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Se volete fare il critico, mettete in conto polemiche, avversari e a volte nemici giurati. Per quanto in voi possa essere chiaro che si può essere benissimo amici di un architetto di cui non apprezzate l’opera, difficilmente vale il viceversa perché i progettisti si immedesimano talmente con i propri lavori da non ammettere giudizi negativi. Cosa fare allora: esprimervi solo su ciò che vi piace e tacere sul resto? Direi di no. E ciò anche per salvare il vostro ruolo.

Che bisogno c’è, infatti, di un critico marchettaro se il mondo dei media e della pubblicità già abbonda di elogi non dovuti?

In ogni caso, anche se trovaste argomenti per superare questa obiezione e decideste di analizzare solo i lavori convincenti, non riuscireste ugualmente nell’intento. Ogni opera, compresa la più riuscita, ha infatti pecche e contraddizioni poco visibili, spesso abilmente occultate. Da critici avete il dovere di individuarle e di esplicitarle. E se lo fate, state certi che non sempre l’autore dell’opera ve ne sarà grato.

 

 

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