presS/Tletter
 

presS/Tletter n.06-2012

redazione 22/02/2012 Journals, presS/Tletter Nessun commento
per inviare mail alla rubrica LETTERE usare: l.prestinenza@gmail.com
per cancellarsi mandare una mail all’indirizzo: news-unsubscribe@presstletter.com
per iscriversi mandare una mail all’indirizzo: news-subscribe@presstletter.com
 
 
 
ESERCIZI DI ERMENEUTICA di Marcello del Campo
The Millionaire
Delle quattro risposte una sola è giusta ma tutte, anche se palesemente false, potrebbero contribuire a individuare il personaggio e quindi la risposta giusta: chi risponde esattamente a tutte le 32 puntate (si inizia con la presS/T 24) vince.
 
Chi è il personaggio di questa settimana?
A: Vivo nella città di latta
B: Sono i sogni
C: Ho il treno all’incontrario
D: Ricomincio da tre
 
IN EVIDENZA
- LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA: Finalmente parte il secondo corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC
- L’OPINIONE: Intangibilità dei centri storici
- CARTOLINE: Cartoline di Renato Nicolini
- AIAC TUBE: Archi LIVE – Puntata 6 su YouTube
- DOCUMENTI: Nancy Goldring su Raimund Abraham
- ALTROchéARCHITETTURA:Maria Clara Ghia ci parla di: Lo “gnommero” di Roma (o meglio: de Roma)
- INCONTRI DELLA SETTIMANA: News di Elisabetta Fragalà
- MOSTRE DELLA SETTIMANA: News di Filippo Puleo
- UNIVERSITA’ E DINTORNI: News di Nicolò Lewanski
- CORRISPONDENZE: Zaira Magliozzi: Roma 2020 non s’ha da fare
- RESTAURO TIMIDO: Marco Ermentini ci parla di: Petrarca cacciato da Milano
- LA STORIA DELL’ARCHITETTURA: L’architettura del 1900 raccontata da LPP: 2.3 Loos a Vienna
- AFORISMI RISTRUTTURATI: Diego Lama produce ed aggiusta aforismi per il pubblico di presS/Tletter…
- INTERMEZZO: Edoardo Alamaro ci parla di: Clochard a Napoli
- SGRUNT: Marco Maria Sambo: Lotus & The Modern (Jazz Quartet)
- MEDIA E DINTORNI: Antonio Tursi: Cos’è cambiato nella fotografia
- SEGNALAZIONI: 1° Edizione del concorso Linaria Tesi — Master InArch
- CONTRO-ARCHITETTURA: Massimo Locci: Claudio De Albertis Presidente della Triennale di Milano
- ALLEGATI: Bando del secondo corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC
 
Secondo corso di scrittura critica
Finalmente parte il secondo corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC.
 
OBIETTIVI
Lettura critica delle opere di architettura.
Il corso si prefigge lo scopo di fornire gli strumenti per leggere gli edifici e per raccontarli in forma di articoli giornalistici o di testi critici.
Il tema sarà affrontato sia attraverso la lettura disciplinare, utilizzando il contributo di critici e storici di architettura e di progettisti impegnati nel dibattito teorico, sia con il contributo di studiosi e protagonisti di altre discipline quali la musica, il teatro, l’arte, la fotografia e la letteratura.
 
A CHI E’ RIVOLTO
1.Agli architetti e agli studenti di architettura degli ultimi anni che vogliono imparare a leggere criticamente gli edifici
2.A coloro che vogliono migliorare la loro abilità di scrittura sui temi d’architettura
3.A coloro che hanno frequentato il primo corso di scrittura critica e vogliono approfondire
4.A coloro che si vogliono impegnare nella critica, nel giornalismo e nella comunicazione di architettura attraverso blog o internet
 
Per il bando vedi la rubrica ALLEGATI
 
L’OPINIONE
 
Intangibilità dei centri storici
Credo che dobbiamo essere debitori all’archeologo e giornalista Antonio Cederna della pessima idea secondo la quale tra i centri storici e la città contemporanea esista una differenza irriducibile. Motivo per il quale all’interno del loro perimetro non sarebbe possibile pensare ad alcuna architettura moderna ma solo a restauri e consolidamenti. Del tema si occupa un interessante libro edito da Franco Angeli scritto da Attilio e Gemma Belli: Narrare l’urbanistica alle élite. “Il Mondo” (1949-1966) di fronte alla modernizzazione del Bel Paese. Nonostante il testo sia eccessivamente lungo e un po’ ripetitivo, merita di essere letto. Anche perché prospetta ipotesi in quegli anni avanzate da coloro che non credevano affatto che la tesi di Cederna fosse giusta. Tra questi Roberto Pane e Carlo Ludovico Ragghianti. E poi Bruno Zevi. (lpp)
 
CARTOLINE di Renato Nicolini
 
CARTOLINA FONDACO DEI TEDESCHI
Salvatore Settis polemizza da par suo contro la trasformazione del Fondaco dei Tedeschi, da parte di Benetton, in centro commerciale a Venezia. “Dopo le navi grattacielo, nuove delizie sono in arrivo a Venezia per gli amanti dello snobismo low cost di guardare (…) da una sommità”. Ho grande stima di Salvatore Settis, avrei voluto vedere lui Ministro dei BBCC al Collegio Romano anziché il cattolicissimo Ornaghi. Questa volta non sono d’accordo con lui (a parte l’istintiva simpatia che non riesco a non provare per lo snobismo low cost piuttosto che per lo snobismo high cost). Il nodo della questione non credo sia la “sostituzione del tetto con una terrazza panoramica” per “futili ambizioni di belvedere”, secondo Italia Nostra “alterazione gravissima che offende la fabbrica”, ma il megastore che bisogna percorrere per salirvi. E’ indubbio che questo provocherà una forte alterazione del tessuto commerciale adiacente. C’è però ancora qualcosa da salvare? La qualità dell’artigianato e dei servizi, la vita artistica e culturale (l’unico cinema che era rimasto a Venezia è chiuso da anni…) di Venezia si è trasformata in uno shopping mall a cielo aperto. La conchiglia è rimasta splendida, ma l’animale è morto da un pezzo. Ben venga quindi Rem Koolhaas, che col suo progetto (non tramato nell’ombra, ma esposto all’ultima Biennale), sa rendere ancora più visibile questo dramma… Chissà che non possa derivarne una spinta al mutamento (unico modo per recuperare quell’”identità storica” che non è mai un fatto statico…), sicuramente preferibile al sinistro sudario bottegaio che da tempo avvolge Venezia. 
 
CARTOLINA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI
C’è invece da tremare all’idea che gli affreschi di Giotto alla cappella degli Scrovegni, ciò che è stato recuperato dai bombardamenti della Cappella degli Eremitani, il tessuto storico di Padova intelligentemente studiato da Luigi Piccinato, sia messo a rischio dalla costruzione di un mediocre Auditorium in più…
 
CARTOLINA RISO AMARO
Vedo in televisione il capolavoro (1948) di Giuseppe De Santis. Sono ancora evidenti gli influssi del grande cinema muto, quello sovietico di Dovcenko, Eisenstein, Pudovkin, ma anche l’espressionismo tedesco di Murnau. De Santis pensava di girare un film epico, che avrebbe tramandato nel tempo una storia esemplare. La vita delle mondine, lavoratrici stagionali, pagate alla fine con un sacco di quaranta chili di riso. Provo la stessa emozione che ho di fronte al Tiburtino di Quaroni e Ridolfi a Roma (che Pasolini racconta con l’emozione di Tommaso Puzzilli, il protagonista di Una vita violenta, alla prima notte passata sotto un tetto e non in baracca, in un borghetto sull’Aniene). Eppure non riesco a non pensare a quanto velocemente (e in modo imprevedibile per Giuseppe De Santis) è cambiata quell’Italia contadina che a lui sembrava pressochè eterna. E finisco per domandarmi, di fronte alle immagini della rivolta di Atene e della Grecia viste sempre in tv, se oggi per paradosso non ci sta accadendo qualcosa di simile. Crediamo eterno il mondo delle agenzie di rating, del capitale finanziario, delle banche; e ci imponiamo austerità e sacrifici allo stesso modo con cui le mondine si infliggevano uno o due mesi con le gambe in acqua.
 
CARTOLINA 7 MARZO
Il 7 marzo si conclude all’Acquario Romano la mostra Isole di Silvio Pasquarelli, intrecciata ad una nuova presentazione del mio libro Estate Romana…
 
 
Archi LIVE – Puntata 6 su YouTube
— Archi LIVE – Architettura dal Vivo
 
La puntata numero 6 è su AiacTube, Canale ufficiale di diffusione Video dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica
 
Sommario: Video/Editoriale di Luigi Prestinenza Puglisi, Archi/Bar con Nicolò Lewanski e Antonio Visceglia sul Ponte di Santiago Calatrava a Venezia, Laura Corvino e Valentina Buzzone sull’Arte e sui Musei di Roma, Diego Barbarelli e Ilenia Pizzico sui giovani architetti italiani, un video dello Studio Demogo realizzato per il nostro Format, un filmato di Franco Di Capua sul Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi a Roma, Giulia Mura con i libri consigliati dal Laboratorio presS/Tfactory e il commento finale di Marco Maria Sambo.
 
Ecco l’indirizzo, buona visione:
 
— La programmazione di Archi LIVE continua anche sul Canale 813 di SKY “Ceramicanda TG Architettura”. Dal 20 febbraio andranno in onda le puntate numero 9 e 10, una puntata a settimana, tutti i giorni con 8/12 passaggi al giorno. Nelle prossime settimane saranno inoltre messe in onda le repliche delle prime otto puntate. Ecco i link per sapere gli orari e la programmazione del palinsesto di Ceramicanda:
 
 
Seguiteci.
 
