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La casa mediterranea – di Ninni Gravagna – Voto: n.c.

Voto: n.c.

Sul tema della casa abusiva Le allego una foto che ho scattato qualche anno fa a Catania. L’intenzione originaria era quella di documentare l’espressione aberrante del costruire senza regole.
Indotto spesso a rinnovarne l’osservazione, per quella irresistibile attrazione che si prova verso ciò che è mostruoso – come scrive Alberto Savinio – oggi mi sento quasi obbligato a sospendere il giudizio.
Sarà l’età che avanza, accampando pretese di bilanci conclusivi, ma ci sono occasioni in cui mi scopro a osservare questa “ardita” costruzione quasi con simpatia.
Sarò forse affetto da quel morbo, endemico nella nostra terra, che ha determinato l’unico movimento culturale che possa ambire al titolo di “architettura mediterranea”?
Cordiali saluti.
 
Ninni Gravagna

3 Comments

  1. Antonino Cardillo 20/03/2013 at 22:04

    L’edilizia oggi comunemente definita ‘abusiva’ (dove s’intenda per abusiva solo quella costruita dalla vita, dal quotidiano, dall’uso spontaneo che l’uomo fa dello spazio) appare stimolante. Ma questo non significa che sia architettura. La forma qui ritratta è l’esito di un vissuto, una conseguenza di tante vite, molteplici attori che registrano nello spazio diversi fatti dislocati nel tempo. Tutto ciò, al di la di ogni considerazione legale (ricordiamo che gli occhi dell’arte sono giustamente indifferenti allo stato di legge vigente), si concretizza visivamente solo nell’attività dell’edilizia cosiddetta ‘abusiva’. Procedura ben diversa è quella dell’architettura che invece, piaccia o no, è sempre un agire cosciente e puntuale. Un pensiero che diventa forma. Un’affermazione: qui ed ora.

  2. Sara Dini 22/03/2013 at 11:42

    come fare l’amore con un analfabeta, ritrovare l’archetipo ma non godere mai

  3. Mario Ricci 25/03/2013 at 12:23

    La foto sopra riportata documenta un atto di comune appropriazione, ma può essere interpratata anche come il manifesto di una architettura che si costruisce strato dopo strato senza paure, condivisa e ancora possibile: che rifiuti in toto le illusioni del pittoresco e le retoriche verdolatriche, trovando stimoli eccentrici e marginali, e nello stesso tempo quotidiani.

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