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The Garbage Patch State: quando i rifiuti diventano stato – di Marta Atzeni

The Garbage Patch State: quando i rifiuti diventano stato – di Marta Atzeni

Venezia. Nel cortile della Cà Foscari due cubi dalle superfici specchianti si confondono con le facciate della storica sede dell’Università. Dalla base dei volumi emerge una scia colorata di tappi di plastica: si arrampica sul muro di cinta, passa tra i suoi merli, lo scavalca, come volesse tuffarsi nel Canale.

E’ questo il Padiglione del Garbage Patch State alla 55. Mostra Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia in corso. Padiglione di uno stato federale fittizio, installazione organizzata con la collaborazione di Ca’ Foscari Sostenibile all’interno del progetto Wasteland dell’artista Maria Cristina Finucci.

M.C. Finucci, The Garbage Patch State Venice, 2013 / courtesy l’artista

I Garbage Patch, cinque isole oceaniche galleggianti costituite da rifiuti – principalmente plastici – in costante crescita, occupano oggi un’area totale di 16 milioni di chilometri quadrati. Superficie tanto estesa quanto pericolosamente ignorata poiché invisibile ad occhio nudo: la plastica di cui si compone infatti, si frammenta in minuscole parti che mai verranno smaltite. I frammenti finiscono poi in parte mangiati dalla fauna marina e, di conseguenza, si inseriscono nella catena alimentare.

Un’Idra invisibile dalle teste di plastica. Che per essere combattuta e fermata va osservata, conosciuta. Da qui l’idea di Maria Cristina Finucci: fondare ufficialmente lo stato dei rifiuti, il Garbage Patch State, e promuoverne la conoscenza attraverso una serie di azioni artistiche, il progetto Wasteland.

M.C. Finucci, The Garbage Patch State Venice, 2013 / courtesy l'artista

M.C. Finucci, The Garbage Patch State Venice, 2013 / courtesy l’artista

Un territorio definito, un’organizzazione politica ed amministrativa, una lingua comune, un’identità culturale condivisa: questi i pilastri fondanti uno stato-nazione. Al Garbage Patch State sono stati così assegnati una costituzione, un governo – con a capo il signor Basura -, una capitale – Garbandia -, e la Motionpatch, insolita lingua dalla grammatica dei movimenti. E poi storia, miti e leggende, scritti dagli studenti del programma ‘Competenze per la sostenibilità’ dell’Università Ca’ Foscari, raccolti nel sito internet ufficiale dello stato (garbagepatchstate.org). A completare l’immagine di questa nazione, una bandiera dallo sfondo azzurro, con cinque vortici rossi rappresentanti le isole.

L’arcipelago dei rifiuti è stato poi riconosciuto internazionalmente lo scorso 11 aprile,  in una cerimonia-performance tenutasi nella sede parigina dell’Unesco: un’installazione di centinaia di sacchi trasparenti contenenti acqua e tappi di plastica – a simbolo delle isole – ha invaso il pavimento della sala in cui Maria Cristina Finucci ha pronunciato la dichiarazione di costituzione del nuovo stato federale.

Dopo la tappa veneziana, che si concluderà il prossimo 24 novembre, Wasteland proseguirà la sua opera di sensibilizzazione, assumendo nuove sembianze in giro per l’Europa. Intanto il programma di qui a dicembre prevede due visite-installazioni ufficiali a Roma: la prima al MAXXI, in ottobre – azione promossa da MAXXI Educational in collaborazione con il Master in Exhibit & Public Design dell’Università di Roma La Sapienza – la seconda a dicembre, nella facoltà di ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre.

 

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