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Pamela Ferri_un’artista che lavora nello spazio su presS/Tmagazine n.00-2013 di Anna Baldini

Dopo una lunga assenza, è uscito di nuovo il presS/Tmagazine. 

E’ l’unico numero del 2013 ed è dedicato alla ricerca artistica di Pamela Ferri. Una ricerca complessa che ha richiesto una lungo lavoro di approfondimento. 
 
Questo numero segna un ritorno alle origini della rivista, alla ricerca di nuovi linguaggi. SCOUT si nasce non si diventa: lo scouting è nel DNA culturale di presS/Tmagazine.
 
 
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Pamela Ferri_un’artista che lavora nello spazio

 
Pamela Ferri è un’artista che lavora nello spazio. I suoi disegni sono una sequenza di fotogrammi, di fermo immagine di conformazioni spaziali generate dalle infinite rette e dalle infinite curve che coglie muovendosi secondo le tre coordinate spaziali in tempo definito che informa lo spazio stesso guidata da un codice che le appartiene. La sua ricerca coglie l’essenza del mondo contemporaneo in continuo movimento secondo direttrici e flussi, in cui tutti sono collegati a reti, ma ognuno è solo nel suo essere uomo. Una rivoluzione nel modo di concepire le arti visive che ha nella società un impatto della stessa portata dell’impressionismo, dell’astrattismo, delle avanguardie figurative. Fenomeni artistici che materializzavano la visione della società in cui si sviluppavano contro i quali i contemporanei si sono ribellati ma che allo sguardo dei posteri si sono rivelati giusti. Oggi non è da tutti comprendere il lavoro di Pamela Ferri che materializza nei suoi disegni lo spazio vettoriale che contraddistingue la società post contemporanea in cui viviamo, le infinite sinapsi che il nostro cervello sviluppa stimolato dai mille impulsi che arrivano dal mondo circostante, l’articolata complessità del mondo globale che caratterizza il XXI secolo. 
 
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Il sistema funziona come una stella perché è un atomo: una chiacchierata con Anna Baldini 

 

Ci siamo viste tre anni fa a Selinunte. La tua vita era in evoluzione, eri in partenza per un paese straniero … Ora sei a Palermo e ci sei da tre anni. Cosa è successo nel frattempo?

Ho attraversato un lungo periodo di sofferenza che, però ha generato una fase di crescita, in cui ho lavorato intensamente su me stessa. Ho rimosso gli archetipi e le paure, ma anche tutti i legami e gli attaccamenti. Sono scesa in profondità, ho visto la sofferenza del genere umano e sono stata a lungo in silenzio, senza comunicare con alcuno perché non era il momento giusto. Gli altri non avrebbero capito il mio messaggio. Ho atteso che i tempi maturassero, e ora, dopo tre anni, comincio a vedere i primi esiti positivi della mia ricerca.

 

Appunto la ricerca, qual è la tua ricerca artistica e in che ambito su muove?

La mia è una ricerca sullo spazio. Quando lavoro entro nello spazio e mi muovo in esso. Nei miei disegni ho sempre tracciato dei segni, delle sezioni, istintivamente, senza capire il perché. Oggi mi sono resa conto che quelle sezioni sono degli squarci, una fessura che si crea tra due mondi opposti: tra ricchi e poveri, tra bello e brutto, tra bianco e nero. Per eliminare la dicotomia devo entrare nello squarcio, nella sezione, trapassarla in tutte le direzioni possibili, e uscire dall’altra parte. Ma stare nella sezione fa male, perché fa vedere tante realtà insieme e a grande velocità. Sono un’artista e per questo vado veloce, e spesso devo rallentare per non farmi male.

 

Quindi la tua è una ricerca dinamica, che trasmette il movimento?

Il mondo è permeato di energia. L’energia deve necessariamente espandersi. Esiste un’energia primaria in espansione come l’universo. Entrando nella sezione completamente si sprigiona energia. Questa energia si diffonde e arriva alle altre persone che a loro volta si attivano e iniziano a sprigionare energia. È un processo che si diffonde. Questa fase di ricerca è rappresentata nei disegni dedicati a MIO PADRE, che è solo in parte mio padre naturale che non c’è più da un po’ di anni. In realtà mio padre è DIO, L’UNIVERSO, LA VITA.

