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DEACON & PARRY: un matrimonio felice tra arte e architettura – di Marta Atzeni

Marta Atzeni 17/12/2014 Ibridazioni di Marta Atzeni Commenti disabilitati su DEACON & PARRY: un matrimonio felice tra arte e architettura – di Marta Atzeni
DEACON & PARRY: un matrimonio felice tra arte e architettura – di Marta Atzeni

Nel settembre del 1996 il Southwark Council di Londra indice un concorso internazionale per un ponte pedonale sul Tamigi che colleghi Bankside alla City. La partecipazione alla competizione è aperta a sole coppie selezionate di architetti e artisti: tra queste, anche il Royal Academician Eric Parry e il Turner Prize Richard Deacon.

E’ con questo matrimonio combinato per il concorso del Millennium Bridge che ha inizio la lunga collaborazione tra l’architetto londinese e lo scultore gallese, protagonisti il 13 ottobre scorso del sesto appuntamento del programma Meeting Architecture. Un vivace e denso dialogo, che svela come un incontro fortuito si possa trasformare in un’unione felice tra arte e architettura.

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Elaborando la proposta per il Millennium Bridge Deacon e Parry tralasciano forma e ornamento, concentrandosi esclusivamente sulla struttura: una maglia metallica ispirata al comportamento di una molla giocattolo, che avvolge e sostiene le campate terminali del ponte. Fin dalla prima collaborazione scoprono infatti una comune indole: quella del professionista interessato all’arte del fare – il fabricator, come entrambi appunto amano definirsi. Così, quando nel 2001 il fabricator Parry realizza gli uffici al n.30 di Finsbury Square dalla monumentale facciata strutturale in pietra, il fabricator Deacon ne è a tal punto affascinato da offrirle in dono una scultura: una collana celebrativa, il cui andamento sinuoso esalta la rigidità dell’high-tech Stonehenge building.

Nel 2010 Parry progetta One Eagle Place, edificio multifunzionale nel cuore di Piccadilly. La facciata, in dialogo con il contesto, ripropone proporzioni ed elementi delle architetture circostanti. Parry si cimenta qui con la ceramica, materiale che richiede la lavorazione in moduli, adatta a ottenere il rivestimento desiderato avvolgente come una tela bianca. A completare il progetto, una cornice multicolore di Deacon. L’artista, alla prima esperienza con la ceramica, dopo modelli di studio, test di resistenza negativi, metodi inadatti di applicazione dei colori, riesce a individuare le tecniche corrette per dar forma alla sua idea: realizza così una composizione di 39 sculture, che, ciascuna diversa per profilo e texture raccontano la vivacità di Piccadilly. Conoscere le proprietà tecnologiche dei materiali e assecondare la loro natura è un’altra attitudine comune ai due fabricator.

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Un ponte, una collana e una cornice: tre progetti differenti, che raccontano altrettante possibili modalità di interazione tra arte e architettura. Caratterizzate però da una matrice comune. Perché sia quando concepiscono a quattro mani un manufatto architettonico sia quando elaborano ciascuno secondo la propria arte, elementi distinti di un unico progetto, i due fabricator condividono l’idea progettuale: nella proposta per il Millennium Bridge la centralità della struttura, in Finsbury Square la critica all’uso decorativo della pietra in favore della sue capacità strutturali, in One Eagle Place rappresentare l’essenza del contesto.

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VII appuntamento 17 Dicembre – JEAN-LOUIS COHEN
MEETING ARCHITECTURE Part II . L’architettura e il processo creativo.
The British School at Rome
Via Gramsci 61, Roma
+39 06 3264939


Immagini:
1. R. Deacon e E. Parry, Mostra 3-2=1: Bridge, Bangle & Cornice, The BSR, 2014, installation view / ph. Daniela Pellegrini
2. R. Deacon e E. Parry, Mostra 3-2=1: Bridge, Bangle & Cornice, The BSR, 2014, installation view / ph. Daniela Pellegrini
3. R. Deacon e E. Parry Architects, St James Gateway’s building, 2013, Piccadilly Circus, London / ph. Mike Odwyer

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