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Parte 1: 1890-1905 – Capitolo 1: Precursori

 

1.8 Garnier

Tony Garnier (1869-1948) lavora non senza contrasti al progetto per una città industriale dal 1901 quando e’ pensionante a Villa Medici a Roma. Suo obiettivo e’ realizzare un modello ideale al quale si possano concretamente ispirare i piani per gli agglomerati che stanno sorgendo dappertutto in Europa e in particolare nell’area urbana di Lione, dalla quale proviene.

E a tal fine l’insegnamento proveniente dall’urbanistica dell’antica Roma può essere prezioso, se assunto dal punto di vista del metodo, tanto che nel 1904, a completamento dei suoi studi, non esita a presentare a Parigi insieme alle tavole della nuova città anche la ricostruzione dell’ area archeologica di Tuscolo.

 

Tony Garnier, Halle di Lione

 

Pubblicato solo nel 1917, il progetto per una Cité industrielle stupisce per la semplicità d’impianto e per la chiarezza dell’impostazione concettuale: e’ un insediamento di 35.000 abitanti diviso per zone: da un lato il centro antico, dall’altro l’industria e, infine, la residenza. Quest’ultima ha al centro un’area destinata ad ospitare gli spazi pubblici ed e’ strutturata per nuclei funzionali in ciascuno dei quali sono presenti le attrezzature alla scala di quartiere , quali le scuole. In una zona collinare più salubre, separati dal resto della città, si trovano l’ospedale e i servizi medico-sanitari.

La suddivisione dello spazio urbano in zone specializzate – scelta che verrà ripresa dal Movimento Moderno e sancita nella Carta d’Atene preparata nel 1933- ha una duplice ragione: consente di realizzare la città per inserti tipologici, quasi tasselli modulari,  studiati a tavolino e quindi già risolti dal punto di vista del loro funzionamento; inoltre, all’occorrenza, permette di ampliare lo spazio urbano con la semplice aggiunta di nuovi moduli.

Il metodo e’ ripreso da una consolidata tradizione accademica di studi tipologici che va da Durand sino a Gaudet, del quale ultimo Garnier e’ stato discepolo. Ma il modo di appplicarlo, per la sua intenzionalità schiettamente funzionale, presenta un’aria di fresca novità tanto da affascinare le Corbusier che nel 1908 vuole conoscere Garnier  e nel 1920 pubblicherà alcune illustrazioni della Cité industrielle sulle pagine dell’Esprit Noveau.

 

Socialista per tradizione familiare , per formazione e per scelta di vita,Garnier pensa alla città industriale come ad una comunità dove ogni abitante abbia diritto a una casa indipendente dalle altre anche se modesta.

Da qui la predilezione per uno sviluppo edilizio sostanzialmente compatto e, di regola, limitato ai due piani d’altezza. Non mancano però condomini abitativi e, nella seconda edizione della pubblicazione della Cité industrielle pubblicata nel 1932 saranno previsti quartieri con densità più elevate.

Siamo lontani in ogni caso sia dalle densità delle città speculative che si vanno realizzando in questi anni sia dai modelli estensivi delle città giardino ipotizzate da Ebenezer Horward nel 1898, messi in atto nella città di Letchworth del 1903.

 

Materiale utilizzato per la Cité industrielle e’ il cemento armato ( e’ interessante notare che l’altro grande discepolo di Gaudet alla scuola di Beaux-Arts di parigi e’ Perret). Serve a configurare forme semplici ed essenziali, prive di inutili decorazioni, caratterizzate da volumi stereometrici e tetti piani.

Ogni costruzione, per Garnier, deve invece avere una corretta esposizione, una adeguata illuminazione, essere vicina a uno spazio verde ed accessibile anche da un percorso esclusivamente riservato ai pedoni. Il risultato, come mostrano le numerose prospettive a corredo del progetto, e’ un ambiente estremamente piacevole anche se non di eccelse qualità architettoniche.

Garnier, come mostrano anche i progetti eseguiti per l’ammministrazione comunale lionese con la quale collaborerà lungo il corso della sua operosa carriera ( il Macello del 1906-32, l’Ospedale Grange Blanche del 1903-1930, il quartiere Etats-Units del 1924-35), e’ un bravo urbanista, un impeccabile tecnico ma non un architetto di straordinario talento.

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