Iovene. Un altro quartiere -nuovo e fiammante- è previsto nell’area “Garibaldi Repubblica”. Anche qui sono stati utilizzati indici di edificabilità elevatissimi per permettere la costruzione di grattacieli, residenze di lusso, uffici e parcheggi. «Per costruire il nuovo polo a Rho, – continua Report – la Fondazione Fiera aveva bisogno di soldi, così è stato fatto un accordo con il comune e la regione per valorizzare la vecchia area prima di metterla in vendita: hanno alzato l’indice di edificabilità».
Per la gara i partecipanti hanno presentato un progetto e un’offerta per acquistare l’area. Una commissione, si legge sul testo del servizio di RaiTre, ha poi scelto 3 progetti e, a quel punto, ha vinto chi offriva di più .
«E questo è il progetto di 3 architetti di indiscussa fama mondiale: Hadid, Isozaki e Libeskind, più l’italiano Pier Paolo Maggiora, a comprare l’area è City life, un raggruppamento composto da Generali, Ras, Lamaro e la Progestim di Ligresti. Ci saranno uffici, residenze, 2 musei, la linea 5 del metrò, parcheggi e il parco. Cuore del progetto 3 grattacieli di cui uno a forma di banana» continua Iovene, con voce fuori campo. E prosegue: «Comitati, urbanisti e assessori, ci hanno dichiarato che il progetto più compatibile con il quartiere era quello che Renzo Piano ha presentato con Pirelli, ammassava gli edifici verso il Portello e regalava il parco alla città. Il parametro però, non era la compatibilità ma l’offerta, i soldi.»
Hadid, Isozaki e Libeskind costruiranno dunque tre Grattacieli, uno dei quali a forma di banana. I grandi Architetti vengono utilizzati –in questo caso– per giustificare l’espansione speculativa verticale. Rappresentano un “bollino di qualità” attraverso il quale si legittima il grande “affare” degli indici di edificabilità di Marte, il nuovo pianeta della speculazione edilizia.
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La costruzione di Coruscant, la Metropoli-Totale di Star Wars –che ricopre un intero pianeta con grattacieli e costruzioni verticali territorialmente fitte, dense, continue– si avvicina neanche troppo lentamente. Una Coruscant per ricchi. L’Architettura sociale è lontana anni luce, persa in qualche Galassia sconosciuta.
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Illustri Urbanisti, Economisti, Architetti, uomini di Cultura, di Spettacolo e gente comune stanno sensibilizzando l’opinione pubblica cercando di analizzare i problemi di questo nuovo sviluppo milanese.
Durante la Trasmissione “Report” il Professor Giuseppe Boatti (professore di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano) sostiene: «Il comune ha sostanzialmente deciso di lasciare le scelte urbanistiche nelle mani dei costruttori e dei proprietari delle aree. Quello che chiamiamo un self-service urbanistico. Ogni costruttore chiede di tutto e di più e generalmente lo ottiene». E con lui (tra gli intervistati) altri Urbanisti come Sergio Brenna, Gianni Beltrame o Architetti come Jacopo Gardella sottolineano l’assurdità della logica con cui nasce il nuovo sviluppo di Milano. «Questa è l’unica idea che c’è: usare gli spazi liberi per trasformarli in cubatura, nel massimo della cubatura possibile» dice Jacopo Gardella intervistato da Iovene.
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«”Buongiorno a tutti… Qui è Delya Davids, per MPC Television, che vi parla direttamente dal luogo del disastro che… Che è l’intera Città che… Che è stata tagliata in due dalla Stazione orbitante Urania”.» ³
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¹ Nathan Never – Quando la Città muore – n° 197, ottobre 2007 – soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti – disegni: Paolo Di Clemente – copertina: Roberto De Angelis – lettering: Francesca Piovella – Sergio Bonelli Editore, Milano – pag. 37.
² ibidem, pag. 41
³ ibidem, pagg.42-43
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Marco Maria Sambo
marco_sambo@yahoo.it






