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6.2.3 Archigram 1966: il nuovo corso

Parte 6: 1956-70,  Capitolo 2: Poetiche della contestazione 1966-1970

2.3 Archigram 1966: il nuovo corso

Più vicini agli Smithson -con i quali condividono  la passione per le tesi neotecnologiche di Banham– che a Venturi, gli Archigram continuano la loro comune ricerca tra Inghilterra e Stati Uniti, dove alcuni degli appartenenti al gruppo si sono trasferiti.

Nel dicembre del 1966, in occasione dell’uscita del n.7 della rivista, si  profila un cambiamento di rotta con l’abbandono del tema delle macrostrutture. Al loro posto  proposte di  unità di abitazioni “autarchiche, altamente flessibili, mobili e non monumentali” che possono funzionare indipendentemente da qualunque supporto o struttura. “Prevediamo – afferma Peter Cook– che nel prossimo numero della rivista , Archigram 8, non compariranno più edifici”.

Quattro progetti, licenziati nel 1966, rappresentano la nuova linea di ricerca. Sono: Free Time Node di Ron Herron, Living-Pod di David Greene, Cushicle di Mike Webb, Blow-out Village di Peter Cook.

Free Time Node è un campo sosta per camper, caravan, roulotte, tende. E’, come suggerisce il titolo,  una struttura destinata al tempo libero, in un campeggio che  prefigura una possibile città del futuro, nella quale il nomadismo diventerà una necessità, insieme, produttiva e ricreativa.

Living-Pod   è una capsula composta da due parti: la  scocca e le attrezzature. La scocca, in vetroresina, ha un doppio livello ed è bucata da una porta di accesso e da quattro aperture per un totale del 25% della superficie complessiva, tutte chiudibili ermeticamente. Il benessere climatico è garantito da pannelli sandwich isolanti. Le attrezzature previste sono: due bagni dotati di un sistema completo di pulizia automatica del corpo; alcuni distributori per gli oggetti da toilette e per i vestiti usa e getta; due armadi-silos ruotanti per custodire i vestiti che si possono riusare; un distributore mobile di cibo preconfezionato che eventualmente permette la possibilità di preparare qualcosa espresso; alcuni supporti audiovisivi mobili; una macchina per l’apprendimento e il lavoro; un sistema di climatizzazione.

Le capsule Living-Pod , date le dimensioni e il peso contenuti (circa 8x5x4 metri per qualche centinaio di chili), sono facilmente spostabili.

Cuschicle è una invenzione di Michael Webb. E’ una unità completa divisa in due parti, che può essere  trasportata sulle spalle e montata e smontata con facilità. Una dotazione di  cibo e di acqua, completano l’unità rendendola autosufficiente.

Blow up village è una unità abitativa mobile, progettata da Peter Cook che può essere utilizzata nei luogi di villeggiatura, nei raduni musicali, ma anche come unità di soccorso nel caso di eventi sismici. E’ costituita da una struttura che, per mezzo di martinetti idraulici, si può espandere costituendo un’ossatura sulla quale si possono appendere cabine destinate agli ospiti. Dal supporto principale, infine, scendono alcune aste che sostengono una copertura impermeabile in plastica trasparente. Quando è inutilizzato, l’intero apparato può essere smontato e ripiegato con un risparmio di superficie e di volume del settantacinque per cento e spostato con facilità in altro luogo.

 

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