— Vi ricordiamo inoltre di iscrivervi al nostro Canale YouTube per costruire con noi, e con i nostri 720 iscritti, un nuovo network di Video-Architettura.
Segnalateci anche i vostri filmati: i migliori video dei nostri iscritti verranno inseriti nello spazio “Preferiti” di AiacTube e segnalati su presS/Tletter.
Se volete invece scriverci o inviarci direttamente i vostri filmati per una eventuale pubblicazione su AiacTube, potete farlo mandandoci una mail all’indirizzo architetturaecritica@libero.it
DOCUMENTI
 
Nancy Goldring su Raimund Abraham
(pubblicato su The Architects’ Newspaper)
 
Let us not eulogize Raimund Abraham too quickly or too glibly. He was a deeply complex man, alive with struggles within and without, who cannot be summarized or comfortably contained in a few paragraphs.” Words taken from Lebbeus Wood’s wonderful tribute to the architect in the Architects’Newspaper- words that signal the many thorny obstacles to be confronted in summarizing the man and his work. Raimund Abraham & The Austrian Cultural Forum New York is one of the earliest to hazard a reckoning. This slim volume with its darkly dramatic cover seems oddly small scale – as if a model of a coffee table book. But unlike its larger, sleeker cousin, this publication remains a collection of many short essays and interviews cobbled together –each of interest, yet never melding into a whole – like disparate voices singing different tunes. Nonetheless, one can commend the impulse and ambition of the project.
The first mode:
The publication opens with the story of the cultural center by Andres Lepik, architectural historian and curator and Andreas Stadler, who has been director of the center since 2007. They provide a brief account of the forum’s growth from a gathering place for Austrian émigrés and a locus for the cultivation of “national culture” (a term that sounds dubious today, but perhaps seemed less so when the center first opened), into a noteworthy venue for contemporary arts. The director and curators then update their stories by explaining their plans for integrating cutting edge exhibitions and concerts into Abrahams’ unique structure. Their arguments prove enlightening and visually convincing.
The second mode:
Lepik’s biography of the architect, appropriately entitled “Against the Tide,” manages to give a sense of Abraham’s history in a short space –encompassing many years from the early research and drawings shown with Walter Pichler to his major architectural projects. Lepik’s chronicle sets the stage well for the essays that follow and prepares us well for what I felt was the essential section of the book: Raimund Abraham in conversation with Gerald Matt, September 8, 2009. Here we move into the most compelling segment of the book because the text proves keenly revelatory for understanding the building’s sources. Coming upon the architect’s voice amidst the historical material proves powerfully moving particularly in light of his tragic early death. Matt, who is currently director of the Kunsthalle in Vienna, elicits Abraham’s characteristically terse eloquence as he leads us to the fundamental concepts in his work that permeate his work, from his early publication –Elementaire Architektur of 1963 through his built projects and specifically, the New York Forum. Abraham asserts: “I’ve never been a utopian thinker. For me, everything is real.” In reading his words, one doesn’t sense that he has contrived a language to describe or justify his work but rather one begins to fathom the intensely personal way he found of realizing – or rendering tangible- his notions– whether as drawing or structure. The conversation touches upon the use of the term “radical” in relation to his work, “what I mean by radical is the ability to offer resistance to what is obvious. And we live in an obvious time….in any case you just have to regard yourself as your own opponent, which is what are anyway..” Here we see set in high relief the forces that impel his work and perhaps his life – for it is his antagonistic posture that seems a consistent thread running through his entire production and determining his vision.
Third Mode:
Lebbeus Woods’ short essay offers further insights into both building and architect. He writes about the architect’s public persona: “ The idea of authenticity, which issue from an individual’s self-conscious uniqueness was at the core of his philosophy..This demand for authenticity made him, in many people’s eyes, an overly severe critic.” Here Woods transcends the image to grapple with the more complex nature of the interior man and his work: “to grasp Abraham’s aspiration and achievement, it is necessary to understand that he was a humanist who, in his discourse and concepts, put the human condition at the forefront of his concerns…” Woods, thus, suggests how one might achieve a profound understanding of the building – and “the difficult nature of originality,” as he constructs a solid platform from which to survey his entire architectural production.
The brief exchange between the authors and Kenneth Frampton addresses specific design issues. Frampton identifies Abrahams’ signature in the structure – his “mask-like axial form” and goes on to find a metaphor implicit in the project – what he calls a “cataclysmic” moment. One might trace the seeds of this image back to an early photographic project in which we see a sequence in which a chair inexplicably opening to mimic the action of woman perched above as she spreads her leg – a seemingly simple conceit that Frampton has detected in the Forum many years later.
Fourth Mode:
And finally, the book provides an exquisitely sensitive photographic survey that helps us understand the structure from plan to the final edifice. Some of the shots appear to be the typically elegant views found in an architectural presentation, while others give real insight into the way one experiences the building. The focus on specific moments –the way light filters into a brief passage in a stairwell– reveals the powerful attention to detail from tiniest of elements to the general plan. The many photographs from the inside looking out also convey a sense of the building within the surrounding city, as aspect that figured significantly into the original concept.
While unwieldy as book, Raimund Abraham and The Austrain Cultural Forum New York proves a valuable record of the architect and this project while we await a comprehensive monograph on his life and work.
 
 
Lo “gnommero” di Roma (o meglio: de Roma)
La causale apparente, la causale principe, era sì una. Ma il fattaccio era l’effetto di tutta una rosa di causali che gli eran soffiate addosso a mulinello […] e avevano finito per strizzare nel vortice del delitto la debilitata “ragione del mondo”. Come si storce il collo a un pollo. E poi soleva dire, ma questo un po’ stancamente, “ch’i femmene se retroveno addò n’i vuò truvà”. Una tarda riedizione italiana del vieto “cherchez la femme”. E poi pareva pentirsi, come d’aver calunniato ‘e femmene, e voler mutare idea. Ma allora si sarebbe andati nel difficile. Sicchè taceva pensieroso, come temendo d’aver detto troppo.
L’Esquilino di Carlo Emilio Gadda in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Per il lettore, ancora di più per il lettore romano, è facile immaginare Don Ciccio che espone teorie sui fatti degli uomini di fronte al portone del palazzo dell’Oro. Dice e non dice. Afferma e poi ripensa. Chi ascolta trae le sue conclusioni, l’obiettività non è poi tanto importante. La sora Emanuela, la portiera, nei tratti fisici e nell’espressività del linguaggio incarna il coro di personaggi di quartiere della società piccolo-borghese degli anni del fascismo, anni in cui modernità e arretratezza si mischiavano per le strade. Parlata greve, dialetto nelle forme più volgari, babele linguistica: metafore di una comunicazione basata sull’imbroglio. Italo Calvino parla della dinamica nella scrittura di Gadda come tensione tra esattezza razionale e deformazione frenetica: prima ancora che la scienza avesse ufficialmente riconosciuto il principio che l’osservazione interviene a modificare in qualche modo il fenomeno osservato, Gadda sapeva che “conoscere è inserire alcunché nel reale; è, quindi, deformare il reale”. In questo vortice di relazioni che inesorabilmente coinvolge luoghi, cose, personaggi e infine autore e lettore, il disegno generale del romanzo si perde. Lo sfondo, fatto di dettagli, di “inserimenti nel reale”, emerge in primo piano e coinvolge i protagonisti in una successione di nessi logici, in un tessuto di reti che alla fine ne determinano l’agire. Non è la verità che conta, tanto che il giallo resta senza soluzione. Conta la complessità del groviglio di corrispondenze in cui ogni evento è connesso.
Una città come Roma è teatro ideale per mettere in scena il mondo come garbuglio, per rappresentare l’inestricabile complessità, la stratificazione su diversi livelli del reale, la giustapposizione di temi diversi, la presenza simultanea di elementi eterogenei che concorrono a determinare ogni evento.
Il mausoleo di Augusto, il progetto di Libera, Mussolini col piccone, San Rocco, Piazza Augusto Imperatore, l’Ara Pacis, Richard Meier e i turisti a piedi nudi nella fontana. Oppure le Terme di Diocleziano, Michelangelo, Gaetano Koch, la Termini di Bianchi, la Termini di Mazzoni, la Termini di Calini e Montuori (e quella non realizzata di Quaroni e Ridolfi), le banchine con Jennifer Jones e Montgomery Clift che si baciano (e si scambiano parole scritte per De Sica da Truman Capote), le banchine di oggi con i romani che parlano con i cinesi che parlano con gli africani e tanti tassisti che ti rispondono male.
L’ipotiposi della catena delle cause va emendata e guarita, se mai, con quella di una maglia o rete: ma non di una maglia a due dimensioni (superficie) o a tre dimensioni (spazio-maglia, catena spaziale, catena a tre dimensioni), sì di una maglia o rete a dimensioni infinite. Ogni anello o grumo o groviglio di relazioni è legato da infiniti filamenti a grumi o grovigli infiniti. In questo spazio-maglia, da una parte aperto e interminabile dall’altra stretto e avvolgente, siamo avviluppati. Roma non può non essere barocca, intricata e complessa, concava e convessa. Non solo per le meraviglie di Bernini e Borromini e Pietro da Cortona. Anche per le sue continue pieghe nel reale, per le sue curve che nascondono dietro meravigliose soprese, come le curve di una bella donna. A Roma non abbiamo poi così bisogno di leggere Leibniz e La piega di Gilles Deleuze. A Roma siamo barocchi per destinazione.
 
INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Elisabetta Fragalà
 
Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all’informale a Roma
Inaugurazione della mostra dedicata a Luigi moretti, grande maestro razionalista dell’ architettura anni 30. La complessità dell’opera architettonica di Luigi Moretti è illustrata attraverso disegni, modelli, fotografie d’epoca. L’esposizione è promossa dall’Accademia di architettura − Università della Svizzera italiana e dall’Archivio del Moderno di Mendrisio, dal MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo e dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma.
Mercoledì 22 febbraio, ore 19.00, Galleria dell’Accademia, Palazzo Canavée, Roma
 
Progettare "con" l’acqua e "per" l’acqua a Roma
Workshop informativo per architetti e urbanisti, organizzato da Ambiente Italia e IRIDRA in collaborazione con l’In/Arch, l’Ordine Architetti P.P. e C. di Roma e provincia e l’INU. Il workshop, la cui partecipazione è gratuita, è strutturato in una giornata di incontri, discussioni, presentazione di materiale didattico/informativo.
Mercoledì 22 Febbraio, Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, Roma.
 
Il paradosso dell’uomo moderno fra mito e progresso a Roma.
Un appuntamento con Antonella Greco, Docente di Storia dell’architettura contemporanea, per raccontare il Novecento, un secolo in cui la cultura artistica ha conosciuto una straordinaria accelerazione, novità e sperimentazioni si sono susseguite con una velocità di evoluzione sollecitata anche dalle nuove istanze sociali, portando alla ribalta movimenti e protagonisti che hanno fortemente inciso sull’identità del secolo.
Mercoledi 22 Febbraio ore 18.00, Auditorium Maxxi, Via Guido Reni 4A Roma.
 
Iuav Winter Workshop 2012 a Venezia
Conferenza con i designer Giampaolo Allocco, Enrico Azzimonti, Artemio Croatto, Stefano Meneghetti, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Paolo Ulian, Marco Zito per discutere su temi diversi nell’ambito del design: del prodotto, i materiali, la comunicazione, l’identità visiva, il packaging.
Giovedi 23 Febbraio, Presso la Fondazione Benetton Studi, Spazi Bomben Via Cornarotta 7/9, Venezia.
 
Gianfranco Toso, mi sia pure negata anche l’immagine a Roma
Secondo appuntamento del ciclo di incontri architecture [B] side, il lato [B] dell’architettura, ideato e curato da BiCuadro Architetti in collaborazione con Benedetta Nervi e con la partecipazione di Gianfranco Toso che espone ventiquattro tavole riunite insieme come frammenti di un’unica immagine. Pensate in forma di serie, le chine su carta sono raccolte a formare un’unica opera modulare, dalle possibili infinite configurazioni.
Giovedì 23 Febbraio, Studio Biquadro, via Vessella 7, Roma.
 
