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6.2.2  Contraddizioni e complessità

Parte 6: 1956-70,  Capitolo 2: Poetiche della contestazione 1966-1970

2.2  Contraddizioni e complessità

Il libro della Sontag ha  un notevole impatto anche perché, con i suoi frequenti contatti con Parigi, la Sontag è un importante riferimento sia per  la cultura americana che per quella europea. Un ruolo di “ponte” simile lo assume  nel campo della ricerca architettonica un’altra donna, Denise Scott Brown. Questa nel 1952 si iscrive alla Architectural Association (AA) di Londra . Nel 1953 incontra Peter Smithson e ne viene fortemente influenzata. Dirà: “il New Brutalism mi fece capire che gli obiettivi sociali possono andare di pari passo con la bellezza, a condizione che noi impariamo a ampliarne la definizione- e così facendo impariamo anche ad essere artisti migliori”.  Discussa la tesi nel 1954, la Scott Brown, su consiglio di Peter Smithson, si reca a Filadelfia per prendere contatti con Luis Kahn. Giunta negli Stati Uniti, conosce Bob Venturi con il quale inizia un lungo sodalizio sentimentale e professionale.

Venturi tra il 1959 e il 1964 e’ impegnato alla realizzazione della Casa per la madre, la Vanna Venturi House nella quale sta mettendo a punto un nuovo tipo di approccio, fortemente inclusivista dove citazioni ed elementi, anche decorativi, tratti dal passato coesistono in un sofisticato patchwork che non teme di arrivare ai limiti del kitsch. Nella facciata della Vanna Venturi House, per esempio, ci sono tre tipi diversi di finestra ( una porta finestra tradizionale, una finestra quadrata e una a nastro), l’ingresso e’ evidenziato da una modanatura semicircolare e dal taglio della parete sovrastante, ed e’  infine dichiarata, evidenziandola, la copertura a falde del tetto, salvo poi essere contraddetta dal taglio che sembra dividerla in due. Nello stesso periodo Venturi e’ impegna a teorizzare il suo approccio con un saggio ( lo comincia nel 1962)  che sarà pubblicato nel 1966 con il titolo Complexity and Contradiction in Architecture, suscitando enorme eco, tanto che il critico Vincent Scully lo definirà  il  più importante libro di architettura scritto dopo il 1923,  quando fu pubblicato  Verso un’ Architettura di Le Corbusier.

Complexity and Contradiction  prende di mira i due protagonisti del dibattito architettonico americano, Mies van der Rohe e Philip Johnson, in quegli anni impegnati insieme nella costruzione del Seagram Building (1954-58).

Al primo, che sostiene che less is more  ( il meno é il più) Venturi risponde  che more is more  e, poche pagine avanti, che less is a bore  ( il meno è una noia). Del secondo critica  la celeberrima  Glass house  e la Wiley House, una residenza costruita per clienti facoltosi in puro stile miesiano.

Venturi cita  Kahn, di cui è allievo, e  i protagonisti del Team X, con i quali condivide il gusto per la banalità degli eventi e il rifiuto della novità a tutti i costi: ” io respingo l’ossessione degli architetti moderni che, come afferma Van Eyck, hanno cercato  di perseguire  tutto ciò che nel nostro tempo è differente sino al punto che hanno perso contatto con ciò che non è differente, con ciò che è sostanzialmente lo stesso”.

Ma rispetto a Kahn, che persegue una architettura integra nei suoi valori formali, Venturi ha un atteggiamento più possibilista. Dice: all’affermazione di Kahn di trasformare un oggetto in ciò che la sua essenza richiede ( “what a thing  want to be”), si può affiancare l’affermazione opposta e cioé che è opportuno trasformare un oggetto in ciò che vuole l’architetto ( ” what the architect wants the things to be”). E conclude: “invece che la disgiunzione dello o/o preferisco l’inclusione dello e/e, il bianco e il nero, e a volte il grigio, al bianco oppure nero”.

La frase diventerà famosa; a Venturi e ai suoi non pochi seguaci verrà affibbiata l’etichetta di Grays ( Grigi).

Il possibilismo venturiano – fatto proprio anche dalla Scott Brown –  entra ben presto in collisione con l’integralismo etico degli Smithson.

La polemica tra Venturi e gli Smithson segna un momento di rottura ma anche di consapevolezza, facendo emergere una diversità di posizioni tra Pop e Brutalisti che, in realtà era latente sin dalla mostra This is Tomorrow.

Per i Brutalisti la realtà è un dato su cui lavorare. Per gli artisti Pop la realtà è un dato da recepire,  come fonte di fascinazione, ma soprattutto come sorgente di codici di comunicazione, che permettono all’artista di esprimersi in una lingua moderna. Se il problema degli Smithson è quindi etico – e da questo punto di vista risente  ancora della cultura del Movimento Moderno–  quello dei Pop è principalmente linguistico.

 

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