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                                       Merda d’artista, Piero Manzoni

di Luigi Prestinenza Puglisi

Viviamo un momento di autoflagellazione. E, come succede in questi casi, i radical chic trasformano la sofferenza in godimento, l’assenza in presenza, la necessità in virtù. Anzi, fanno di più: scavalcano a sinistra il patimento. Risultato? Ritorna, accanto all’arte povera, la povera arte. Quella che faceva vedere alla signora del racconto di Borges la cella del condannato come una composizione sublimamente minimalista. Che dio ci protegga dal dilagare di composizioni banali, contrabbandate per ricerche sofisticate. (lpp)

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