ComoCasaClima 2012 a Como
La seconda edizione di Como CasaClima, il salone specializzato dedicato al risparmio energetico e alla bioedilizia.Per tre giorni Villa Erba farà da cornice a esposizioni, convegni, forum prodotti, workshop e dimostrazioni pratiche sui temi dell’edilizia ecocompatibile e del risparmio energetico con l’obiettivo di sviluppare e far radicare nel territorio la cultura del risparmio energetico e del green building.Dal 24 al 26 febbraio, ore 10.00-18.00,  Villa Erba Largo
Luchino Visconti 4, Cernobbio (CO). www.villaerba.it
 
Architettura e Psicologia: la casa a Roma
Lalineabiancastudio (Architettura Ricerca Formazione) organizza e promuove una serie di Seminari di Architettura. Il primo ciclo di Seminari è dedicato ad "Architettura e Psicologia: la casa"
Lo spazio di vita della casa è una delle espressioni più significative del rapporto uomo-spazio. L’architettura della casa per l’uomo è sintesi di intuizione creativa, rigore scientifico, metodologia e conoscenza.
Primo Seminario: 17 feb (h. 18-21) e 18 feb (h. 10-16).
Secondo Seminario: 24 feb (h. 18-21) e 25 feb (h. 10-16).
 
PROSPETTIVE TERRITORIALI PER UNA COOPERAZIONE COMPETITIVA. MILANO>TORINO
Convegno che si svolgerà in 2 giornate, la prima a Milano, la seconda a Torino. I due incontri prevedono l a presentazione del numero monografico della rivista "Atti e Rassegna Tecnica" della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino (SIAT). Entrambe le giornate saranno rivolte alla ricerca di strategie e azioni che potrebbero attivare nuove relazioni territoriali tra Piemonte e Lombardia, e ci porteranno a riflettere su una più ampia scala, estesa a tutto il territorio dell’Italia settentrionale e potenzialmente in relazione con il resto dell’Europa.
mercoledì 1 febbraio 2012 MILANO: Urban Center del Comune di Milano Galleria Vittorio Emanuele 11/12 
mercoledì 29 febbraio 2012 TORINO: Centro congressi Torino incontra Via Nino Costa 8
 
MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Filippo Puleo
 
Luigi Loretti Architetto, dal razionalismo all’informale. Mendrisio
(a cura di Bruno Reichlin, Annalisa Viati Navone)
La mostra . dedicata a Luigi Moretti (1907-1973), architetto di vasta cultura e profonda sensibilità, che seppe coniugare una solida formazione classica, su cui innestò negli anni Trenta la sua personale declinazione del razionalismo, con la propensione ad esplorare
i nuovi campi di indagine dell’arte e dell’architettura, coltivando un interesse fecondo verso le nuove forme sperimentali di conoscenza della realtà che si profilavano negli anni Cinquanta e Sessanta in campo artistico e scientifico.
Inaugurazione mostra giorno 22-02-12 alle ore 19.00
Esposizione dal 23-02-12 al 08-04-12
martedì – venerdì, ore 16.00 – 19.30
sabato – domenica, ore 13.00 – 18.00
ingresso libero
Galleria dell’Accademia, Palazzo Canavèe, Largo Bernasconi 2, Mendrisio (Svizzera) www.arc.usi.ch
 
Peripheral Stages. Mohamed Bourouissa e Tobias Zielony. Roma
(a cura di Adelina Vlas)
Due video, sei lighbox e sedici fotografie raccontano il lavoro di Mohamed Bourouissa e Tobias Zielony, artisti da anni impegnati nell’analisi della società contemporanea più emarginata.Attraverso i loro lavori fotografici rivelano in maniera critica e poetica le tensioni sociali del vivere la periferia, ormai sinonimo di luogo privo di sufficienti risorse, tormentato da problemi sociali ed economici.
Dal 16 febbraio 2012 al 27 maggio 2012
MAXXI, Via Guido Reni, 4/A Roma
(La mostra è realizzata in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art)
 
Veres Szabolcs, Milano
Un nuovo nome dalla Romania, con una prima mostra personale in Italia. Figure umane che si fondono con il paesaggio. La tradizionale ritrattistica che viene reinterpretata in una dimensione inquietante e viscerale.
I grandi dipinti a olio, che Veres Szabolcs (1983, Satu Mare, Romania) presenta nella galleria milanese, raccontano figure umane che per mezzo del colore si fondono con il paesaggio, per suggerire una lettura neo-espressionista dei temi cari alla storia dell’arte.
Dal 19 gennaio al 3 marzo 2012pressoPrometeogallery, via Giovanni Ventura 3, Milano. www.prometeogallery.com
 
Inside the whale, Verona
(a cura di Matteo Pollini)
Tra video-sperimentazioni concettuali, vecchie pagine di tabloid rielaborate e foto-collage architettonici. Tre giovani artisti si addentrano nelle nostre certezze percettive. Ma per sovvertirle e distruggerle.
Un giapponese che vive in America, una peruviana in Europa e una inglese nata a Hong Kong. "Inside the whale" – dentro la balena è questo: uno sguardo comune all’insegna delle rispettive differenze culturali e stilistiche, e del complesso rapporto tra una nuova percezione delle cose e la banalità del quotidiano.
Dal 13 gennaio al 17 marzo 2012
FaMa GalleryCorso Cavour, 25/27 Verona
Orario: da martedì a sabato 10.00-13.00/14.30-19.30Ingresso libero
 
12 testimoni del territorio, Caserta
12 scatti d’autore ed altrettanti luoghi simbolici di Terra di Lavoro, nella mostra i 12 testimoni del territorio. Un racconto dei luoghi, della loro magnificenza, dei materiali, delle lontananze, del loro bisogno di recupero misto ad un senso di onore. L’atelier la Signora Alice, con il contributo dell’associazione culturale Ottantuno e AmatelA – trasmissione radiofonica sull’architettura, apre i propri spazi alle sapienti interpretazioni fotografiche dei 12 autori: Giulio Bulfoni, Bruno Cristillo, Salvatore Di Vilio, Paolo Gianfrancesco, Mario Ferrara, Giovanni Izzo, Simona Pietropaolo, Francesco Rinaldi, Ciro Santangelo, Charlotte Sorensen, Gino Spera, Luigi Spina.
Dal 17 febbraio al 22 aprile 2012presso gli spazi de La Signora Alice Atelier cucina, via Gasparri 20 – Caserta.
Orario: dal giovedì al sabato dalle 19.00 alle 24.00; la domenica dalle 12.00 alle 16.00. www.fondoambiente.it | www.amatela.it
 
Gustav Klimt a Milano, in esposizione il fregio di Beethoven
Promossa dalla Provincia di Milano e prodotta e organizzata da Alef – cultural project management – la mostra presenta al pubblico Klimt: autorevole rappresentante della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, che nel 2012 avrebbe festeggiato il suo 150° compleanno.
Milano, prima città italiana che inaugurerà le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Klimt, si allinea all’offerta culturale internazionale con questa mostra che presenta la riproduzione a dimensioni reali di una parte dello straordinario Fregio di Beethoven accompagnata da diciotto disegni originali correlati al famoso affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna.
Spazio Oberdan – Cineteca, viale Vittorio Veneto 2 (20124).
Dal 4 Febbraio al 6 Maggio, martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30
(la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura)
biglietti: intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €
 
Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita Il Guggenheim. Sessanta capolavori dalla collezione permanente della Guggenheim Foundation. Più di 50 gli artisti in mostra tra cui Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Arshile Gorky, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Richard Serra, Kenneth Noland, Chuck Close. Attraverso i capolavori di questi artisti Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980 illustra i principali movimenti dell’arte statunitense, passando dall’Espressionismo astratto alla Pop Art, dal Minimalismo al Post-minimalismo, dall’Arte concettuale al Fotorealismo, prendendo in esame un periodo segnato da sfide radicali alla tradizione consolidata.
Palazzo delle Esposizioni Roma, via Nazionale 194
Orario: domenica, martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00.
venerdì, sabato: 10.00 – 22.30 – lunedì chiuso
Biglietti: intero € 12,50 – ridotto € 10,00
 
Steve McCurry, Roma
Steve McCurry sarà a Roma con una grande mostra allestita al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, negli spazi espositivi della Pelanda al MACRO Testaccio. La mostra comprenderà oltre 200 fotografie: non mancheranno alcune delle icone di McCurry, come il celebre ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi, scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua straordinaria carriera di fotografo e di reporter. Saranno presentati per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011: il progetto the last roll con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak, gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba.
La Pelanda – Centro di produzione culturale, MACRO Testaccio, Piazza Orazio Giustiniani 4
Dal 3 Dicembre 2011 al 29 Aprile 2012, da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle 23.00Sabato, domenica e festivi dalle ore 11.00 alle 23.00.
 
20 croci + 1 di Giulio Iacchetti, Roma
(a cura di Domitilla Dardi e Beppe Finessi)
Il designer Giulio Iacchetti presenta a Roma, nello straordinario spazio della Chiesa di Santo Stefano Rotondo, il suo progetto “Cruciale”. Una delle rare chiese romane a pianta centrale diviene così luogo di un’inedita contaminazione tra sacro e profano, tra arte, architettura e design in un dialogo serrato di eccezionale potenza che ha come soggetto la figura simbolica della croce. Dal 29 febbraio al 28 marzo 2012, inaugurazione 28 Febbraio ore 18:30.
Chiesa di Santo Stefano Rotondo, Via di Santo Stefano Rotondo 7, Roma.
 
“Non copiare dagli occhi” di Francesco Balsamo, Catania
In occasione di “Art Market Today” workshop dedicato al mercato dell’arte, s’inaugura l’anteprima del progetto espositivo “Non copiare dagli occhi” di Francesco Balsamo, a cura di Guillaume Von Holden con testi di Guido Giuffrè e Renata Morresi.
Nel corso dell’anteprima sarà presentato il libro edito da Incerti Editori che raccoglie l’intera sequenza delle opere. Anteprima Sabato 11 Febbraio ore 18.00 e Domenica 12 ore 10.00 presso Accademia Abadir, via G. Leopardi 8, S. A. Li Battiati, CT.
Opening presso Zelle arte contemporanea, Domenica 19 Febbraio 2012, ore 11.00; la mostra rimarrà aperta sino al 14 Marzo 2012, dal Martedì al Sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00. Via Matteo Bonello 19 / Via Fastuca 2, Palermo.
 
