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CARTOLINE di Renato Nicolini

 

CARTOLINA PATRIA E MITO

Il 14 giugno alle 20,45 al Quirino sarò in scena come  Mito… Mentre Marilù Prati sarà la nostra Patria, l’Italia, che in occasione del suo centocinquantesimo compleanno ne ha viste tante da cadere in un brutto esaurimento… Per riprendersi si è rifugiata sui monti della Svizzera… In Svizzera sono nati gli ultimi miti del’uomo contemporaneo, originati anziché da Saturno dalla Banca… I paradisi fiscali, il denaro che ritorna candido come la neve delle Alpi… Ma in Svizzera nasce anche, con Guglielmo Tell, il mito della liberazione della Patria.,. La PATRIA incontra il MITO… Lo spettacolo è intorno a Goffredo Mameli, il poeta morto giovanissimo per difendere assieme a Garibaldi e Mazzini la Repubblica Romana, ed alcuni altri, tra cui l’eroico bisnonno del regista UGO GREGORETTI, anche lui combattente per Roma nel ’49, ed il mio stesso nonno garibaldino, ANGELO NICOLINO… L’Italia di Mameli e del ’48 convive con l’Italia di Giovanni Prati, il cantore del piccolo grillo che vuole solo vivere in pace…  Con gli studenti caduti a Curtatone e Montanara e vent’anni dopo già dimenticati dal Comune di Firenze… Col Mito moderno per eccellenza del Progresso, il SATANA del CARDUCCI… E con l’Ode alla pizza Margherita di mio nonno Angelo Nicolino, il poeta contadino.PREZZI POPOLARI, 5 e 10 euro! Affezionati lettori delle cartoline, riempiamo gli ottocento posti del Quirino, sono comunque duecento in meno dei Mille di Garibaldi
 

CARTOLINA MATTONATHAN

Da qualche tempo ero incuriosito dall’esistenza di un gruppo internet intitolato Stop alla Mattonathan. Mi domandavo perché il buon Sindaco Nathan, che aveva dato a Roma il PRG del 1909 (considerato il migliore della sua storia…) e l’Esposizione del 50° nel 1911, mazziniano e democratico, venisse associato al mattone… Finalmente ho capito che il Sindaco Nathan non c’entra niente… Esiste, sembra, un architetto suo omonimo autore trent’anni fa di un piano di lottizzazione edilizia tra Tivoli e Villa Adriana… Anche questo Nathan però non c’entra niente, ne è rimasto solo il nome, con la Residentia Tibur approvata poche settimane fa dal Consiglio Comunale di Tivoli con un solo voto contrario… 120.000 metri cubi tra la Villa Adriana e via Galvi, 60.000 tra la via Maremmana e l’Aniene… L’autore del progetto, aulico come il nome della lottizzazione, è (purtroppo) l’architetto Paolo Portoghesi, che ci dà un nuovo dispiacere dopo piazza San Silvestro; il costruttore quel Mezzaroma ben noto alle cronache mondane come marito di Mara Carfagna. L’area sarebbe strategica per realizzare un diverso collegamento tra Villa Adriana e la città, secondo le moderne teorie che tolgono ai parchi archeologici la separatezza e ne cercano piuttosto l’integrazione nella vita dei cittadini. Si preferisce la strada pericolosa dell’edilizia di lusso, sempre più invenduta a Roma e dintorni. Che Villa Adriana, sfuggita al “monnezza”, debba finire soffocata nel cemento celibe, che non riesce a soddisfarsi, che si diffonde dovunque?

 

CARTOLINA PERSICO

Ho letto il libro di Camilleri dedicato al caso di Edoardo Persico, “Dentro il Labirinto”. Dieci capitoli di dubbi, d’interrogativi, di contraddizioni che alla fine il padre di Montalbano risolve scegliendo letterariamente la leggenda rossa di Persico, come nemmeno Giulia Veronesi aveva fatto… Persico antifascista e martire… Io preferisco vederlo come il più lucido critico dell’architettura italiana del ‘900, quello che ci ha messo in guardia una volta per tutte dal rischio di “inaridire in una questione di stile”, ma dalla vita privata ambigua e certamente non lineare. L’architetto dell’installazione alla Galleria di Milano per il plebiscito mussoliniano; e del Salone della Vittoria (assieme a Lucio Fontana) della Triennale del ’36, che non poté vedere realizzato. Senza dare credito alla leggenda nera che lo vuole informatore della polizia fascista (ma erano fascisti i suoi principali interlocutori culturali, da Pagano a Bardi…), può darsi benissimo che il  fermo di polizia subito a Milano nel ’35 – da cui era stato rilasciato dopo pochi giorni – abbia suscitato i sospetti degli antifascisti… Ormai lontane le origini gobettiane e la frequentazione con il gruppo torinese degli allievi di Lionello Venturi, per resistere al “sospetto” degli anni di Stalin trionfante… Colpisce comunque che Persico resti al centro di una scena contemporanea così conformista da farci rimpiangere gli stessi anni della “difficoltà politica” dell’architettura moderna in Italia.

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