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MADE – di Camilla Bonuglia

La Brighton’s Design and Craft Fair ospita il MADE fino al 28 Ottobre.

In esposizione i più originali artisti e artigiani che spaziano dal design tessile a quello dell’arredamento e dei gioielli.

 

Tra gli ospiti di questa edizione quelli che di più hanno colpito la mia attenzione nel campo del tessile sono Sarah Jenny del collettivo Studio Seven Contemporary Textiles, perché i disegni  geometrici dei suoi tessuti mi ricordano un po’ i gilet futuristi di Depero, un po’ il circo. La designer svedese Asa Parson per la ricercatezza e la dedizione con cui lavora le sue raffinate stoffe.

 

Rowena Brown crea delle città in miniatura con delle sculture di ceramica, ogni edificio è diverso dall’altro con l’approssimazione che solo un oggetto completamente fatto mano può darti. Nella poetica e nel tratto ricorda i disegni a matita di Junya Ishigami. Alcune di queste case non hanno il tetto perché sono pensate per contenere oggetti, altre messe una dopo l’altra creano uno skyline per arredare una delle nostre mensole, altre ancora si possono appendere per creare città volanti.

Sempre di ceramica sono i piccoli gioielli e le tazze di Buddug Wyn Humphreys, che, una volta terminato l’evento, si possono trovare al suggestivo Mercato dei Fiori di Londra tutte le domeniche mattina.

 

Tra i designer di arredamento bisogna assolutamente vedere gli sgabelli e le librerie di legno e acciaio del duo Glenn Rushbrooke & Samantha Robb, volti al riuso di materiali naturali di scarto.

Poi ci sono i pattern geometrici di Tomasyn Gambell che vestono cuscini e agende ma anche sedie e lampade.

 

Come sappiamo l’Inghilterra è la patria dei cappelli, quindi questo capo ha influenzato e ancora oggi influenza molti designer inglesi. Quelli che avrei comprato io sono di Angelika Klose perché mi ricordano Giovanna D’Arco e Robin Hood.

 

E’ sempre bello andare alle fiere, perché ad ogni angolo giri e trovi qualcosa che non ti aspetti, dall’armadio al cappello, oggetti in diverse scale, tutti pensati per ispirare. Non c’è noia o aspettativa, solo l’urgenza di vederli tutti prima che chiuda ad orario londinese: 5 p.m.!

 

 

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