Kim Minjung. “Il Suono della Luce”, Roma
(a cura di Gianluca Ranzi)
La mostra presenta un grande lavoro ideato e realizzatoappositamente per questa occasione dall’artista. È un’opera di circa trenta metriche appartiene al ciclo Mountains, una serie di lavori che KimMinjung ha cominciato a realizzare dalla fine del 1997 e in cui la luce gioca un ruolofondamentale creando un gioco impalpabile di trapassi atmosferici dal grigio perla al neroassoluto. Dal 25 Gennaio al 4 Marzo 2012. MACRO Testaccio, Piazza Orazio Giustiniani 4. Info www.viedellaseta.roma.it
 
Nucleohistone. Manifesto di Damien Hirst, Roma
In occasione del progetto Postcard from…, ideato da Marcello Smarrelli e promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere di Roma, il foyer del MACRO ospita – in concomitanza con il Pastificio – il manifesto di Damien Hirst dal titolo Nucleohistone, tratto dalla sua omonima opera del 2008-2011. Dal 14 Gennaio al 10 Marzo 2012. MACRO, Via Nizza 138, angolo Via Cagliari, Roma.
 
(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese, Roma(a cura di Simona Rossi e Dominique Lora)
Uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese. La mostra è pensata come un luogo in cui tradizioni e identità si aggiungono a un percorso creativo transnazionale, verso una realtà che Achille Bonito Oliva definirebbe Glocal. Dal 25 Gennaio al 4 Marzo 2012. MACRO Testaccio.
 
Il Premio Italia Arte Contemporanea 2012, Roma
(a cura di Giulia Ferracci)
In occasione del Premio Italia 2012, i quattro artisti finalisti – Giorgio Andreotta Calò, Patrizio di Massimo, Adrian Paci e Luca Trevisani- presentano altrettante opere pensate appositamente per gli spazi del Museo, opere che riflettono sui temi di grande attualità, quali il paesaggio e la trasfigurazione della città, la storia come modello di identità nazionale, il rito come momento di riconoscimento tra individui, la materia e la finitezza degli oggetti. Dal 27 Gennaio al 20 Maggio. MAXXI, Galleria 5.
 
UNIVERSITA’ E DINTORNI di Nicolò Lewanski
 
Giovani Architetti Grattano il Cielo, a Milano
È aperta la selezione per scegliere chi costruirà, con le proprie mani, grandi modelli della propria idea di torre alta 52 piani nello spazio di CASABELLAlaboratorio. Per partecipare alla selezione è necessario avere meno di 30 anni, essere cittadini italiani e inviare un dossier di 4 pagine che documenti il proprio lavoro di progetto e ricerca. Info: http://casabellaweb.eu/2012/02/19/bando-di-concorso/
 
La strada che parla
Mostra a cura del Laboratorio Matrica della Facoltà di Architettura di Alghero, che riguarda L’antico tracciato ferroviario come pretesto per ragionare sul territorio, per mettere assieme memorie e desideri, per sollecitare a riflettere sull’antico rapporto tra paese e campagna e su nuove ipotesi di sviluppo locale.
 
Interferences Il Parco urbano di Ferrara
Il workshop Interferences intende sviluppare in un’ottica lo-fi il tema dell’accessibilità degli spazi pubblici, operando per garantire la fruibilità del parco G. Bassani per un’utenza ampliata. Dal 5 al 9 Marzo a Ferrara, iscrizioni entro il 29 Febbraio. Info: www.rigenerazioneurbana.org/index.php?id=98 info@rigenerazioneurbana.org
 
Mutual Heritage: from historical integration to contemporary active participation a Milano
progetto sul patrimonio architettonico ed urbano recente nell’area mediterranea, che propone due mostre a Milano: Città e paesaggi della modernità nella regione mediterranea e Patrimonio e contemporaneo. Un ossimoro? Contemporaneamente, lunedì 27 febbraio dalle 14:30 si svolgerà il seminario Tra conservazione del patrimonio e trasformazione: processi evolutivi. Aula Gamma, Politecnico di Milano, via Ampère 2. Info: http://www.polimi.it/eventi/dettaglioevento/article//mutual-heritage-1556/
 
Food Experience Design a Milano
Primo corso dedicato all’ideazione, progettazione e arredamento di locali pizzeria innovativi, dove gli spazi oggi tendono a trasformarsi in ambienti spesso multifunzionali. Dal 15 Marzo al 6 Aprile 2012 al Politecnico di Milano. Costo: € 500 + iva. Sono disponibili 15 Borse di Studio. Info: www.foodexperiencedesign.it
 
Interventi per le città tra pianificazione strategica e nuovi indirizzi di politiche urbane a Roma
Obiettivo della giornata formativa è un aggiornamento di urbanistica e di politiche urbane, a partire da una riflessione critica sulla pianificazione strategica. Giovedì 22 marzo 2012 al Dipartimento DATA, Facoltà di Architettura, via Flaminia 72, II piano. Costo: 170 euro, 60 per gli studenti, iva esclusa. Info: info@fondazioneastengo.it
 
Master Progettista Esperto in Tecnologie Emergenti a Roma
Il master, dell’Inarch Istituto Nazionale di Architettura, affronta i temi e gli strumenti più innovativi emersi sulla scena della progettazione architettonica a seguito della rivoluzione digitale, articolandosi in una serie di corsi base ed alcuni laboratori progettuali intensivi. Inizio delle lezioni il 12 Aprile, iscrizioni entro il 12 Marzo.
 
Re-Thinking Shanghai 2012, concorso
Concorso aperto anche agli studenti per progettare un intervento architettonico visionario e sostenibile a Shanghai; il primo classificato sarà invitato per tre mesi allo studio 10Design’s per sviluppare il progetto. Iscrizioni entro l’1 Marzo. Info: www.10design.co/think/competitions/en/1/rethinking-shanghai-2012/the-brief/
 
In-between: il disegno dei frammenti urbani a Milano
Workshop di progettazione sulla zone Ventura a Milano in quanto realtà in crescita del Fuori Salone, ed in particolare sugli spazi di connessione con il nuovo distretto artistico/culturale. Le proposte elaborate faranno parte di una mostra durante le giornate del Salone del Mobile 2012. Dal 28 Marzo al 1 Aprile, info: http://www.acmaweb.com/5.0_news/5.2_agendacma/5.2.1_iniziative/5.2.1_iniziative.htm
 
CORRISPONDENZE a cura di Zaira Magliozzi
 
Roma 2020 non s’ha da fare
La speranza c’era nonostante tutto. Nonostante i dubbi sulla legittimità di una tale spesa, nonostante il clima di austerity che si respira in Italia da qualche tempo. Molti, dopo l’impopolare decisione del Governo, se la sono presa ingiustamente con il Professore. Come se fosse l’unico a non credere nelle potenzialità della Capitale, a non capire l’occasione di rilancio economico offerto dalle Olimpiadi. Come se l’Italia non avesse più volte dimostrato, con i recenti Mondiali di Nuoto ad esempio, tutta la sua inadeguatezza a gestire in maniera sostenibile e coerente un evento di tale portata. E non è servita nemmeno la promessa di mettere in piedi una manifestazione low cost: “modernizzando quello che abbiamo e valorizzando quello che la città di Roma ci offre”. Non poteva bastare per almeno due motivi. Il primo riguarda quella consuetudine, tutta italiana, di far lievitare i costi di qualsiasi intervento pubblico nel giro di pochi anni – vedi il caso della linea metropolitana C. E questo non ce lo potevamo permettere se contemporaneamente si chiede al Paese di stringere la cinghia. Il secondo è di natura logica. Perché puntare su un cavallo zoppo con scarse chance di vittoria? Onestamente parlando, Roma non poteva competere con l’intraprendenza di Tokyo né con lo sviluppo repentino che ha investito Madrid finora. La storia sembrava già scritta. Il Governo ne ha solo anticipato l’epilogo. E, infine, cosa succederà alla Città dello Sport di Calatrava? Nata per ospitare i Mondiali di Nuoto del 2009, ad oggi ne è stata completata solo una piccola parte. Per assicurarsi ulteriori fondi, era stata inserita nel piano di candidatura alle Olimpiadi 2020. E ora? Rimarrà abbandonata a stessa come una città fantasma?
 
RESTAURO TIMIDO di Marco Ermentini
 
Petrarca cacciato da Milano
E’ una bella cascina diroccata con elementi architettonici viscontei vicino a S.Siro. Il poeta vi abitò durante il suo soggiorno milanese nel 1353/61.
E’ scampata miracolosamente alle ruspe della speculazione che ha devastato tutto il quartiere. Ora è minacciata dal crollo per incuria e da progetti di “valorizzazione” perlomeno avventati. E’ probabilmente l’unica testimonianza architettonica sopravvissuta del grande poeta. Merita tutta l’attenzione per non farla scomparire. SOS Cascina Linterno: http://www.partecipami.it/cascinalinterno
 
 
2.3 Loos a Vienna
Adolf Loos, il maggiore architetto viennese degli inizi del secolo, ha verso il Werkbund una posizione ostile. Sostiene che l’artista applicato è una mostruosità, che nessuna istituzione o organismo può insegnare la semplicità, che la ricerca della modernità produce soltanto brutture.
Vede pertanto in Van de Velde un corruttore dei costumi e anche a lui allude, in un testo pungente e a tratti velenoso del 1900 dal titolo A proposito di un povero ricco, quando prende in giro l’architetto che ha ridicolizzato la vita di un cliente perché gli ha voluto disegnare l’ambiente domestico, pantofole comprese.
 
Altrettanto mostruosi Loos considera i tentativi di riformare l’arte proposti dalla Secessione viennese fondata nel 1897 da Gustav Klimt, Joseph Maria Olbrich, Josef Hoffmann e Koloman Moser. Li attacca nei testi Ornamento e delitto e Degenerazione culturale, entrambi del 1908.
 
Per il suo atteggiamento aperto alle innovazioni ma nello stesso tempo ostile ai formalismi gratuiti, Loos è egualmente lontano dalla tradizione aristocratica austriaca – Francesco Giuseppe evitò come la peste le invenzioni moderne, facendo per quanto possibile a meno del telefono, dell’automobile, della macchina da scrivere e della luce elettrica – e dagli entusiasmi dei parvenu per le nuove forme stravaganti.
Abitare per Loos è un po’ come vestire. In entrambi i casi si deve comunicare senso della misura e, nello stesso tempo, un modo autentico, libero e igienicamente efficace di porsi rispetto alle cose.
 
La chiave per meglio leggere la poetica di Loos è linguistica. Filtrata attraverso la riflessione di Karl Kraus, geniale indagatore dell’espressione verbale, direttore e, di fatto, unico redattore dei 922 numeri della rivista “Die Fakel”, apparsi tra il 1889 e il 1936. Kraus, con la stessa intensità con cui Loos è contrario allo spirito della secessione, è avverso alla tecnica del feuilleton, cioè a quei brani, altamente retorici, dove trionfa l’aggettivazione di ogni sorta. Dove l’ipocrisia, invece che essere messa a nudo, è sublimata.
 
