Valerio Paolo Mosco, Nuda architettura, Skira
Voto: 5
Ha senso parlare di architettura nuda? No perché se nudo è un corpo che non è vestito, l’architettura non può essere mai nuda perché a vestirla è il suo stesso corpo.
Il termine nudo in questo caso è quindi una metafora imprecisa che per Mosco significa cinque cose diverse.
- La tendenza a evidenziare la struttura sull’involucro;
- La ricerca della semplicità e della frugalità;
- La volontà di realizzare architetture chiare e immediate;
- La diffidenza verso architetture troppo disegnate, ritmate, composte;
- La diffidenza verso costruzioni troppo intellettualistiche.
Sulla base di criteri così vaghi è praticamente inutile qualsiasi tentativo di mettere insieme 66 edifici. E difatti il libro di Mosco appare il lavoro metodico di una persona senza metodo che ha però ben chiaro che oggi l’architettura ricerca, attraverso le strade più disparate, maggiore chiarezza e semplicità.
Metodo: 2
Mosco riesce, nonostante la vaghezza degli assunti, a costruire un interessante saggio critico e a mettere insieme uno zoo di edifici che vale la pena guardare.
Interesse: 7
Il testo critico è scorrevole e ben scritto anche se appesantito da citazioni e riferimenti eruditi e ornamentali che ci farebbero desiderare un testo più nudo
Lettura: 7
E’ consigliato? Si perché molti esempi proposti non sono troppo noti. Inoltre se il lettore ha le idee confuse questo libro non potrà fargli del male e se le ha chiare non gliele confonderà.
Prezzo:34 euro per 322 pagine