 

La forza, allora, proviene da Dio. Chi è per te Dio?

Oggi le persone hanno paura a nominare Dio, e l’ho notato da come tu hai pronunciato la parola Dio. Dio per me è la forza creatrice di tutto. Dio è la forza in espansione dell’Universo che arriva fino a noi. Anche noi, quando siamo in espansione, abbiamo la potenza creatrice e siamo divini. Ci sono tanti scienziati che parlano di questo … Quando incontri una persona e sei in sintonia con lei, questa è una forma di espansione dell’universo. Oppure quando conosci una persona e ti sembra di conoscerla da sempre, in realtà la conosci da sempre perché ti trovi insieme a lei nella sezione in cui l’energia primaria si espande, anche se non sei collegata e lei e non devi esserlo.

 

Spiegami meglio questo concetto. Le persone che si trovano nella sezione non sono collegate tra loro, perché?

Non sono collegate tra loro. Sono come le stelle dell’universo che non si possono collegare altrimenti l’universo esploderebbe. Vivono ognuna per suo conto. Così è per chiunque si trova nella sezione. Però la loro energia in espansione può raggiungere altre persone fuori dalla sezione che, a loro volta si attivano per diffondere l’energia. La figura che meglio rappresenta questo concetto è l’atomo: intorno al suo nucleo girano gli elettroni e i neutroni senza mai toccarsi. Eppure questo sistema genera energia. Questo è il sistema sferico di cui parlo tanto nella mia ricerca. Il sistema circolare funziona come una stella perché è un atomo.

 

Ma il sistema sferico è una sfera?

No è una spirale, perché è un sistema aperto.

 

Nel tuo lavoro c’è sempre un richiamo alla geometria, sia euclidea che non, da quali autori prendi i tuoi spunti di riflessione?

Innanzitutto da Leonardo da Vinci, ma poi mi incuriosiscono i testi che trattano di geometria sacra.

Il mio lavoro nasce da una matrice che è generata da un rombo il cui è inscritta una ellisse e che contiene un cerchio. Questa figura ripetendosi per un numero n di volte con una precisa regola che va da una dimensione grande ad una sempre più piccola, genera la matrice.

 

Perché il rombo e perché l’ellisse?

Perché il rombo è una figura dinamica rispetto al quadrato e permette la rotazione che è necessaria per generare la matrice. L’ellisse perché ha due fuochi e quindi è più complessa rispetto al cerchio, che però comprende. Infatti nella figura che disegno c’è un cerchio e ha come diametro la misura del segmento che congiunge i due fuochi dell’ellisse. E poi …il movimento del nostro sistema solare segue una traiettoria ellittica. A proposito di ciò è chiarificatore un video su Ipazia d’Alessandria la grande filosofa e scienziata del IV-V secolo d.C. di cui vi suggerisco il link http://www.youtube.com/watch?v=6tvIjZXGo7s

 

Hai studiato da architetto, ma la tua passione per l’arte è iniziata prima, durante o dopo?

L’ho avuta da sempre. Da piccola ho studiato danza classica, poi pianoforte. Volevo fare altro però l’architettura era la disciplina che comprendeva tutto quello che pensavo mi servisse. Ed è stato così. Mi è servita ad approfondire i concetti dello spazio. Lo spazio è pieno di forma e il tempo la plasma. Quando sei nello spazio non è possibile non vedere la forma. Ma la forma diventa struttura e grazie ai miei studi ho potuto dare alle strutture il giusto equilibrio. Dietro i disegni che io faccio istintivamente c’è una regola matematica precisa. Alcuni disegni li ho rifatti con le costruzioni geometriche e sono risultati uguali a quelli fatti di getto.

 

Hai realizzato delle opere di architettura, in che rapporto sono con la tua forma artistica?

Come puoi vedere dai disegni e dalle immagini, i miei lavori di architettura non sono altro che la materializzazione delle dei miei disegni artistici. Le sezioni di spazio prendono forma, diventano concrete e così una conformazione spaziale che ho percepito si materializza. Questo vale per in night A Tu x Tu fatto a Roma nel 2004, per Casa Artale fatta a Roma nel 2008, ma anche per la struttura che ho progettato e realizzato a Palermo e che è la effettiva concretizzazione della matrice con cui io lavoro da sempre.

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