Un linguaggio scorretto – ecco la tesi di Kraus che sarà fatta propria da Loos, ma anche dal filosofo Wittgenstein e dal compositore Schönberg, tutti affezionati lettori della rivista – mischia fatti e valori. In architettura ciò avviene quando si vuole a tutti i costi rendere artistico il quotidiano, dando all’oggetto d’uso un’inusitata importanza.
Quando si confonde l’urna con il pitale. È l’evoluzione culturale che porta a eliminare dal quotidiano la decorazione, togliendole la sua commistione con l’artistico. Se invece si vuole saltare il problema della civiltà, proponendo la scorciatoia dell’invenzione formale, non si possono che produrre disastri, rendendo retorico, cioè inautentico – e quindi brutto e farsesco – il mondo:
 
“E io mi chiedo nuovamente: perché un architetto buono o un architetto cattivo deturpa il lago (accanto al quale vuole costruirvi una casa, a differenza del contadino che non si pone alcun problema estetico)? L’architetto, come qualsiasi abitante della città, non ha civiltà. Gli manca la sicurezza della sua civiltà. L’abitante della città è uno sradicato. Intendo per civiltà quell’equilibrio interiore ed esteriore dell’uomo garantito soltanto dal pensiero e dall’azione razionali.”
 
Loos non ce l’ha con tutta la decorazione. E sarebbe fargli torto associarlo alle poetiche postcubiste e al purismo, nonostante spetti a le Corbusier il merito di aver proposto il pensiero di Loos in Francia pubblicandolo Ornamento e delitto su “L’Esprit Nouveau”.“Io”, dirà, “non ho mai sostenuto, come ad absurdum hanno fatto i puristi, che l’ornamento debba venire eliminato in modo sistematico e radicale.
Però, dove le esigenze stesse del tempo lo hanno escluso, là non è più possibile reintrodurlo. Così come l’uomo non ricomincerà mai più a tatuarsi il volto.”
 
L’ornamento, per Loos, è lecito sino a che è organicamente legato alla vita culturale, in cui fa parte di una tradizione. L’uso è la forma della cultura, la forza che forma gli oggetti. “Noi”, afferma, “non ci sediamo in un dato modo perché il costruttore ha costruito in quel dato modo la sedia, ma viceversa è il costruttore che fa la sedia in un dato modo perché qualcuno proprio in quel modo vuole sedersi.”
Nessuna rivoluzione è possibile al design, questa semmai può essere tentata esclusivamente dall’arte. “La forma e l’ornamento”, afferma nel 1924, “sono il risultato dell’inconscia opera comune degli uomini che appartengono a un certo cerchio di civiltà. Tutto il resto è arte. L’arte è la volontà ostinata del genio. Dio gli ha affidato questo compito. Sprecare l’arte nell’oggetto d’uso è incivile”.
 
A questo punto il parallelismo tra linguaggio architettonico e linguaggio verbale è quasi perfetto. Vediamolo: le parole sono le forme. Poiché già esistono, non possono essere inventate. Il loro cambiamento è frutto di una complessa e lenta dinamica sociale, mai di una velleità individuale.
La grammatica è data dalla buona tradizione, fatta coincidere con la tradizione classica e soprattutto con quella costruttiva romana (l’architetto, dice, è un muratore che parla latino). Il senso del testo deriva dall’uso, dall’appropriatezza della costruzione al bisogno che deve soddisfare.
Da qui tre imperativi: procedere dall’interno verso l’esterno, conoscere i materiali, controllare spazialmente il progetto, con verifiche tridimensionali piuttosto che di facciata. Seguendo questi precetti, che rappresentano una declinazione in chiave calvinista del metodo sullivaniano e wrightiano, si dovrebbe riuscire a esorcizzare ogni fatuità e frivolezza, evitando di essere scavalcati dalla moda.
 
Emblematico di questo atteggiamento, evoluzionario piuttosto che rivoluzionario, è l’edificio della casa Goldman & Salatsch che Loos realizza in pieno centro di Vienna di fronte alla Michaelerkirche e al Palazzo imperiale, tra il 1910 e il 1911. L’edificio, privo delle tradizionali decorazioni architettoniche, solleva però un putiferio.
 
È accusato di essere ultramodernista, un volto senza ciglia, una facciata ripresa di sana pianta dalla banale trama di un tombino. In realtà è un edificio classico, di buon senso moderno e di austera monumentalità. Ha basamento, parte mediana e coronamento, un ingresso identificato da colonne, una notevole compostezza plastica resa dai bovindi incassati. Ma in una città in fondo reazionaria come Vienna, più incline a perdonare le intemperanze formali dei secessionisti che l’asciutto e laconico riserbo di uno snob, non può essere capito.
 
Interessante per il suo assoluto rigorismo è casa Steiner, realizzata a Vienna nel 1910. Sembra preludere alle costruzioni astratte che gli esponenti di punta del Movimento Moderno realizzeranno a partire dagli anni venti. Ma in realtà è tutt’altro.
È, nelle intenzioni dell’autore, opera di corretta edilizia, scritta in latino da un architetto-costruttore che non vuole confondere l’urna con il pitale.
Quindi simmetrica, solida, chiaramente composta, talmente banale da rasentare una sublime raffinatezza. Nulla a che vedere, anche in questo caso, con le sperimentazioni dell’avanguardia e le successive prove puriste, costruttiviste o de Stijl.
 
 
Le belle architetture lasciamole agli architetti senza immaginazione
 
Le parole non fanno volume, ma pesano
 
L’architetto compra casa con le case degli altri
 
Fra due committenti l’architetto non gode
 
Il tempo cancella gli errori degli architetti, non degli urbanisti
 
INTERMEZZO di Edoardo Alamaro
 
Clochard a Napoli
—-Messaggio originale—- Da: eduardoalamaro@presS/T.it – Data: 11/02/2012 14.03 A: alfa@liberam.it Ogg: Imprevisti
Testo: Cara Alfa, corri subito alla stazione metropolitana a piazza Dante di Napoli. Un Carlo Alfano così simpatico non lo vedrai mai più. Con le coperte a scacchetti rosa, verde e blu ben ripiegate ai piedi del suo grande nero concettuale, quello alla parete vicino al bar. Un tocco di colore caldo e comunale. Vagabondo, imprevisto, sociale. Mi piace molto, col freddo concettuale che fa a Metronapoli. Io, l’Al fhan plus ritoccato e partecipativo, l’ho visto oggi, stamattina alle 11.00. Ma credo che a sera tardi ci sarà il picco più alto per l’arte moderna aperta del metrò. Quando la stazione dell’arte “Dante” si chiude al pubblico pagante (salvo abusivi, portoghesi, s-partenopei …) e apre – eccezionalmente per freddo – ai disperati della terra. E’ allora che si registra il massimo d’intensità della Bellezza. Dello sguardo insolito e nomade, trasversale-sociale. Foriero di nuovo pubblico, di nuove energie radicali erranti. Forse tra questi nomadi a forza, tra questi homeless motoless, c’è il nuovo artista chiave. C’è il Cara-viaggio di passaggio a Napoli 2012. Chi lo sa? Mai dire mai: le vie del Signore dell’arte (e mestieri artigiani) sono infinite. E vanno di notte. Notte fonda, e di fronda ‘e presS/T! O no? Besos, Eldorado
 
—-Messaggio originale—- Da: alfa@liberam.it Data: 11-feb-2012 18.53 A: eduardoalamaro@presS/T.it Ogg: R: Imprevista cornice di Alfano al metrò dell’artenapoli. Testo: Lo avevo immaginato, me l’aspettavo …. ma si!! non mi dispiace proprio questo bel contrasto tra ricchi e poveri, miseria e nobiltà, alto e basso, concettuale e sociale, primi e ultimi, borboni e barboni, freddo e caldo d’arte … E poi, a pensarci bene, è veramente tale il contrasto? O son biunivoci segni del Signore? In fatti e di fatti per me sono, alla fin fine, solo segni nomadi complementari. Quello verticale di Carlo Alfano, proprio a un concetto temporale e autoriflessivo dell’arte, indagante e scavante nel mondo freddo dell’individuo e … e quello orizzontale del “freddo concreto”, materiale e sociale, degli individui, … dei clochard, dei senza tetto dell’arte … Tutto va bene, quindi …. tutto concorre al bene … tutto alla fine si tiene (nel) bene. E poi, penso che da lassù qualcuno se la sta ridendo beffardamente. Certamente preferisce questi caldi colori delle inaspettate coperte a scacchetti dei clochard a quelli volgari (quelli si!) delle  lattine e della pepsicola gelata che quotidianamente fanno da barriera commerciale all’opera di sacra Al fhan. Saluti, tua Alfa
—-Messaggio originale—- Da: eduardoalamaro@presS/T.it – Data: 11-feb-2012 22.26 A: alfa@liberam.it Ogg: R: Imprevista cornice di Alfano, con caffè caldi e cornetti
Testo: Bella risposta, mia cara Alfa! giusta osservazione la tua sulla differenza (e concordanza) tra freddo verticale e freddo orizzontale. Quello autoriflessivo interiore dell’artista in bianco e nero e quello esteriore del clochard autoriduttivo a colori e calore ai suoi piedi, insolita cornice all’opera d’arte di Alfano metronapolinizzato.
Però, fossi in te, studiosa dell’arte scontemporanea nel sociale imprevisto e imprevedibile spartenopeo, io forse andrei a verificare la tua tesi dal vivo. Dal vero-verosimile, nella fredda notte napoletana demagistrale coi baffi autoritari. Verificherai la distanza e/o la vicinanza delle due condizioni dell’uomo globale metropolitano oggi. Nella concreta caverna della metropolitana dell’arte bassolineata che fu a Napoli. Pace, amen, una prece.
Vai Alfa, vai a verificare e porta anche altre coperte e caffè caldi volontari agli ultimi della Terra, agli homeless-less … è una occasione di conoscenza e di nuova vicinanza con l’opera del tuo amato Al fhan. Le vie del Signore artigiano sono infinite! E intriganti!
Verificherai l’arte contemporanea tra la vetrina delle ambizioni politiche di giorno e il ricovero sociale dei senzatetto di notte. Come ai tempi di Viviani: Napoli notte e giorno. Chi resta e chi s-parte, bambulè. Saluti Al hamar
 
Fine ping-pong-pound. Nessuna ulteriore risposta seguì. Non so come sia andata a finire. Non so se la mia amica contemporaneista Alfa sia andata a verificare veramente dal vivo l’opera d’arte di Al fhan alla stazione Dante. Riveduta, ri-abitata e corretta all’uso randagio. Col freddo che fa. Credo di no, peccato! Peccato mortale d’arte marginale nel sociale caldo.
Arte marginale che, alamarcord!, proprio su questa tematica sociale vagabonda, si presentò a me l’anno scorso, di questi tempi. Ma svanì nel nulla di fatti, per un banale malinteso. Per un quiproquo, per un irrigidimento di hommo lesso. O forse per il “fattore N” che aleggia su Napoli. Quel nonsoche per cui due napoletani di genio e di sgusto non si troveranno mai a fare concordi una impresa. Autocentranti e tropposospettosi uno dell’altro!
Bene, anzi male: racconto rapidamente l’avventura mia d’arte sociale fallita nel clochard. Rimanete con noi. Pausa di due minuti. Ci vediamo dopo la pubblicità. Ta-tà.
 
