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La casa che dovremmo desiderare (?) – di Alessandra Muntoni

la casa

Da qualche tempo colleziono inserti dai quotidiani dove campeggiano a tutta pagina pubblicità delle nuove case proposte dal mercato edilizio. Agli angoli delle strade, inoltre, si trovano box con fascicoli dedicati alle offerte nell’area romana e dintorni. I requisiti propagandati sono  molti. Eccone alcuni dei più frequenti o anche originali.

La città su misura per te (Parco Leonardo). Una grande opportunità per costruire il tuo futuro (Grotta Perfetta). Dai spazio alla tua vita (Ponte di Nona).  Il tuo benessere ogni giorno dell’anno (Terre dei Consoli). Abitare nel design ad un passo da San Pietro (Via Baldo degli Ubaldi). Scopriamo i valori autentici e concreti di un buon investimento (Bufalotta). Nel verde, lontano dal traffico, con tutti i servizi sotto casa (sempre Bufalotta). Siamo orgogliosi di prevedere i vostri desideri (EUR Torrino)…e si potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui per qualche commento.

Gli edifici fotografati, o illustrati con rendering, sono quel che di più banale e talvolta di pessimo gusto si possa immaginare. La localizzazione è quasi sempre nella periferia intorno al GRA con collegamenti problematici e servizi inesistenti. Il rapporto con la città è del tutto aleatorio. I tagli degli appartamenti sono del tutto privi della ben che minima qualità distributiva. Inutile cercare la qualità architettonica esaltata nelle locandine e il benessere appare tutto da conquistare.

Sappiamo poi dalle statistiche che a Roma le case costruite sono troppe e che molte di esse richiedono una bonifica radicale.

Bob Venturi, analizzando negli anni Settanta la pubblicità dei villaggi Levittown, commentava: le case sembrano tutte diverse, ma sono tutte uguali. Noi vediamo invece case tutte uguali e le vorremmo diverse, in una città diversa.

 

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