presS/Tletter
 
6.1.20: Gli ultimi lavori di Kahn

Parte 6:1956-70, Capitolo 1: Una nuova era 

1.20 Gli ultimi lavori di Kahn

Nel 1962 Louis Kahn riceve due commesse particolarmente importanti: la realizzazione dell’Indian Insitute of  e la nuova Sede del Governo a Dacca.

L’incarico della prima arriva dalla famiglia Sarabhai, la stessa che aveva in precedenza affidato a Le Corbusier della realizzazione della propria abitazione, grazie alla segnalazione  dell’architetto Balkrishna Doshi.

Il progetto, che lo impegnerà sino alla data della morte avvenuta nel 1974 (Doshi, in qualità di associato, provvederà a completarlo), e’ diviso in tre parti: la scuola, i dormitori e le residenze dei docenti. La scuola e’ una struttura unitaria, organizzata intorno ad un anfiteatro all’aperto. Dormitori e residenze sono pensati come edifici modulari disposti lungo due lati della scuola, secondo un rigoroso pattern geometrico. Tutti gli edifici sono delimitati da massicce murature in mattoni bucate da lunghe aperture voltate ad arco ( a tutto sesto o ribassati), da ampie bucature circolari  o da teorie di finestre. In questo modo – senza ricorrere ai brise soleil che, invece, aveva adoperato Le Corbusier a Chandigarh – Kahn riesce a garantire il passaggio della luce e, contemporaneamente, a produrre zone d’ ombra.  Poste in punti strategici, le bucature hanno anche la funzione di  generare correnti d’aria per ottenere un raffreddamento naturale.

Ottenuta dalla ossessiva iterazione di elementi geometrici – quadrati. triangoli, semicerchi, cerchi- la composizione dell’intero intervento ricorda, almeno in pianta,  le fantastiche ricostruzioni del Campo Marzio ad opera del Piranesi. Mentre, in alzato, i volumi dalle forme decise, sottolineate dai contrafforti, dagli incastri o dalle ombre, ricordano le architetture a carattere simbolico-religioso del continente indiano: da qui una voluta ambiguità di riferimenti tra la storia e il mito, tra occidente e oriente, tra la classicità romana e  l’anticlassicità delle culture locali.

Su una linea di ricerca simile si pone la nuova sede del Governo di Dacca, una cittadella composta dal Palazzo del Parlamento, dal Segretariato e da un centro ospedaliero. L’incarico viene dal governo pakistano ( la città diventerà parte del Bangladesh solo negli anni Settanta) che lo aveva in precedenza offerto – ottenendone il rifiuto- sia a Le Corbusier che ad Alvar Aalto. Il Palazzo del Parlamento, eseguito tra il 1962 e il 1982, e’ sicuramente il capolavoro dell’architetto americano. Vi confluiscono, integrandosi, tutte le precedenti ricerche. Sulla monumentalità fortemente sottolineata dall’impianto simmetrico che ricorda i complessi romani imperiali e le chiese cristiane a pianta centrale. Sulla articolazione degli spazi determinata dall’accostamento di volumi caratterizzati da geometrie elementari. Sulla luce che  modella interni ed esterni  grazie al plastico gioco dei volumi e ai coraggiosi tagli- a forma di cerchio, di triangolo e di quadrato- nelle murature. Sulla poesia dei materiali ottenuta con un uso neobrutalista del cemento armato a cui si contrappone il raffinato inserto di sottili fasce in marmo.

Saranno numerosi i progettisti che rimarranno affascinati da questa opera e, più in generale, dalla potenza del verbo kahniano, e non pochi i tentativi di riprenderne la lezione. Ma l’operazione si rivelerà impossibile perché se e’ pensabile di recuperare le forme che provengono da una certa tradizione classica alla quale l’architetto americano si ispira, non e’ certamente possibile riprodurre l’intenso spirito romantico e la drammatica tensione con la Storia che rappresentano l’aspetto maggiormente caratterizzante la sua ricerca.

 

Licenza Creative Commons
Questa opera (testo e immagini) è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia.

 

 

 

Leave A Response