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Le PAGELLE di presS/Tletter: Erasmus Effect al Maxxi – di Zaira Magliozzi

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Erasmus Effect, la migliore mostra del Maxxi finora

E’ stata inaugurata il 6 dicembre la migliore mostra che il Maxxi Architettura ha proposto finora. Erasmus Effect, un titolo volutamente ruffiano, si cimenta nel difficile compito di raccontare le storie degli architetti italiani all’estero. Il fenomeno è quello ormai noto della fuga dei cervelli, degli architetti italiani costretti ad emigrare per cercare fortuna o, più semplicemente, per avere una chance di lavorare ed esprimere il proprio talento. La mostra arriva tardi ma gli va riconosciuto il merito di provare a illustrare una realtà tipica del ventunesimo secolo. Finalmente.

Cosa manca? Manca l’approfondimento scientifico, i numeri, le statistiche, i trend che dopo decenni di Erasmus, sarebbe il momento di indagare. Un atto necessario, soprattutto per capire la portata, il significato ma soprattutto le conseguenze di questo fenomeno sull’architettura contemporanea italiana. Quali sono i Paesi più scelti dagli architetti italiani? Quali università straniere hanno frequentato? In quali studi hanno lavorato? Come sono stati accolti? Quali le differenze con l’Italia? Quali lavori sono riusciti a portare a termine? Pensano di ritornare? Ma soprattutto, per quale motivo hanno scelto di emigrare? 

A tutte queste domande la mostra non dà risposte chiaramente visibili e sceglie di delegare ai progettisti italiani, in un video ognuno dal proprio studio, il racconto delle proprie storie. La mostra si riduce, così, a una gran bella vetrina da guardare ma povera di contenuti.

 

Allestimento: 7 e mezzo

Il lavoro dei Lot-Ek per questo allestimento è stato da un lato di grande impatto e dall’altro di confronto dialettico con l’architettura della Hadid nei confronti della quale riesce nel difficile compito di non soccombere. Due container tagliati secondo un angolo di 38 gradi che si adattano all’andamento curvilineo della galleria: dodici “fette” che contengono i progetti e le storie degli oltre 50 architetti in mostra.

  

Tema: 6

La mostra ha il merito di provare a rendere visibile un fenomeno molto conosciuto dagli addetti ai lavori e forse poco noto al grande pubblico. Ma lo fa restituendo un’immagine complessivamente positiva senza indagare a fondo gli aspetti costitutivi, come ad esempio l’entità e le direzioni dei flussi migratori. Lasciando molti punti indefiniti.

  

Ricerca scientifica: 4

Manca una ricerca solida o quantomeno non risulta visibile dalla mostra. Non è chiaro il criterio di selezione degli studi, insieme a quelli in mostra ce ne sono almeno un altro centinaio altrettanto meritevole. E non è chiara la scelta di mettere nello stesso grande contenitore la prima generazione di emigranti (come Fuksas, Piano ma anche Bo Bardi, Garatti e Giurgola) con quella nuova (come 3Gatti, Lan, Dos, B+C) senza che siano chiarite le differenze.

 

Voto complessivo: 6 e mezzo

 

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