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Parte 3: 1918-1933  – Capitolo 2: Maturazione e crisi dei linguaggi: (1925-1933)

2.16 Fuller e la Dymaxion

 

Anche Buckminster Fuller è stato, almeno in Italia e sino a qualche anno fa, un personaggio quasi del tutto trascurato. Non è difficile trovare i motivi.

Buckminster Fuller è infatti autore di una riflessione non ortodossa che privilegia l’analisi del processo rispetto allo studio della forma, non disdegnando di ricorrere alla dimensione utopica, per poi costringerla subito a calarsi nella realtà attraverso il confronto con la conoscenza tecnologica. Il fascino di Fuller come architetto è, paradossalmente, nel suo non esserlo per nulla.

 

Buckminster Fuller, Dymaxion House

 

Nel ricorrere al pensiero laterale, e cioè a quello spiazzante salto del cavallo suggerito da Sklovskij, che ci presenta i problemi e le soluzioni in una luce inaspettata, che rifiuta i linguaggi specialistici e le chiusure disciplinari, che pratica un approccio relazionale, che suggerisce soluzioni difficilmente schematizzabili in forme elementari, per illustrare le quali non esita a ricorrere a grafici e schemi.

 

Vi è poi un secondo errore di prospettiva abbastanza diffuso che consiste nel legare la sua persona soltanto ai movimenti degli anni sessanta e settanta, cioè alla neoavanguardia, che lo ha venerato come un guru, trascurando di sottolineare che alcune delle sue opere più importanti e nodali nello svolgimento del suo percorso intellettuale sono state progettate tra il 1927 e il 1937, cioè nel momento di massimo sviluppo del Movimento Moderno e della prima avanguardia. Il Multiple Deck 4D e la Dymaxion House sono infatti del 1927, l’Omni-directional Transport dello stesso anno, il Dymaxion Mobile Dormitory del 1931, la Dymaxion Car del 1933-1944, il bagno Dymaxion del 1937.

 

Buckminster, anche se non in modo pervasivo, è presente nel dibattito degli anni trenta, pubblicizza in numerose occasioni le sue invenzioni e, come abbiamo visto, entra in contatto con Paul Nelson per farle diffondere in Europa. Inoltre, come inventore, gode di numerosi estimatori nel mondo dell’architettura. Il più famoso è Frank Lloyd Wright.

 

Buckminster Fuller propone una concezione sinergica ed ecologica del mondo, nel quale l’individuo è parte di un contesto generale con cui entra in relazione. Progettare vuol dire utilizzare l’energia, svilupparne concretamente i principi. È senza senso limitarsi a imitare in modo superficiale, come nel purismo di Le Corbusier, le leggi fisiche riducendole a vuoti principi proporzionali e armonici.

Una macchina per abitare è possibile solo se opera in accordo, in consonanza con la prima macchina, cioè con la natura. Se una costruzione è tanto più intelligente quanto più è leggera, lo è perché leggera dev’essere davvero e non attraverso artifici figurativi. occorre inoltre che i materiali siano innovativi, non spennellati di moderno.

Afferma Buckminster Fuller: “Il Bauhaus internazionale non andò mai dietro alla superficie del muro a guardare i tubi. […] In breve, considerarono soltanto i problemi che richiedevano la modificazione della superficie dei prodotti ultimi, che a loro volta erano funzioni secondarie di un mondo tecnicamente antiquato”.

 

Buckminster Fuller nasce nel 1895, è d’una decina d’anni più giovane di Mies e Le Corbusier. Durante la prima guerra mondiale presta servizio in marina. Nel 1917 inventa un’antenna con cavo per il recupero degli idrovolanti e, a seguito di un corso di specializzazione presso l’accademia navale, un aereo a decollo verticale, alcuni principi del quale saranno utilizzati per la progettazione della Dymaxion Car.

 

Si sposa con Anna Hewlett, il cui padre è un noto architetto. Nel 1919 lavora nell’industria e nel 1922 fonda con il suocero la Stockade Building System, una fabbrica per produrre un nuovo mattone in fibre artificiali, per la quale inventa una macchina per la rapida produzione del prodotto.

Nel 1927 la fabbrica gli viene sottratta, forse per una speculazione finanziaria sbagliata. Un evento che, insieme al dolore non ancora sopito per la morte della figlia, avvenuta qualche anno prima, lo fa precipitare nella disperazione, nell’abulia e nell’alcol.

 

Si trasferisce a Chicago. La nascita di una nuova figlia gli permette di ritrovare l’equilibrio per iniziare nuove ricerche. Torna a New York, dove conosce lo scultore Isamu Noguchi, un artista di origini giapponesi autore di opere astratte in cui confluiscono la tradizione orientale e le sperimentazioni occidentali e, più tardi, di opere di design e progetti di spazi all’aperto. I due stringono fraterna amicizia e insieme si recano a Yale, Chicago, Harvard per pubblicizzare le proprie opere.

 

Il Multiple Deck 4 D è una torre con un pilastro centrale su cui si dispongono dieci piattaforme sovrapposte, realizzate con solai reticolari. È prevista anche una variante a dodici piani munita di piscina, palestra e biblioteca. Dotato di un sistema di climatizzazione e di un circuito per aspirare la polvere contenuto nei solai, l’intero Multiple Deck 4 D pesa circa quarantacinque tonnellate.

Può essere trasportato da un dirigibile e piantato, come un albero, direttamente dall’alto. Basta scavare una fossa sganciando sul luogo prescelto, sempre dal dirigibile, alcune bombe. Buckminster paragona le caratteristiche della nuova costruzione a quelle dell’edilizia tradizionale: tempi di costruzione di un giorno contro sei mesi, sicurezza dagli incendi presente mentre nell’altra assente; costi di messa in opera pari a un decimo rispetto alle altre ipotesi.

 

La Dimaxyon House nasce anch’essa nel 1927 e nel nome sintetizza i termini dynamism, maximum e ions. Dopo una prima versione duplex, in realtà molto poco interessante dal punto di vista architettonico, è rivista e migliorata. Il nuovo spazio abitativo viene sospeso, per mezzo di tiranti, su un pilastro cavo centrale.

Ha forma ottagonale con i servizi posti al centro. Al piano superiore una terrazza che garantisce la vista sul paesaggio circostante, coronata da un cappello con funzione di protezione climatica.

Tutti gli impianti tecnologici sono prefabbricati, la gran parte dei mobili incorporati nelle pareti. Completamente flessibile, suggerisce una nuova libertà abitativa. È certo più avanzata delle sperimentazioni che, negli stessi anni, si tentano in Europa.

 

Nel 1931 Buckminster progetta un modulo abitativo prefabbricato, facilmente montabile e smontabile, che può fungere da ricovero mobile per gli agricoltori delle cooperative russe, che tiene conto del carattere migratorio e stagionale delle loro attività.

Nel 1933 nasce la Dymaxion Car, un’automobile su tre ruote, dalla forma futuribile. Realizzata in tre versioni, raggiunge i 150 km/h e, come mostra Leopold Stokowski, che ne acquista un esemplare, può percorrere nel corso della sua esistenza trecentomila chilometri.

Nel 1937 è il turno di un bagno tridimensionale interamente prefabbricato, un monoblocco di un metro e mezzo per lato. Ha un sistema di autopulizia a vapore. Viene esposto lo stesso anno al MoMA di New York.

 

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