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No grandi navi, quando Venezia muore, il balletto tragicomico della laguna, little Venice, Space Debris e altre storie – di Marco Maria Sambo

 

AltreVisioni - di Marco Maria Sambo

SGRUNT. La vicenda delle grandi navi che passano indisturbate davanti a piazza San Marco a Venezia è surreale e sconcertante. Un fatto gravissimo per un Paese civile come l’Italia che dovrebbe avere più rispetto per la cultura e per l’arte, proteggendo veneziani e turisti da possibili disastri in stile Costa Concordia. Risulta anche insopportabile e tragicomica, talvolta, l’indolenza della politica che, de facto, non fa nulla e si allontana sempre più dalle buone politiche di salvaguardia delle acque e del territorio veneziano. Il gioco delle maxi navi sembra avere molti alleati che in fin dei conti fanno di tutto per non cambiare le cose. Una notizia straordinaria, da teatrino degli orrori,  è arrivata ad esempio qualche settimana fa. Come si legge sul Sole24Ore del 9 gennaio 2015, il Tar ha annullato il divieto di transito delle grandi navi a Venezia: “Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha disposto l’annullamento dell’ordinanza della Capitaneria di Porto della città lagunare contro il transito delle grandi navi nel canale della Giudecca e di San Marco. In particolare la Capitaneria aveva stabilito per il 2014 la limitazione del transito nei due canali di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 GT e, per il 2015, il divieto del passaggio di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 96.000 GT.” (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-09/tar-annulla-divieto-transito-grandi-navi-venezia-165340.shtml?uuid=ABpx5QbC). Brutte notizie –dunque– che come in una telenovela fanno pensare a un futuro incerto, l’arma migliore (la nebbia dell’incertezza politica) per chi vuole continuare a fare come gli pare. Intanto il Codacons –notizia di questi giorni– ha inviato una diffida al Comune, alla Regione Veneto e alla Capitaneria di porto chiedendo che sia regolamentato al più presto il divieto di ingresso in laguna per le mega navi: ”È di tutta evidenza l’importanza che la limitazione del traffico riveste nei canali della Giudecca e San Marco, al fine di mettere al riparo la salute dei cittadini e dell’utenza del mare, l’ambiente marittimo ed atmosferico e la biodiversità, nonché la tutela del patrimonio artistico della città di Venezia. Per tale motivo si rende necessario a carico della capitaneria di porto e delle amministrazioni competenti l’individuazione di vie alternative di navigazione, affinché il transito delle grandi navi nel Canale della Giudecca di San Marco a Venezia sia ridotto al minimo” (http://www.veneziatoday.it/cronaca/grandi-navi-venezia-codacons-diffida-venezia-veneto.html). Ma la sostanza –purtroppo– è che siamo in una situazione di stallo, come al solito, e le navi continuano a passare, una dopo l’altra.

Nonostante questa sorta di accidia lagunare che perpetra il delitto, Venezia non ha bisogno di grandi navi. Venezia ha bisogno, al contrario, di cultura, di restauro, di progettualità urbana che disegni nuove direttrici di recupero, lavorando sui frammenti, sugli interstizi della città, costruendo nuova architettura (perché no) quando è possibile. Non dobbiamo certo pensare che Venezia sia solamente un presepe da conservare, altrimenti Venezia muore. Ma non possiamo neanche rassegnarci al fatto che Venezia sia il luogo ideale per fare solamente affari, quasi fosse una città senza spirito e senza memoria, trasformandola così in una little Venice alla Las Vegas, con molti McDonald, molti dollari, molti negozi fashion; mutando radicalmente la sua morfologia, costruendo un nuovo territorio effimero dove l’unica risorsa è lo shopping e il gioco d’azzardo. Non possiamo rassegnarci al fatto che Venezia non sia più una città per i veneziani, relegati ai margini. Non possiamo più assistere, senza far nulla, a questi mostri giganteschi che si avvicinano minacciosi alla riva degli Schiavoni e proseguono davanti ai giardini della Biennale, oscurando la vista e il cielo, catapultandoci in uno scenario post apocalittico nel quale la linea dell’orizzonte diventa un muro fatto di cabine, scialuppe di salvataggio, oblò e gente che saluta con sorriso di plastica, incurante del disastro che alimenta viaggiando su queste mega navicelle spaziali che solcano i mari. Non possiamo assistere neanche all’esilio forzoso  dell’anima di un luogo, come se una grande nave carica di soldi spazzasse via quelle barche, quei vaporetti, quelle gondole, quei colori, ondeggiando pericolosamente, dando vita a un balletto tragicomico sull’acqua, distruggendo alla lunga la vera essenza di Venezia. No grazie. Se questa è la strada, ridateci il presepe.

 

Festeggiamo queste inutili riflessioni ascoltando gli Space Debris, a tutto volume, rigorosamente live, “Into The Sun”, ballando sulla nostra barca ideale con la bandiera “No Grandi Navi” che sventola, sotto un caldo sole che illumina la laguna. Ecco l’indirizzo, Sgrunt a tutti:

https://www.youtube.com/watch?v=OOzsCL-vZAw

 

di Marco Maria Sambo

marco_sambo@yahoo.it

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Riferimenti e Link

Comitato No Grandi Navi:

http://www.facebook.com/comitatonograndinavi

Ansa:

http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/crociereetraghetti/2015/03/04/grandi-navi-codacons-diffida-enti-e-capitaneria-dopo-tar-_31286bb5-edbc-4257-b595-10d6fa55631b.html

Venezia Today:

http://www.veneziatoday.it/cronaca/grandi-navi-venezia-codacons-diffida-venezia-veneto.html

ilSole24Ore (1):

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-09/tar-annulla-divieto-transito-grandi-navi-venezia-165340.shtml?uuid=ABpx5QbC

ilSole24Ore (2):

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-01-11/grandi-navi-rischio-incertezza-152715.shtml?uuid=ABv4tJcC

la Repubblica:

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/01/09/news/grandi_navi_alla_giudecca_tar_veneto_annulla_divieto-104607847/

1 Comment

  1. Furio B. 05/03/2015 at 20:03

    Ottimo contributo Marco Maria! Ci vedi giusto, soprattutto nello stimolare i veneziani a una maggiore coscienza civica! Vorrei aggiungere che su #grandinavi il problema non è solo il pericolo fisico alla Schettino e l’invadenza dimensionale. Guarda qua: http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/DOSSIER_Inquinamento_navi_crociera_Dicembre_2011.pdf e http://www.eco-magazine.info/grandi-navi/4441/grandi-navi-relazione-nabu.html

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