Si riprende. Un amico regista mi leggeva on line. Condivideva anche questi intermezzi ‘e presS/T. M’incontrò per la via e mi fece: “Mi piace il tuo modo di scrivere, ti fai leggere, funziona, finziona per me. Ma sei un po’ sprecato: devi fare il salto. Devi passare dallo scritto all’orale. Dal giornalismo scritto a quello televisivo, come Saviano”.
Io non ci potevo credere. Quello parlava e io pensavo: che fortuna, è la svolta, la mia grande occasione, altro che bel fiore comunale all’assessorato!”
“Pigliammoci ‘nu cafè, s-offro io”, proposi. E così nel bar, quello che sta a piazza Cavour, un po’ defilato nell’angolo, coi tavolini fuori, gli dissi: “Scusa, come si fa a fare il salto alla Saviano?” “Semplice”, rispose il mio amico regista: “Io ho una televisione (abbiamo una banca …, mi grattai, per scaramanzia, non si sa mai … ). Sta presso l’ex ospedale San Camillo alla Sanità, quello subito dopo il ponte, andando per le Fontanelle, lo conosci?”
“Figurati….”, risposi.
“Ora”, riprese, “l‘ex ospedale è stato dismesso e fa servizio sociale, assistenza: fa accoglienza ai de-relitti, asilo agli ex tossici, laboratorio dei poveri ….; alla sera si apre e offre umanità e solidarietà ai barboni, con fondi regionali: una doccia calda, pasti caldi, un posto letto a 150 disgraziati che non sanno dove andare. Ma la richiesta è molto più alta e al centocinquantunesimo si chiude il cancello e stop. Gli altri poveracci restano fuori e si arrangiano come possono.”
 
“Si, capisco, complimenti, compimenti, commoventi: ma io che c’entro?” “Aspetta”, mi disse l’amico regista, “io ti faccio fare il salto. Ti faccio diventare clochard!”. “Grazie, molto gentile”, risposi beffardo “… un bel salto sociale: è quello che speravo da sempre! (Ma arrivi secondo: già c’è Lpp che mi spinge su questa via, nda)”.
“No, ti spiego”, continuò, “la nostra tv del San Camillo si occupa esclusivamente di temi sociali: marginalità, devianza, accoglienza, clochard”. “Bene, ti posso progettare una bella struttura leggera, smontabile, multiuso, interna al San Camillo, fammi dare un incarico dal centro La tenda: ho una idea ….”, dico per tagliare corto. “Ma no, è poco: io ti faccio fare molto di più …”, quello replica all’istante.
“Il restauro di tutto l’ex ospedale?”, azzardo beffardo. “Di più … di più .. ”, dice simpaticamente l’invasato amico mio regista. “Il restauro di tutto il rione Sanità?”, azzardo oramai stremato, troppa grazia sant’Antonio.
“No”, quello dice secco, misterioso, “la cosa si svolge su un altro registro. Su un piano televisivo storico-critico-analitico, …. con la parvenza di racconto gaddiano. Ma c’è anche un mix Capote-Mastriani dentro la tv. Hai capito?”
“No!”, gli rispondo e faccio per andar via.
 
Quello nn si scompone e dice calmo: “Un momento: immagina un architetto, un professore, un urbanista, uno storico esperto della città, un progettista fallito … Bene, la moglie lo lascia, i figli lo mandano a fare in quel paese, non ha successo, incarichi zero. E solo un disgraziato di ricercatore che non riuscirà mai a diventare associato all’Università, … scribacchia libri che nessuno gli pubblica, … si lascia andare, si deprime, beve, fuma e sfuma il suo sogno …. ma la goccia che fa traboccare il vaso esistenziale del poverino è l’Equitalia che gli manda un po’ di multe arretrate e non pagate, … passa il tempo, quello beve sempre … non paga … deve così lasciare la casa che gli aveva lasciato mammà in eredità, … va a finire in mezzo a una via … è fottuto … diventa lentamente, inesorabilmente, un clochard-architetto, … marginale tra i marginali, povero tra i poveri, ultimo tra gli ultimi, barbone tra i birboni. In più ha una laurea. E’ un clochard laureato … che non dimentica gli antichi studi, la città, la storia, i progetti d’un tempo, le speranze giovanili…”
“E allora? …” domando insospettito.
“E allora”, continua il regista, “lo schizofrenico, il dissociato, il non associato ex ricercatore, continua da fallito ad andare ai convegni, dove però tutti lo scansano, …. lo schifano perché uzza e puzza, …. è mal vestito, … ha la barba incolta, … ma lui continua per qualche tempo ad andare ancora a …. ma … bla, bla … è chiaro adesso?”
 
“Si, ho capito ma non è chiaro …”, dico, “E allora?”
“… e allora, quell’architetto barbone sei tu!!! Sei tu il nostro uomo!! E’ la tua grande occasione! Io ti trucco da clochard, non ci vuol molto, gia stai sulla via, …. programmiamo subito dieci trasmissioni tv via cavo, … dieci itinerari, dieci percorsi nella città del clochard, tanto per cominciare. Vai nel centro storico, nel centro antico di Napoli, … le fai come vuoi, … libertà assoluta di racconto: noi ti seguiamo, ti riprendiamo da lontano, … ma ti mettiamo anche un invisibile microfonino al bavero … tu cammini e parli, … parli da clochard, … racconti brani di memoria tua colta-sporcata … come la lingua nella quale scrivi …. spieghi la città tra grazia e disgrazia, … e da clochard ti avvicini così alla gente, agli altri diseredati come te, agli invisibili che rendiamo visibili … vediamo che succede, … c’è una traccia prevista e gli imprevisti del barbone … l’obiettivo randagio nostro è far vedere la città storica Unesco con gli occhi di un clochard …. non con quelli di un de seta o un de nailon, … ci interessa come legge e parla quelle strade, quelle architetture storiche unescate, uno che viene dal Ghana, dal Burkina Faso …, dal non so dove … che non ha avuto fortuna ed è stato respinto, sta ai margini di tutti i forum delle culture di sopravvivenza … vediamo come va, … se funziona ci allarghiamo: da clochard dei nuovi linguaggi miscelati centrostorico napoletani andrai nei convegni. … puzzolente ti siedi al tavolo dei relatori, tra i pubblico del cloro-forum spartenopei, … dici la tua, … interloquisci, capisci?, una cosa grande, … un progetto di sperimentazione fatto apposta per te, … tagliato su di te … da te tv: solo tu la puoi fare, via cavo (al collo?) …..”
“Fammi riprendere, dammi 24 ore di tempo: ti telefono domani e ti faccio sapere”, replicai. E me ne andai.
 
La notte porta consiglio ai barboni dell’architettura ‘e presS/T. Telefonai e gli dissi di si. Feci un primo sopralluogo, presi i contatti barboni. Preparai la prima puntata: da sotto il Ponte della Sanità a piazza Cavour-metropolitana. Passando per palazzo Sanfelice, supermercato Sanfelix Superò, pizzeria tresanti, Palazzo Sant’Alfonso de’ Liguori, … piazza Vergini, palazzo dello Spagnolo, museo Totò (chiuso da sempre), Srilankanmarket, Non solo Keabab, ….
Mai andata in onda, mai registrata, la prima puntata. Ero pronto per il trucco homeless. Due giovani truccatrici erano venute apposta per me da Torre del Greco. Avevo scelto un vecchio impermeabile che un tempo era stato bianco, …. un jeans malandato molto largo, un cappellone, scarpe sballate, .., poi un nonnulla e … non se ne fece più Nulla. Il fattore ”N” scassò tutto prima, quel 15 marzo 2011 alla Sanità.
Problemi di copyright, di paternità dell’opera. Quando l’idea diventa prodotto … E’ rimasto così solo un simpatico progetto, un intermezzo, una chiacchiera da bar.
Altrimenti i cornetti e i cappuccini caldi li avrei portati io, ai miei amici clochard, ricercatori di Metronapoli nella notte. Con Tv via cavo al seguito di Al fhan. Io speriamo che me la cava, alla prossima grande occasione.
Besos, Eldorado
 
SGRUNT a cura di Marco Maria Sambo
 
Lotus & The Modern (Jazz Quartet)
 –Lotus è senza dubbio la migliore Rivista di Architettura in Italia.
 Nel numero 148 intitolato “New Urban Housing II” (che segue il bellissimo New Urban Housing I – Lotus, numero 147), possiamo osservare come sia possibile inserire ottima architettura nel contesto urbano –e quindi contribuire positivamente allo sviluppo delle nostre città– senza per questo ricorrere a forzati effetti speciali, a forme architettoniche simili ai tortelloni della zia Pina (tutti mossi e pieni di sugo), oppure ai mega-siluri verticali (i macro-grattacieli) con un po’ di verdura sopra che fa sempre molta tendenza.
 Atelier Bow-Wow a Tokyo, LAN Architecture, Emmanuel Combarel e Dominique Marrec Architects a Parigi, Studio Up a Spalato, ABDR Architetti Associati a Roma, Ruatti Studio Architetti a Milano, Zigzag arquitectura a Cadice: questi sono alcuni degli Studi presentati nel numero, i cui lavori dimostrano una attenta valutazione del futuro urbano, una grande modernità nell’utilizzo dei materiali, una efficace visione funzionale dello spazio distante anni luce –è il caso di sottolinearlo– da un esasperato e monocorde “funzionalismo” che impedisce spesso alla dinamica della forma di esprimersi al meglio.
Perché in fondo il discorso è molto semplice: non è detto che solamente i tortelloni della zia Pina siano moderni. E non è neanche detto che l’eccessivo rigore della forma e della funzione rappresentino la soluzione di tutti i problemi.
 Forse c’è una terza via –nel mezzo– che si chiama semplicemente Architettura, quella con la A maiuscola, attenta ai luoghi, allo spazio, alle persone.
 
