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How to Architect – di Giulia Mura

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How to Architect

di Doug Patt

Edizioni MIT Press, 2012

£ 9,95

“… Buildings are like sentences, they have a structure. They follow rules. But when you break the rules, it doesn’t always mean that you’ve ruined the place, or the expression. Changing the function of a word can also produce a surprise and meaning. Exceptions can produce inflections, and misuse can lead to invention..”

Un abecedario che vuole avere l’arditezza di esplicitare in termini A_Z, la vastità dei significati che le parole hanno nell’architettura. Certo, il taglio critico operato dall’autore è quello della divulgazione semplificata, poiché di certo non si può pensare di limitare ad una singola parola per lettera la vastità dei concetti. Di sicuro, Doug Pratt possiede l’innata capacità di comunicare con efficacia, sfruttando al meglio le potenzialità dei new media. Alla sua attività di professore universitario in Pennsylvania, affianca quella di prolifico blogger: è infatti il creatore del sito “How to Architect” , di un cliccatissimo canale YouTube  e di una pagina Facebook – con oltre  160 video caricati, 40,000 sostenitori  e 11,000,000 visite web.

How to Architect è un libro acuto, capace di guidare sulla strada per l’architettura: se si è appena agli inizi di questo viaggio o se si sta pensando di diventare un architetto o se si è già un architetto per ricordarsi di quello che ci ha richiamato a questa professione. O, ancora, se si è semplicemente curiosi di scoprire ciò che accade nella progettazione e nella costruzione di edifici, questo libro spiega  – o aspira a spiegare – come gli architetti pensano. Perché “Only those who couldn’t live without being architects, only those who couldn’t imagine being anything different in their lives but architects, should be here.”  Patt introduce ogni voce con una lettera , e accompagna il testo con illustrazioni che illuminano sul concetto discusso: dal momento che, sempre, un architetto, ad una parola fa seguire un disegno, uno schizzo, un’immagine, un riferimento.

La A sta per Asymmetry, la B per Building Codes, la C per Choir, la D per Design, la E per Ego, la F per Form, la G per Gravity, la H per Human, la I per Invention, la J per Juncture, la K per Kevin Bacon (si, per Kevin Bacon attore e per il gioco dei sei gradi di separazione), la L per License, la M per Mathematics, la N per Narrative, la O per Osbolete, la P per Proportion, la Q per Quirky, la R per Routine, la S per Style, la T per Translate, la U per Use, la V per Vocation, la w per www, la X per X-Acto (famosa marca di taglierini per plastici, ndr), la Y per You, la Z per Zeal.

E voi, che parole avreste scelto?

Voto: 6emezzo

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