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6.1.18: La linea arcaico-ecologica

Parte 6:1956-70, Capitolo 1: Una nuova era 

1.18 La linea arcaico-ecologica

Nel 1963, due giovani architetti austriaci Hans  Hollein e Walter Pichler scrivono un manifesto. Titolo: Architettura assoluta. Tesi: l’architettura vera non ha nulla di funzionale.

Tra il 1962 e il 1964, Hollein propone alcuni progetti dal forte impatto espressivo. Segni brutali, sensuali, terribili in cui l’architettura domina lo spazio, guizzando verso l’alto, scavando la terra, estendendosi in tutte le direzioni. City Communication Interchange (1962), è un monumento in cemento che celebra la comunicazione, Stadt (1962) una città di pietra. Aircraft Carrier in the Landscape (1964) l’immagine di una portaerei ubicata all’interno di un paesaggio agricolo.

Segni, più evanescenti, ma non meno forti sono proposti da Pichler, per esempio con il progetto Unterirdische Stadt (1963), che delinea un ambiente urbano , quasi piranesiano, fatto di percorsi e elementi di interconnessione. E anche da un terzo austriaco, Raimund Abraham che tra il 1962 e il 1967 produce disegni di città immaginarie che recuperano aspetti naturali e qualità arcaiche, teorizzati nel  1963 in un testo –Elementare Architektur– che avrà una certa influenza negli anni a venire.

In opposizione alla linea tecnologico-metabolista si delinea così una  linea arcaico-metafisica che ne critica l’eccessivo ottimismo e l’ingenua fiducia nelle capacità autorigenerative del sistema. La salvezza, se ve ne é una, risiede in altri valori: nella metafisica, nella ricerca di se stessi, nel ritorno alla natura, nella libertà e nella fratellanza.  Del resto a partire dal 1963 una nuova coscienza si sta formando: attraverso la protesta degli studenti (la rivolta di Berkley è del 1964); la ricerca di nuove forme espressive ( i Beatles nel 1963 spopolano al Palladium, nel 1964 viene lanciata la minigonna, nello stesso anno i Rolling Stones lanciano Satisfaction ); l’antimilitarismo ( nel 1964 si intensifica la presenza americana nel Vietnam e, nello stesso tempo, monta il movimento di opinione contro la guerra) la lotta contro i razzismo ( la grande marcia di M.L. King è del 1963 e in quegli anni, una dopo l’altra, le colonie africane ottengono l’indipendenza); il misticismo ricercato nelle filosofie orientali e l’uso di sostanze allucinanti ( il fenomeno degli hippy comincia nel 1965, ma nasce sul terreno della ribellione beatnik degli anni cinquanta).

Delle due linee, la arcaico-ecologica, sarà sicuramente quella che avrà più successo negli anni successivi. Ma sarebbe un errore vedere l’altra come soccombente in quanto contrapposta e alternativa. Ai lavori e alle problematiche dei progettisti della linea tecnologico-metabolista, almeno nella sua accezione giocosa e anti-sistema ( pop, archigram, situazionista), attingeranno numerosi gruppi di avanguardia, anche quelli più radicalmente alternativi al sistema. Così accadrà che Soleri realizzertà la sua comunità costruendo una megastruttura; che le comuni hippy utilizzeranno le cupole geodetiche di Buckminster Fuller; che le città-luna park degli Archigram e dei situazionisti saranno riprese dagli Archizoom, da Superstudio e dalle decine di gruppi di avanguardia che si costituiranno tra il 1966 e il 1970; che le strutture reticolari saranno utilizzate nelle tesi di laurea degli studenti più politicizzati.

Nonostante le diversità, infatti , entrambi le linee,  tecnologico-metabolista e arcaico-ecologica, condividono numerosi presupposti, sulla base dei quali è possibile operare commistioni e integrazioni. Vi è la medesima coscienza della fine di ogni formalismo stilistico; la comune fascinazione per il futuro e un medesimo sentire  la centralità della persona anche nella sua fisicità. Da qui la fine di una estetica fondata sulla massa muraria. Sarà il soggetto umano e non l’oggetto architettonico che,  con il suo muoversi nello spazio,  farà architettura.

 

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