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Dai frammenti verdi urbani alla cittadella del cibo – di Francesca Capobianco

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Le città cambiano: declinano corrose dal tempo e dall’uso impietoso dell’habitat nel processo lento e continuo del diffuso degrado. Tuttavia nella sensibilità degli artisti contemporanei si delinea la possibilità di una via di fuga, nel tentativo di ritrovare un perduto rapporto con la natura, riaprendo alla sua vitalità rigeneratrice gli spazi interclusi della città storica e l’anonimato senza limite apparente della condensazione urbana.

A Porta Nuova, a Milano, davanti ai nuovi grattacieli, e a quelli di Bosco Verticale, sta prendendo forma un campo di grano di 50.000 metri quadrati (cinque ettari, dodici acri): è Wheatfield, l’opera che lartista ungherese- americana Agnes Denes (classe 1931), pioniera dell’environmental art, ha scelto per l’Expo 2015 nella lettura del suo logo Feeding the Planet, Energy for Life. Nel mese di marzo il terreno è stato seminato a grano e a erba medica alfa-alfa da un piccolo esercito di cittadini volontari, quasi cinquemila persone, tra adulti e bambini. La struttura è stata inaugurata l’11 aprile: in calendario la mietitura è prevista per metà luglio. Dopo la raccolta del grano, l’erba medica trasformerà il campo in un tappeto violaceo destinato a permanere fino alla chiusura dell’evento. I visitatori, percorrendo un sentiero in terra battuta, potranno seguire i vari tempi dellopera. La scelta della tipologia di grano da seminare ha costituito un tassello significativo della configurazione particolare del progetto. L’agronomo Emanuele Bortolotti (Studio Ag&P) che ha diretto i lavori e curato, con gli architetti Paolo Palmulli e Paolo Villa, il progetto paesaggistico, spiega: “Per ottenere un campo dorato in cinque mesi abbiamo scelto i semi Odisseo. [] una varietà di grano duro a ciclo medio molto diffusa sul nostro territorio, con un elevato potenziale produttivo, ottima resistenza ai patogeni e buona qualità del glutine” (cfr. G. Zoppis, Comè veloce il grano, D la Repubblica, news, 21.03.15; Wheatfield. Inaugurato in porta Nuova a Milano il campo di grano dellartista Agnes Denes, www.expo.org/it/news, 13.04.15).

A Denes 02Agnes Denes, Wheatfield, il sentiero – Courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Fondazione Riccardo Catella (www.fondazionenicolatrussardi.it)

Salvaguardia e rispetto dell’ambiente, impegno sociale e civico rappresentano le note caratterizzanti del percorso espressivo di Agnes Denes. La ricerca tematica, scrupolosa e paziente, condotta con avvertita sensibilità nei diversi ambiti disciplinari (la letteratura, la filosofia, la musica, la scienza, la matematica, l’ecologia) trova esiti figurativi inediti: le sue capsule del tempo interrate ne offrono una suggestiva testimonianza. L’artista, in una recente intervista, sottolinea: “Il mio lavoro ha a che fare con il prendersi le proprie responsabilità: verso se stessi, la natura e l’umanità. Non solo oggi, ma anche rispetto alla storia. Le capsule del tempo ci ricordano il nostro posto nella storia e ci rendono responsabili verso il futuro che verrà (cfr. D. Pappalardo, Denes: La mia arte? Tante spighe dentro Milano, www.larepubblica.it, 22.05.15.).

Wheatfield è stato realizzato per la prima volta a Battery Park, Manhattan, nel 1982 (Wheatfield- A Confrontation: Battery Park Landfill, Downtown Manhattan) tra Wall Street e il World Trade Center di fronte alla Statua della Libertà. Il progetto definisce due acri di grano seminati su un’area di interramento dei rifiuti, in altri termini una proposta per riqualificare un sito ad alto tasso di inquinamento attraverso un simbolo, un concetto universale; (il grano) ha rappresentato il cibo, l’energia, il commercio, l’economia ma si è riferito anche alla cattiva gestione, alla produzione dei rifiuti, alla bramosia del mondo e riguarda l’ecologia. Ha richiamato lattenzione alle priorità smarrite. Il grano raccolto ha girato attraverso ventotto città nel mondo in un’esposizione intitolata The International Art Show for the End of World Hunger, organizzata dal Minnesota Museum of Art (1987-90). I semi sono stati portati lontano dalle persone che li hanno piantati in differenti parti del mondo (cfr. www.agnesdenesstudio.com).

