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Parte 1: 1890-1905 – Capitolo 1: Precursori

 

1.5 Berlage

L’olandese Berlage non è un eccezionale creatore di forme, nel senso che non è all’altezza di Olbrich, Mackintosh, Wright, assai più dotati. È però il personaggio che avvia il rinnovamento dell’architettura nei Paesi Bassi. I suoi progetti urbanistici, tra cui il piano per Amsterdam Sud, per rigore metodologico e aperture architettoniche, fanno scuola.

Tra i suoi meriti la diffusione del linguaggio wrightiano in Europa e, insieme, una sorta di calvinismo formale, fondato sulla sincerità strutturale, il primato del muro spoglio, il culto dell’armonia e della proporzione, l’assenza di dogmi. Dirà nel 1908: “In architettura, decorazioni e ornamenti sono del tutto secondari; mentre i veri elementi essenziali sono la creazione dello spazio e i rapporti tra volumi”.

 

Hendrik Petrus Berlage, Borsa di Amsterdam

Il suo lavoro sarà apprezzato da tutti gli innovatori che troveranno nel suo pathos neomedioevale motivo di ispirazione, affascinati dalla capacità di articolare lo spazio, di dar vita ai mattoni.

 

Tra questi anche Mies van der Rohe che, si racconta, nel secondo dopoguerra arrivò a litigare con Philip Johnson per un giudizio avventato sull’olandese.

Tra i lavori di Berlage spicca la Borsa di Amsterdam, realizzata tra il 1896 e il 1903. È un’opera neoromanica, chiusa all’esterno e caratterizzata da una torre che funge da snodo plastico. All’interno grandi sale, voltate da sottili capriate e illuminate dall’alto.

Borsa di Amsterdam, foto Diego Terna

Le decorazioni sono ridotte al minimo e sostituite dai mattoni colorati che si alternano a comuni mattoni lasciati a vista e dai giochi chiaroscurali dei vuoti delle logge e dei parapetti.

 Borsa di Amsterdam, foto Diego Terna

Edifici successivi, quali il Palazzo della pace all’Aja del 1907 e il progetto per la Beethovenhuis del 1908, mostrano una ricerca che gira intorno a temi richardsoniani. Le opere più tarde, sino alla morte avvenuta nel 1934, non emergeranno. Il buon senso e la ragionevolezza faranno assopire la poesia.

Nel 1921, dopo l’entusiasmo, Berlage in occasione della pubblicazione di un fascicolo di Wendingen rivede il giudizio su Wright, accusandolo di individualismo e di romanticismo.

Due caratteristiche che mal si addicono alla ricerca pacata dell’olandese, per il quale stile e quiete coincidono: “L’architettura antica”, afferma già nel 1905, “proprio perché ha stile, esprime una quiete consolante. Lo stile è la ragione della quiete”.

 

 

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