Intro
Estetica-Mente
Frammento84
Penso che la scrittura d’Architettura –negli ultimi 10 anni almeno– sia caduta in una trappola estetizzante. La descrizione dell’Architettura è spesso diventata –negli ultimi tempi– una parziale analisi sulla forma. E questo è avvenuto sia da parte dei critici neo-positivisti (che vedono nel progresso tecnologico e nell’evoluzione complessa della forma l’unica strada per il futuro); sia da parte dei critici materialisti e conservatori (che combattono sostanzialmente tale progresso e –appoggiandosi solo sul passato e sul rigore formale– vedono con sospetto tutto ciò che riguarda la complessità in Architettura).
Se un tempo –quando cioè il dibattito Zevi/Tafuri occupava lo spazio principale del dibattito sull’Architettura contemporanea– questo scontro tra idealisti (in fin dei conti anche positivisti) e materialisti (alla fine anche conservatori) era sostanziale, e voleva dire confrontare idee radicalmente diverse sulla costruzione del mondo, facendo emergere dicotomie di pensiero (ad esempio l’idealismo crociano contro un esasperato approccio marxiano alla realtà), oggi tutto sfocia in descrizioni estetizzanti sganciate da un’idea, seppur vaga, sulla società e sul mondo che vogliamo costruire per il nostro futuro.
Se una volta, ad esempio, disegnare una diagonale, una decostruzione qualsiasi, voleva dire compiere un atto “progressivo” verso il futuro, scatenando una dirompente complessità che demoliva schemi e retaggi accademici (compiendo in molti casi atti esteticamente –e sostanzialmente– rivoluzionari nei confronti del presente) oggi tale complessità non basta più per proiettarci oltre il nostro orizzonte e per descrivere ciò che stiamo vivendo, i progressi del nostro mondo e tutti i suoi limiti.
Oggi, in questo modello di pensiero estetizzante vince –in sostanza– la semplificazione formale. Non si analizza cioè l’idea sociale e l’idea di città che emerge dalle grandi Architetture che stanno plasmando il nostro presente, ma si descrive –de facto– una piccola essenza estetica all’interno della quale si tenta di ricercare tutto il bene o tutto il male del mondo.
Marco Maria Sambo
(marco_sambo@yahoo.it)
["La trappola estetizzante". Articolo-Sgrunt apparso su presS/Tletter n.10-2012]






