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Vuoto, grado zero, eteronomia – di lpp

In architettura il vuoto compare in due accezioni diverse:

a) come contrapposto al pieno secondo un metodo di progettazione che privilegia lo spazio in cui si muove l’uomo rispetto agli involucri che lo delimitano;

b) come grado zero, cioè come azzeramento di un punto di vista per assumerne uno nuovo. Va da sé che ciò comporta la rimozione di preconcetti culturali, stilistici e/o normativi, connessi con il punto di vista precedente.

La prima è l’accezione zeviana, teorizzata nel libro Saper vedere l’architettura e ripresa da una tradizione oramai consolidata che ha per capisaldi Wright e l’architettura giapponese.

La seconda fa riferimento a Roland Barthes e alla sua idea di grado zero e fu, anch’essa, ripresa e in parte teorizzata da Zevi. In effetti la visione di Barthes non implica necessariamente l’azzeramento del punto di vista ma solo il prosciugamento degli aspetti connotativi e retorici del discorso.  Tuttavia, se si assume un nuovo punto di vista, almeno in una prima fase, occorre azzerare anche gli aspetti connotativi e retorici connessi al linguaggio.

E’ evidente che la ricerca dell’azzeramento è propria delle concezioni poetiche che puntano sull’eteronomia, perché chi crede che il linguaggio si costruisca solo su se stesso propende, invece, per l’autonomia e cioè per una teoria accumulativa, dove il nuovo si affianca al vecchio, integrandolo e completandolo. L’eteronomo fa sua l’idea che la conoscenza avvenga per una  continua messa in discussione dei propri limiti a partire dalla relazione che esiste tra il soggetto conoscente e la realtà che lo circonda: da qui, appunto, la necessità di un processo fatto di azzeramenti e di assunzione di nuovi punti di vista.

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    LPP

  • Luigi Prestinenza Puglisi. E’ nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. E’ il direttore della rivista on line presS/Tletter. E’ presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica (www.architetturaecritica.it ) ed è il curatore della serie ItaliArchitettura ( Utet Scienze Tecniche), una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni. Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 che si può scaricare gratuitamente dal sito www.presstletter.com ed ha una pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/La-storia-dellarchitettura-contemporanea-di-lpp/289706921182644. Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura, (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il recentissimo: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura. Chi non volesse spendere gli 8,90 euro che costa, lo può leggere gratuitamente on line su www.presstletter.com
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074/100.earthsystem.141222 **Il Data Center** [3]
Uno tra i DC di Google in Council Bluffs (Iowa) si estende per 10.700 mq. Enormi travi di acciaio sorvolano il pavimento in una struttura spaziale che serve a distribuire la corrente. Nella sala rete, router e switch sono l'interfaccia che con cavi in fibra ottica mettono in comunicazione diversi DC, distanti anche centinaia di chilometri. L'aria di raffreddamento proviene dal pavimento mentre il calore emesso dai componenti elettrici viene assorbito dall'alto. Grandi torri di raffreddamento trattano il fluido termodinamico contenuto nei serbatoi di stoccaggio ed inviato alle sale con i rack attraverso condutture sotto i pavimenti.
L'energia nel DC è la fonte principale di propulsione, sia per l'alimentazione che per il raffreddamento degli ambienti. Tutta l'elettricità che arriva, alla fine diventa calore. Si utilizzano ventole, pompe e condizionatori per disperderlo affinché gli hard disk funzionino in maniera ottimale (solo a temperature non troppo elevate). Il calore deve essere contenuto da sistemi di raffreddamento che diminuiscono la temperatura operativa della struttura. La vicinanza ai bacini idrici o la localizzazione in aree fredde è una fonte di risparmio energetico non indifferente. La quantità e la lunghezza dei cablaggi è impressionante. Per questo motivo la distinzione dei cavi in colori differenti è un codice di comunicazione fondamentale per tecnici ed elettricisti che riescono ad individuare immediatamente la rete di riferimento a cui il cavo e connesso.
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7 hours ago  ·  

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Progetto Flaminio a Roma: al via il concorso internazionale per il masterplan. Pubblicato il bando http://ppan.it/stories/guido-reni/ ... See MoreSee Less

9 hours ago  ·  

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L'architettura è un venticello

un’auretta assai gentile

che insensibile sottile

leggermente dolcemente

incomincia a sussurrar.

Piano piano terra terra

sotto voce sibillando

va scorrendo, va ronzando,

nelle orecchie della gente

s’introduce destramente,

e le teste ed i cervelli

fa stordire e fa gonfiar.
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1 day ago  ·  

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Riflessioni natalizie di un povero critico
Oggi, girando su fb, ho trovato un colloquio in cui si vedeva che due o tre persone ce l'avevano a morte con me. Gesù quanto erano arrabbiati.
Mi spiace che la polemica culturale si trasformi in un fatto personale. D'altra parte forse è inevitabile: gli artisti e gli architetti confondono la critica alle loro opere con la critica a loro stessi.
Eppure a volte ci sono pessimi architetti con i quali si andrebbe a pranzo con piacere e ottimi ai quali si fa fatica a stringere la mano.
E' interessante comunque la costruzione logica ricorrente: se parli bene di un architetto sei uno tra i più importanti critici europei, anzi planetari, così il tuo apprezzamento ha più valore, se invece ne parli male sei uno scalzacane di nessuna importanza così la tua critica perde di significato.
Inoltre guai se fai nomi anche a titolo di esempio: la tua diventa subito una lista che premia i presenti e penalizza gli assenti. Insomma viene letta per ciò che non c'è più che per ciò che c'è. Un po' come la dimostrazione dell'esistenza di Dio in negativo.
A volte mi chiedo se non sia meglio fare come Vincenzo Mollica che parla solo bene delle cose che recensisce ed è meravigliosamente attento a non suscitare alcuna permalosità.
Forse no perché poi ci si annoia.
Buon Natale anche a quelle due o tre persone alle quali accennavo in apertura e delle cui ulcere non vorrei essere ritenuto il responsabile.
E uno meraviglioso a tutti gli altri e a Eliana che mi ha inviato questo bellissimo bigliettino che vi rigiro.
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1 day ago  ·  

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THE FUTURE OF ARCHITECTURE
La sensazione che ho avuto leggendo l'ultimo libro di Cohen è di una trattazione insipida, pedante e noiosa. Fa rimpiangere le appassionate storie dell'architettura che avevano scritto le generazioni precedenti di critici e storici: penso a Zevi, Tafuri, Benevolo , a Curtis, meno a Frampton. Due le decisive mancanze. Uno: la conoscenza inadeguata dei fenomeni artistici extra-architettonici che traspare dalle pagine di questo testo. Oggi - il discorso si può estendere anche a altri usciti in questi anni- c'è una disperante ignoranza degli strumenti dell'analisi formale che solo un continuo confronto con i fatti artistici può generare. Due: la incapacità di trasformare la storia in racconto e quindi in un'ipotesi di azione nel futuro. E' vero che non ha senso sostenere la teoria che non esistono fatti ma solo interpretazioni, perché i fatti esistono eccome. Ma è anche vero che i fatti senza interpretazioni sono semplici fatti che alla fine non interessano nessuno, soprattutto se, come nel caso del libro di Cohen, quelli citati erano già noti e stranoti. Un consiglio? non comprate questo inutile tomo, al massimo consultatelo qualche volta in libreria. Credo che siano soldi buttati, anche se il libro, occorre dire, è pesante e ingombrante ma non è particolarmente caro.
http://it.phaidon.com/…/the-future-of-architecture-since-1…/
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2 days ago  ·  

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