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Intervista a Benedetta Bruzziches: il tempo di un biscotto per guardare la nostra collezione – di Lucio Pisapia

  

Intervista a Benedetta Bruzziches durante il suo speech del 20 Marzo 2014 presso Interno 14, Roma.

Intervista a Benedetta Bruzziches durante il suo speech del 20 Marzo 2014 presso Interno 14, Roma.

 

 

Benedetta Bruzziches è una giovane designer di borse  e imprenditrice di successo. La sua azienda, partendo da zero, in 3 anni ha raggiunto il fatturato di un milione di euro.

Sul suo sito si dichiara originaria di Caprarola, non amante della palestra e buona cuoca.
Energia, determinazione, fiducia nelle proprie capacità, una dose omeopatica di incoscienza accompagnata ad impegno  e forte professionalità, e  soprattutto passione e perseveranza sono un mix di qualità indispensabile per il successo e Benedetta Bruzzicher sembra avercele tutte in ampia misura.

Quando ha deciso di occuparsi di moda?
Fin da bambina sono sempre stata affascinata dal mondo del costume, che avevo confuso con quello della moda, per me la moda è una forma di comunicazione personale. Dopo la scuola di moda a Roma ho iniziato a lavorare con Romeo Gigli a Milano, dove ho scoperto che non mi apparteneva l’entourage della moda milanese.

[Il suo eloquio energico procede alla velocità di almeno 180 parole al minuto, non è facile interromperla per porre domande, ma ci proverò. n.d.r.]

Come mai ha deciso di occuparsi proprio di borse?
La mia storia con le borse è un po’ singolare, ho incontrato un produttore indiano in ascensore in un albergo di Bologna, dove mi trovavo per una fiera di pelletteria, e mi ha proposto di andare a lavorare in India a disegnare borse per lui.
Non avevo mai disegnato borse, facevo abbigliamento, che è come la differenza che c’è in architettura tra interior design e progettazione architettonica.

Quale motivazione l’ha spinta a cambiare ambito?
Oggi ho 28 anni, e questo lavoro l’ho iniziato a 22 anni. Ho deciso sulla scia dell’incoscienza che mi ha spinto a lasciare un posto fisso che avevo da Romeo Gigli, a convincere mia  madre, a dirle che andavo a lavorare in India, dove non sapevo neppure se avrei trovato un’azienda vera.
Sono partita per l’India ed è stata un’esperienza entusiasmante, ho imparato a fare quel lavoro, e soprattutto mi sono improvvisata e ce l’ho fatta.
Mi sono convinta che era tutto possibile e ho lavorato come consulente in giro per il mondo in Cina, India, Brasile.

Dalle consulenze in giro per il mondo fino ad arrivare alla sua azienda.
Mi sono resa conto che nella mia vita volevo viaggiare e quindi ho deciso di aprire questa azienda di borse perché per me era una maniera per farlo.
Ho pensato: faccio un campionario, poi trovo qualcuno che lo vende, e magari riesco ad avere i soldi tutti  i mesi che mi permettono di fare quello che voglio.
Ovviamente non avevo fatto i conti con cosa significa avere un’azienda e una serie di responsabilità per condurla.

La sua prima esperienza in pubblico con la sua azienda?
Mi sono presentata alle prime due fiere a  Parigi, tra l’altro in maniera da coatta con i biscotti di mia madre e il nostro motto, mio e di mio fratello,  era “Il tempo di un biscotto per guardare la nostra collezione”.Ci avevano dato uno spazio prestigioso presso un museo nella zona dei Champs Elisée, e abbiamo fatto i primi 20 clienti, 30.000 € di fatturato  a fronte di 15.000 € di investimento iniziale che mi ero fatto prestare dai miei parenti. Inizialmente non mi era sembrato un gran risultato, se non fosse che alla seconda stagione abbiamo fatto più di 100 clienti e questo per noi è stato un vero disastro, perché non eravamo assolutamente strutturati per una tale quantità.

In quanti siete oggi?
In azienda siamo in 7, ma all’esterno molti di più.

Quali sono i suoi programmi per il futuro?
Per me moda significa racconto di una storia e quindi i miei obiettivi sono di continuare a raccontare attraverso la borsa, perseguendo il recupero delle artigianalità perdute, dando ai giovani nuove opportunità e infine perseguire la mia passione che è viaggiare.

In bocca al lupo per i suoi programmi.
Grazie

 

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