 Dunque, fate click anche voi sul link della Rivista Lotus: http://www.editorialelotus.it/web/index.php
 
 –Festeggiamo con i Modern Jazz Quartet, Summertime, rigorosamente Live, sperando che la critica della modernità non passi solamente per i tortelloni della zia Pina e sperando –soprattutto– che l’estate arrivi presto in questo freddo freddo freddo, freddo inverno. Ecco l’indirizzo, buon ascolto, Sgrunt a tutti:
 
 
MEDIA E DINTORNI a cura di Antonio Tursi
 
Cos’è cambiato nella fotografia
La fotografia, secondo l’insegnamento di Roland Barthes, rappresenta qualcosa che “è stato”, che dunque è morto. Anzi proprio nell’istante in cui la fotografia viene scattata, l’oggetto viene immobilizzato, collocato nella sfera del ricordo di ciò che è stato e non è più. L’immagine digitale al contrario è presentazione di cose in movimento, di cose vive. Generate da algoritmi, le immagini digitali offrono la possibilità di veder cambiare l’oggetto, un cambiamento determinato dai desideri futuri del soggetto il quale infatti, invece, di limitarsi a scattare dieci foto ne produce ormai migliaia. Con la fotografia siamo ancora nel regime della carta, della pellicola su cui viene impressa per sempre un’immagine. Con il digitale siamo nel pieno dei regimi schermici, dentro monitor su cui si alternano pixel. Dunque, il passaggio dalle tradizionali immagini fotografiche alle nuove immagini digitali segna una frattura profonda, una discontinuità nelle modalità della nostra percezione. Tra le conseguenze, l’emergere di tanti fotografi “della domenica”, non professionisti ma appassionati a cui la diffusione e la semplicità dei nuovi strumenti nonché il loro più basso costo hanno permesso di esercitare e consolidare la loro pratica fotografica. Non tutti sono riusciti a cogliere questi mutamenti. Anche precursori dell’arte fotografica non sono stati all’altezza della nuova fase. Come la Kodak, multinazionale fondata 131 anni fa e con 19 mila dipendenti, che non ha colto la novità degli scatti digitali. È stata così costretta a portare i libri in tribunale. Forse risorgerà. Ma sarà difficile farlo con i rullini tradizionali e senza coinvolgere i tanti appassionati di fotografia che hanno ormai scelto le macchinette digitali. antonio.tursi@gmail.com
 
[“L’Espresso”, 23 febbraio 2012]
 
 
1° Edizione del concorso Linaria Tesi
Linaria è un’organizzazione indipendente e non profit creata con l’intento di promuovere la diffusione della cultura del giardino, del paesaggio e dell’ambiente, fondando tutte le sue attività sul confronto e la partecipazione.
Per raggiungere questi obiettivi, Linaria promuove la prima edizione del premio a cadenza biennale LINARIA TESI da assegnare a tesi inedite conseguite in Italia presso una qualsiasi Università o Scuola italiana sui temi seguenti:
·         ambiente, natura e biodiversità
·         agricoltura e città
·         ecologia e sostenibilità
·         arte e architettura del paesaggio
Nello spirito di Linaria, questi argomenti non si devono intendere come strettamente distinti ma correlati e correlabili al fine di cogliere il nesso speciale che lega tra loro paesaggio e pensiero, giardino e arte, natura e società per affermare l’attualità del giardino e dell’ambiente intesi come punti di convergenza delle diverse forme culturali e sociali del nostro tempo.
Il paesaggio si presta infatti alla contaminazione di varie discipline come l’antropologia, la sociologia, l’architettura, la filosofia e prende in considerazione i tanti elementi, biofisici, antropici, culturali, sociali, percettivi, economici, che ormai di diritto appartengono alla sua stessa nozione.
Lo scopo di LINARIA TESI è di richiamare l’attenzione e la sensibilità verso queste tematiche e incoraggiarne gli approfondimenti culturali e scientifici. E così, incentivare il confronto tra le diverse Università e Scuole in Italia sulle questioni ritenute centrali nei rapporti tra paesaggio, territorio e ambiente.
LINARIA TESI vuole dare spazio al lavoro e alle proposte di giovani studiosi e ricercatori italiani sostenendo in modo attivo e qualificato la diffusione di libri che esplorano le principali questioni ambientali.
Il premio sarà costituito, oltre al riconoscimento pubblico, dalla pubblicazione della tesi selezionata nella collana di Linaria, con l’obiettivo di contribuire a raccontare nuovi sviluppi e nuove teorie e a costruire un dialogo, anch’esso come la natura, in dinamica continua.
I dettagli e il bando del concorso si trovano nella pagina web di Linaria
Per ulteriori informazioni scrivere a: info@linariarete.org
 
Master InArch
-Master progettista esperto in tecnologie emergenti
dal 12 aprile 2012
Il Master è improntato alla ricerca e alla sperimentazione tecnologica, mettendo a sistema, in un unico processo progettuale, la lettura di un contesto locale attraverso le più avanzate metodologie di mapping, l’elaborazione di una proposta progettuale basata sull’esplorazione di geometrie complesse ed emergenti, verificate attraverso momenti di fabbricazione digitale e sviluppate attraverso processi di script (Rhinoceros+Grashopper+Galapagos+Python etc.), la traduzione di questa geometria in un modello costruttivo interattivo (Revit), e l’elaborazione di una strategia di comunicazione del progetto attraverso immagini, video e piattaforme web (3D Studio Max+Vray, Adobe Premiere, After Effects).
http://www.inarch.it/default.aspx?pag=0.6.3&lang=it
 
-Master progettista di architetture sostenibili
dal 21 maggio 2012
A partire dai concetti di ecologia ed ecosistema, sino ad arrivare ai software per l’analisi termo-fluidodinamica degli ambienti, alle logiche di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di impianti per la gestione sostenibile delle acque, il master propone un approccio integrato alla progettazione nel quadro di una più generale attenzione per la qualità architettonica, per le esigenze degli abitanti e l’insieme del contesto.
 
CONTRO-ARCHITETTURA di Massimo Locci
 
Claudio De Albertis Presidente della Triennale di Milano
Il 7 febbraio Claudio De Albertis è stato eletto Presidente della Triennale di Milano e subito si sono scatenate le polemiche.
Gran parte di quelli che hanno scritto per opporsi alla sua nomina hanno premesso che non lo conoscono e che la loro posizione prescinde dall’interessato, che fanno riferimento solo al ruolo del Presidente e a una necessità di correttezza istituzionale, di principi in astratto e di strategie culturali. Prescindendo dalle premesse in sintesi gli chiedono di farsi da parte. Qualcuno si spinge a collegare questa vicenda al fatto che la sua impresa di costruzioni sia la concessionaria di un contestato parcheggio in prossimità di Sant’Ambrogio, in particolare da Italia Nostra.
Io dichiaro, viceversa, di conoscerlo bene in quanto Claudio De Albertis è stato a lungo Vice-presidente dell’IN/ARCH e in quella veste di averne apprezzato le ampie vedute culturali (non solo d’impresa), la capacità di coordinare e sostenere iniziative importanti per l’affermazione di un’architettura di qualità. Quindi sono contento della sua nomina e sono certo che svolgerà bene il mandato.
Torniamo alle polemiche. Ha iniziato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Stefano Boeri, che alla presidenza della Triennale avrebbe preferito l’architetto Carlotta de Bevilacqua e che ha giudicato “indigeribile la nomina di un costruttore. (…) Il presidente di un’istituzione come la Triennale deve avere caratteristiche precise: dovrebbe essere una figura di grande fama nel mondo della cultura, oppure capace di sviluppare una proficua rete di relazioni internazionali".
Io, viceversa, sono convinto che non sia necessario tanto un personaggio " di grande fama nel mondo della cultura" quanto una figura che sappia promuovere la cultura, che dia sostanza operativa all’azione dei curatori delle iniziative. Un buon presidente non deve selezionare gli autori e le opere da esporre, non deve organizzare le mostre e le manifestazioni culturali, ma avere una strategia capace di attuarle; soprattutto non credo ai tecnici e agli specialisti di settore al governo delle istituzioni, perché abbiamo verificato che troppo spesso si pongono in concorrenza e/o condizionano le scelte dei curatori.
Carlotta de Bevilacqua è un’ottima progettista, nota nell’ambiente disciplinare, forse anche all’estero, ma non credo che questo sia un requisito essenziale. Per costruire relazioni internazionali potrebbe far meglio chi ha una cultura manageriale, chi è capace di coinvolgere competenze diverse, chi come Claudio De Albertis ha la capacità e la sensibilità di "rilanciare un serio rapporto tra economia e cultura incentrato sulla trasparenza", come gli riconosce l’imprenditore e Presidente dell’Istituto Nazionale di Architettura Adolfo Guzzini. Penso che saprà sicuramente costruire un dialogo culturale tra le parti, stabilire proficui rapporti internazionali e attrarre sponsorizzazioni private. Quale migliore esempio di Paolo Baratta, che abbiamo sostenuto fino alla riconferma alla Presidenza della Biennale di Venezia.
Ha proseguito poi su ‘Allarme Milano’ l’economista Marco Vitale che, dopo aver tessuto le lodi del Presidente uscente Davide Rampello (che definisce uomo di "fama nel mondo della cultura", scordandosi di evidenziare che, all’epoca della nomina, era più noto per essersi occupato di televisioni commerciali che di Storia dell’Arte; tutto ciò, all’inizio del mandato, aveva fatto alzare un gran polverone), ha sostenuto esplicitamente la candidatura del Vice-presidente uscente Giulio Ballio. Vitale la motiva con il fatto che bisogna dare continuità all’azione del vecchio consiglio, in quanto aveva ben operato. Si è dimenticato, però, di evidenziare che dello stesso CdA faceva parte anche Claudio De Albertis.  
Infine l’appello di 19 intellettuali, tra gli altri Vittorio Gregotti (un "resistente al capitalismo globale"), Cini Boeri (ma guarda!), Renzo Piano, Ermanno Olmi, Eva Cantarella, Guido Rossi. L’incipit è chiaro: «Caro sindaco, ci ripensi. Affidi la Triennale ad una personalità di cultura e non di affari». Come se occuparsi d’impresa fosse un delitto e non un’opportunità per creare un sano confronto e un rapporto strategico tra committenti, progettisti, imprenditori e il mondo della finanza nel suo complesso. L’alleanza rappresenta lo strumento più efficace per garantire qualità architettonica e urbana.
Lo confermano le prime dichiarazioni del neo-presidente: “La Triennale deve essere sempre più luogo del dibattito sul futuro della città, sulla qualità dell’architettura, delle arti visive, del design, della moda, dell’artigianato e della produzione industriale, come raccontato e rappresentato dalla sua storia quasi novantennale. Questo in un momento in cui occorre focalizzare l’attenzione ai costi e alle risorse, per consentire alla Triennale di valorizzare al meglio il suo ruolo di produzione culturale.
Concludendo c’è solo da rammaricarsi che ClaudioDe Albertis per questo mandato potrà durare in carica solo per un anno, fino a quando resterà in carica il CdA; dovrebbe essere una presidenza di transizione che, a maggior ragione, non avrebbe giustificato la forte contestazione. Oppure qualcuno teme che, operando all’interno di una logica innovativa e plurisettoriale come molti immaginano, possa essere riconfermato anche nel futuro.
Egli è, con buona probabilità, finito nel tritatutto del conflitto sempre più aperto tra Boeri e Pisapia, il quale ha dichiarato: "C’era un solo candidato e rispetto l’autonomia del Consiglio di Amministrazione. Era la vecchia politica a interferire nei CdA ".Come a dire io non ho proposto né sostenuto alcun candidato, coerentemente con la strategia etica e politica che è stata premiata alle ultime elezioni, mentre tu prima hai fatto entrare Carlotta de Bevilacqua nel CdA e subito dopo l’hai sostenuta per la presidenza.
 
