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Intervista ad Arianna Bonamore – di Roberta Melasecca

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E’ da poco terminata l’ultima mostra di Arianna Bonamore, “Gradus”, a cura di Paolo Aita, negli spazi di Interno 14, la galleria dell’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica a Roma.

Una grande opera site specific di 4mx4m accoglie e avvolge; e subito ci si trova catapultati in un mondo fantastico, di farfalle e lupi e cielo e luce, che altro non è che la proiezione del nostro io, improvvisamente venuto allo scoperto.

Arianna Bonamore mette a nudo le anime ed è possibile una sola azione: arrendersi e scrutare i luoghi più profondi e nascosti di noi stessi.

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Tre parole per descrivere il tuo lavoro e il tuo percorso artistico.

Bonamore: Approfondito, intuitivo e mentale. E’ un lavoro in continuo divenire, basato sullo studio del mondo dell’inconscio, della mitologia e dei simboli che ne derivano.

Da cosa trai ispirazione, quali i tuoi riferimenti e modelli.

Bonamore: I miei riferimenti sono innanzitutto l’antropologia e la psicologia. Da cosa nasce l’ispirazione: da tutto quello che l’inconscio tenta di fare quando non esiste controllo, quando la razionalità viene meno. Allora si entra nella visione, ci si perde nella frastaglia e si ritrova la razionalità persa nella propria percezione inconscia. Si rende visibile l’invisibile.

Cosa vuoi comunicare con l’arte.

Bonamore: La mia visione di una frastaglia dichiara il mio inconscio: un simbolo non espone solo sé stesso ma lo si può ritrovare in tanti ambiti diversi. La mia visione dell’arte parte da un uno, il mio mondo interiore, per confluire in tanti. Nella diversità risiedono l’armonia e l’unità, così come le esperienze che sembrano spezzare e segnare la vita sono quelle che celano ricchezze impreviste.

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Tre parole per il futuro.

Bonamore: Emozionante, più umanamente coeso, presente. Il futuro è solo nel presente, in questo momento, ora, dove trovare sostegno, solidarietà, dove dare e fare il meglio di noi stessi.

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Gradus di Arianna Bonamore a cura di Paolo Aita
Interno 14
(Via Carlo Alberto 63 Roma)
Dal 12 al 20 febbraio 2015

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