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I sogni di Benedetta Bruzziches – di Carla Quintigliano

Benedetta Bruzziches con lo scultore mentre realizza la minaudiere Cabaret copia

Benedetta Bruzziches – designer e stilista

d: Benedetta Bruzziches, stilista e imprenditrice, originaria di Caprarola. La notizia la fa l’eta’: 28 anni. Come si diventa imprenditrice così giovane?e cosa ha determinato questa scelta?

r: Dopo essermi laureata allo IED inizio a lavorare per Romeo Gigli a Milano. Durante una fiera, l’incontro piu’ che casuale con un imprenditore indiano che mi propone di disegnare una collezione di borse. Così parto per Madras, in India. Un’esperienza faticosa, umanamente devastante, con esito fallimentare. Una collezione realizzata in condizioni di estrema difficoltà organizzativa, con manodopera sfruttata fino allo svenimento di uno di loro. Decido di tornare in Italia, di nuovo a Milano. Ma e’ proprio lì che comincia a prendere forma l’idea di rientrare nella Tuscia per iniziare quest’avventura, nel territorio in cui sono nata e cresciuta.

d: La filosofia e lo stile che caratterizzano le tue collezioni le hai definite ‘una rivoluzione culturale e antropologica’. Cosa proponi di nuovo e competitivo?

r: Parto dal territorio. Il mio è un recupero dell’artigianalita’ locale, come materiali, forme e maestranze. Le mie borse raccontano innanzitutto delle storie di vita, la mia infanzia. Sono piene di ricordi, aneddoti, che ritrovi anche dentro, una volta aperta la ‘Cabaret’, la ‘Carmen’ o la ‘Borsa lavagna’, con il gessetto ed il cancellino in lana cotta.

d: Artigianalita’ e prodotto di nicchia. Come pensi di renderlo accessibile, non solo alle boutique di moda, a tutti e qui nel viterbese?

r: Una borsa Bruzziches e’ certamente un investimento economico, ma non si pone sul mercato con l’obiettivo di creare ‘utile d’impresa’.

d: Sei giovane, donna e ancorata al tuo territorio. Credi di riuscire a preservarti dalle logiche del mercato?

r: Il mondo della moda, della pubblicita’ concorrono a questo successo che diversamente rimarrebbe chiuso in un ristretto ambito territoriale. La sfida e’ riuscire a comunicare la mia rivoluzione culturale attraverso un linguaggio di sintesi tra innovazione e tradizione, restando a Caprarola.

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