presS/Tletter
 

L’orfismo di Nari Ward – di Davide Boselli

L’orfismo di Nari Ward – di Davide Boselli

 

Già Raffaello, nella Scuola di Atene, omaggia la componente orfica ed apollinea della filosofia antica, rappresentandola nell’affresco della Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani.

Il lavoro di Nari Ward, esposto presso la Galleria Continua di San Gimignano, trova corrispondenze ermeneutico – filosofiche con i rituali orfici.

Raffaello stesso li rappresenta nell’affresco vaticano come pilastro del pensiero greco, che attraversa la scuola pitagorica, il pensiero di Socrate e culmina in Platone, il quale innalza l’indice della mano destra, verso il Bene, scibile esclusivamente tramite la filosofia.  

Come nell’affresco, la narrazione, anche nella produzione artistica di Ward, gioca un ruolo primario. Essa prende avvio nel cuore della platea di Continua con Beyond e prosegue, nella sua prosa apollinea, sul palco dell’ex teatro, ove Wishing Arena replica in verso libero.

Si sancisce così il termine della peregrinazione espiatoria e metempsicotica del messaggio che l’artista jamaicano lancia.

foto-1

Nella teogonia classica i Titani, dopo averne fatto a pezzi il corpo, divorarono i resti di Doniso; Zeus, adirato per l’uccisione del figlio, fulminò tutti i Titani, riducendoli in quelle ceneri da cui nacque l’uomo.

Nella sua essenza, l’uomo sarebbe la sintesi di due tendenze opposte: una maligna, derivante dalla componente titanica, una opposta e benevola, di carattere dionisiaco.

Nell’opposizione anima / corpo si riflettono, perciò, la parte dionisiaca e quella titanica, a contraddistinguere i due opposti impulsi dell’agire umano.

L’orfismo creò l’immagine dell’anima incatenata in un corpo, inteso perciò come prigione. Beyond di Ward rappresenta la perfetta trasposizione artistica dell’orfismo.

Il pallone aerostatico, vincolato a terra ed al soffitto tramite il sartiame, è perciò l’anima dionisiaca rilegata e incatenata nel corpo titanico, repressa nella funzione di movimento peregrinatorio ed espiatorio.

Beyond porta in sé il desiderio ed il principio di volare, eppure questi gli è impedito dalle corde. È anima incatenata e imprigionata.

 

All’anima, nella visuale orfica, è attribuita la facoltà della metempsicosi, quale periegesi di purificazione; i rituali di purifica sono perciò da realizzare tramite le successive reincarnazioni per ricongiungersi infine, monda dall’impurità originaria, al divino. Un divino dal quale l’anima proviene.

Dalle corde che ancorano Beyond al soffitto pendono decine di bottiglie di vetro, all’interno delle quali è contenenuto un messaggio su carta: Beyond. Tradotto in tutti gli idiomi. 

I vincoli delle corde come il corpo, l’istinto alla peregrinazione dell’anima come le bottiglie di vetro: quello che Ward inscena in platea è un rituale di purificazione allegorico/artistico di tipo orfico.

 

Sul palco della Galleria Continua la seconda installazione di Ward, Wishing Arena, prosegue la narrazione del pensiero filosofico. Come Raffaello affresca dopo il rituale orfico Pitagora, Socrate e poi Platone, quale vertice conclusivo del pensiero apollineo che proprio nell’orfismo identifica la sua colonna portante, Wishing Arena ascolta attraverso le dozzine di telefoni senza fili i desideri del suo pubblico e li esaudisce. 

L’emiciclo creato da Nari Ward si presenta come una griglia composta da decine e decine di cestini che accolgono ognuno, al loro interno, una luce spenta, da accendere attraverso il telefono senza fili collegato alla propria fiamma, alla quale esprimere il proprio desiderio.

L’accensione di quelle fiamme, imperiture, è il premio per l’espiazione metempsicotica dell’anima.

Come se i vincoli e le corde venissero tagliati, e infatti, sul cesto di Beyond, trovano posto alcuni machete, sintesi ermeneutica, al pari della condizione umana, di schiavitù ma al medesimo tempo di liberazione da catene opprimenti.

Grazie alla luce di Iris Hope Keeper ed al taglio delle corde di Beyond, il pallone aerostatico tornerebbe a volare in quell’al di là scibile solo per il tramite della filosofia basata sull’orfismo, come ci indica il Platone di Raffaello.

 

Ecco dunque l’anima-messaggio, la cui essenza incatenata può ora, dopo le metempsicosi espiatorie, veder esaudito il proprio ricongiungimento col divino, dalquale essa stessa deriva.

Lasciare il corpo come la terra, solcare onde con bottiglie e librarsi in aria, alimentati dal fuoco imperituro della speranza, questo il messaggio orfico dell’artista Nari Ward. 

 

 foto-2

 

 Davide Boselli

 

 www.galleriacontinua.com

Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO

 

Leave A Response