 
 
Bando del secondo corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC
 
Sono aperte le iscrizioni al
SECONDO CORSO DI SCRITTURA DELLA
SCUOLA DI CRITICA AIAC
a cura di Luigi Prestinenza Puglisi
Associazione Italiana di Architettura e Critica_presS/Tfactory
 
ROMA 12 APRILE – 25 MAGGIO 2012
Costo: 240 euro + 50 euro di iscrizione all’associazione AIAC
 
Obiettivo
Lettura critica delle opere di architettura: il corso fornirà gli strumenti per leggerle e per raccontarle in forma di articoli giornalistici o di testi critici.
Il tema sarà affrontato attraverso la lettura disciplinare, utilizzando il contributo di critici e storici di architettura e di progettisti impegnati nel dibattito teorico, e con il contributo di studiosi e protagonisti di altre discipline quali la filosofia, la musica, il teatro, l’arte, la fotografia e la letteratura.
 
A chi è rivolto
Agli architetti e agli studenti di architettura degli ultimi anni che vogliono imparare a leggere criticamente gli edifici.
A coloro che vogliono migliorare la loro abilità di scrittura sui temi d’architettura.
A coloro che hanno frequentato il primo corso di scrittura critica e vogliono approfondire.
A coloro che si vogliono impegnare nella critica, nel giornalismo e nella comunicazione di architettura attraverso blog o internet.
 
Organizzazione
Sono previsti sette seminari, ciascuno della durata di due pomeriggi, il giovedì e il venerdì, per un totale complessivo di 42 ore. Ogni seminario è diviso in due moduli: uno teorico e l’altro pratico.
Il modulo teorico (Modulo A), che si svolge il giovedì, consta di una lezione di analisi dell’opera di architettura e di lezioni di confronto multidisciplinare.
Nella lezione di analisi si imparerà a leggere un edificio con il supporto di elaborati tecnici, immagini fotografiche o riprese video.
Le lezioni di confronto multidisciplinare saranno tenute da personalità del campo della storia e della critica nelle diverse discipline: dall’arte alla letteratura, dalla musica alla fotografia, dal teatro all’architettura.
Il modulo pratico (Modulo B), che si svolge il venerdì, è dedicato alle esercitazioni. Agli studenti sarà presentata un’opera da analizzare e poi commentare attraverso un testo scritto, discusso in classe con i docenti.
 
Orari
Gli incontri si svolgono due giorni a settimana (modulo A il giovedì e modulo B il venerdì) dal 12 aprile al 25 maggio 2012 e seguono il seguente orario: 18:00 – 21:00.
 
Calendario:
- Primo Seminario
Modulo A: 12 aprile ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 13 aprile ore 18:00 – 21:00
 
- Secondo Seminario
Modulo A: 19 aprile ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 20 aprile ore 18:00 – 21:00
 
- Terzo Seminario
Modulo A: 26 aprile ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 27 aprile ore 18:00 – 21:00
 
- Quarto Seminario
Modulo A: 3 maggio ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 4 maggio ore 18:00 – 21:00
 
- Quinto Seminario
Modulo A: 10 maggio ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 11 maggio ore 18:00 – 21:00
 
- Sesto Seminario
Modulo A: 17 maggio ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 18 maggio ore 18:00 – 21:00
 
- Settimo Seminario
Modulo A: 24 maggio ore 18:00 – 21:00
Modulo B: 25 maggio ore 18:00 – 21:00
 
Conferenze di approfondimento
FOTOGRAFIA: Nancy Goldring – MUSICA: Carlo Boccadoro – ARTE: Antonella Greco – FILOSOFIA: Marco Filoni – LETTERATURA: Matteo Nucci – TEATRO: Renato Nicolini – ARCHITETTURA:  Labics – Hans Ibelings
 
Conferenze aperte al pubblico
E’ in programma l’organizzazione di conferenze aggiuntive al calendario previsto, tenute da personalità del mondo della storia e della critica. Le date saranno comunicate successivamente. Le conferenze saranno aperte al pubblico.
 
Luogo di svolgimento del corso
Roma
Via Pietro da Cortona 1
 
Requisiti di iscrizione
L’iscrizione è aperta a tutti coloro interessati ad acquisire le tecniche fondamentali della scrittura critica. Il corso è a numero chiuso, per iscriversi è necessario inviare una mail con i propri dati anagrafici e con il proprio CV di massimo 2 cartelle all’ indirizzo infocorsi@presstfactory.com
Una volta raggiunto il numero minimo di 8 partecipanti verrà comunicata ad ogni richiedente la modalità di versamento della quota di iscrizione al corso e la scadenza entro cui provvedere a farlo. Solo dopo aver effettuato il pagamento ci si potrà ritenere iscritti a tutti gli effetti. Il corso verrà attivato soltanto al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
 
Strumentazione tecnica necessaria
Ogni partecipante dovrà portare durante le lezioni un Pc portatile su cui è installato un qualsiasi programma di elaborazione testi compatibile con Word.
 
Frequenza
La frequenza è obbligatoria, sono ammesse al massimo due assenze, oltre le quali non si provvederà al rilascio dell’attestato di frequenza.
 
Costo
Il costo del corso a partecipante è di 240+50 Euro per la quota annuale di iscrizione all’AIAC_Associazione Italiana Architettura e Critica.
Nel costo è compreso:
La partecipazione ai sette seminari per un totale di 42 ore e alle conferenze organizzate contestualmente.
Nel costo non è compreso:
Tutto ciò che non è espressamente indicato nella voce “nel costo è compreso”.
 
Iscrizione
L’iscrizione avviene in due fasi:
Nella prima fase si richiede una pre-iscrizione via mail entro il 20.03.2012, mandando in allegato il proprio CV di massimo 2 cartelle all’ indirizzo infocorsi@presstfactory.com . La pre-iscrizione non è vincolante ai fini dell’iscrizione, ma permette di rimanere aggiornati sul programma e di avere priorità al momento dell’iscrizione.
Nella seconda fase, a seguito di una mail di conferma da parte dello staff organizzativo, si dovrà provvedere all’iscrizione definitiva tramite il pagamento della quota di iscrizione (240 Euro) più la quota annuale di iscrizione all’Associazione Italiana Architettura e Critica (50 Euro) entro e non oltre il 27.03.2012. A conferma dell’avvenuto pagamento, e quindi dell’iscrizione al corso, deve essere inviato entro e non oltre il 27.03.2012, esclusivamente via e-mail, una copia del bonifico all’indirizzo infocorsi@presstfactory.com.
L’AIAC si riserva il diritto insindacabile di rifiutare le iscrizioni.
 
Lezioni via streaming
Sarà possibile seguire via streaming il Corso di Scrittura 2012. La procedura per iscriversi è la stessa: inviare una mail all’indirizzo infocorsi@presstfactory.com entro il 20.03.2012 specificando l’interesse a seguire le lezioni via streaming. A seguito di una mail di conferma da parte dell’organizzazione e dell’avvenuto pagamento ci si potrà ritenere iscritti.
Il costo previsto, solo per gli iscritti che seguiranno il corso via web, è di 120+50 euro di iscrizione all’associazione AIAC. Questo garantisce di poter seguire le lezioni come solo uditore. Agli interessati, a seguito del versamento, verranno mandate tutte le info per accedere all’area riservata e visualizzare il video. Inoltre, per chi avesse problemi di orario, e non potrà seguire lo streaming in tempo reale, il video sarà disponibile anche dopo le lezioni (che si tengono da calendario sempre dalle 18:00 alle 21:00), con modalità che saranno illustrate a chi ne farà richiesta.
 
Pagamento
Il pagamento è da effettuarsi tramite bonifico bancario a:
Associazione Italiana di Architettura e Critica
Nome banca: Unicredit Banca di Roma
Agenzia: 02368 Dessì
Iban: IT 98 O 02008 05284 000401321326
Causale: Corso di scrittura 2012 e iscrizione AIAC
 
Diritto di rimborso
E’ possibile recedere l’iscrizione al corso di scrittura critica dandone apposita comunicazione via mail all’indirizzo infocorsi@presstfactory.com prima del 02.04.2012 (incluso). In tal caso verrà rimborsata all’iscritto la quota d’iscrizione pagata fatta salva una quota di 50 euro + 50 euro della quota annuale di iscrizione all’Associazione Italiana Architettura e Critica.
Nel caso di recesso comunicato dopo il 02.04.2012 o durante il corso stesso, il partecipante non avrà diritto ad alcun rimborso.
 
Attestato
Al termine del corso, a ogni iscritto con meno di due assenze, verrà rilasciato attestato di partecipazione.
 
Responsabilità
L’organizzazione non è responsabile per eventuali furti, smarrimenti, danni e incidenti che potranno accadere durante lo svolgimento del corso di scrittura critica.
 
Trattamento dei dati personali
L’organizzazione garantisce la tutela dei dati personali ai sensi del D.Lgs.n. 196/03.
 
N.B: Il programma, i relatori e le date del corso possono subire modifiche per esigenze logistiche e di calendario.
 
Organizzazione
Direttore Scientifico: Luigi Prestinenza Puglisi
Coordinatrici: Maria Clara Ghia, Zaira Magliozzi, Giulia Mura
Responsabile: Anna Baldini
 
Per info:
392 3294039
 
 
presS/Tletter
Lettera con notizie e eventi di architettura, cultura, arte, design. Ai sensi della Legge 675/1996, in relazione al D.Lgs 196/2003 La informiamo che il Suo indirizzo e-mail è stato reperito attraverso fonti di pubblico dominio o attraverso e-mail o adesioni da noi ricevute. Si informa inoltre che tali dati sono usati esclusivamente per l’invio della presS/Tletter e di presS/Tmagazine. Per avere ulteriori informazioni sui suoi dati, che di regola si limitano al solo indirizzo di e-mail può contattare il responsabile, Luigi Prestinenza Puglisi, all’indirizzo l.prestinenza@gmail.com. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96).
E’ gradito ricevere notizie, le quali, dovranno essere comunicate via mail all’indirizzo l.prestinenza@gmail.com con almeno una settimana di anticipo e, comunque, entro il giovedì che precede l’evento, con brevi comunicati stampa, di regola non superiori alle cinque righe. In questi dovrà essere chiaro giorno e luogo dell’evento, titolo, partecipanti, telefono, mail, sito web per approfondimenti. Le notizie, a giudizio insindacabile della redazione, sono divulgate quando se ne intravede un potenziale interesse. E’ però cura di chi riceve la lettera verificarne attendibilità e esattezza. Pertanto esplicitamente si declina ogni responsabilità in proposito. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare le lettere e gli interventi da pubblicare. Il materiale mandato in redazione, che è anche il luogo dove sono custoditi i dati, viale Mazzini 25, Roma, non verrà restituito.
 

In redazione: LPP, Edoardo Alamaro, Anna Baldini, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Claudio Betti, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Rossella de Rita, Arcangelo di Cesare, Marco Ermentini, Francesca Ferlicca, Claudia Ferrauto, Elisabetta Fragalà, Diego Lama, Nicolò Lewanski, Salvator-John Liotta, Massimo Locci, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Mario Miccio, Giulia Mura, Santi Musmeci, Renato Nicolini, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Benedetta Stoppioni, Diego Terna, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone

Leave A Response