A Denes 03Agnes Denes, Wheatfield, il sentiero- dettaglio – Courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Fondazione Riccardo Catella (www.fondazionenicolatrussardi.it)

Presentando la sua opera per Milano la Denes osservava: ” [] Ha a che fare con la creazione e la vita: a volte tendiamo a dimenticare i processi basilari della natura. Il campo di grano vuole essere un’intrusione nella City, un confronto con quello che pensiamo essere l’alto grado di civilizzazione che abbiamo raggiunto. Wheatfield diventa una sorta di Shangri-la, un piccolo paradiso, un posto dell’infanzia, un pomeriggio d’estate in campagna, un luogo di pace e di valori perduti piantato dentro la grande città. [.] Un’opera del genere introduce una frattura dentro lo spazio urbano che non tutti accettano. Alla congestione della città risponde con i campi aperti, gli spazi liberi della campagna. ” (cfr. D. Pappalardo, www.larepubblica.it, 22.02.15, cit.).

A partire da una percezione eidetica, quella del cambiamento del volto della città, l’artista aggiunge:” Stiamo abusando della terra e producendo consapevolmente fame e miseria: la creazione di un grande campo di grano nel cuore della vostra città, mi auguro vi porti gioia. Spero inoltre che lo vorrete documentare e fotografare per diffonderlo al mondo” (cfr. G. Zoppis, Comè veloce il grano, 21.03.15, cit.).

L’opera fa parte del progetto MiColtivo. The Green Circle, entrambi sponsorizzati e sostenuti dalla Fondazione Nicola Trussardi, dalla Fondazione Riccardo Catella e da Confagricoltura: un nuovo parco agricolo, nel quartiere Isola, comprendente un frutteto di quattromila metri quadrati. Il parco costituirà un’occasione per i cittadini di riavvicinarsi alla terra, di conoscere le modalità di lavorarla e di rispettare la biodiversità (vedi www.fondazionenicolatrussardi.it; www.fondazionericcardocatella.org).

Dall’unità di quartiere all’organismo complesso della città: è il tema che sottende il progetto di riqualificazione del CAAB, il mercato generale ortofrutticolo di Bologna. Il mercato, costruito ventanni fa fuori città, con capannoni in cemento armato e ampie zone asfaltate, copre una superficie di 80mila metri quadrati, troppo grande e mai completamente utilizzata, sarà trasformato nella sede di F.I.CO. Eataly World, F.I.CO. è lacronimo di Fabbrica Italiana Contadina. Il progetto nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato: il pubblico è rappresentato dal Comune, dalla Regione, dalla Camera di Commercio, dal CAAB, dalla Coop Adriatica, la cui dirigente dott. Tiziana Primori è corresponsabile dell’intero percorso e vicepresidente Eataly; la componente privata da Oscar Farinetti, ideatore e presidente di Eataly, i cui store hanno incontrato un notevole successo sul mercato mondiale, che si occuperà degli aspetti gestionali e dalla Prelios SGR, che riunisce un certo numero di investitori. La sede di F.I.CO. Eataly World ospiterà una vera e propria cittadella del cibo con la quale la città di Bologna si propone come punto di riferimento a livello mondiale: dalle coltivazioni alla tavola, senza tralasciare il settore della ricerca e della sperimentazione.

Vi saranno, dunque, campi di grano, risaie, vigneti, frutteti, oliveti e tartufaie, ma anche alloggi per capre, pecore, maiali, oche, galline e conigli, etc. I produttori migliori gestiranno quarantaquattro laboratori, nei quali il visitatore potrà seguire il ciclo completo di lavorazione, dalla materia prima al prodotto finito.

I laboratori assumono una precisa valenza didattica per gli studenti e per il pubblico in generale. Sono previsti spazi per la vendita e una ventina di ristoranti e bar per i diversi settori. Il progetto prevede il riutilizzo e la riqualificazione dei capannoni esistenti, il ridisegno dello spazio esterno destinato a ritrovare una rinnovata dimensione rurale.

Un impianto fotovoltaico, in copertura, assicurerà la fornitura di energia. All’interno, i percorsi saranno pedonali e ciclabili (vedi C. Sasso, Un mercato molto F.I.CO, D la Repubblica, news, 21.03.15; www.eatalyworld.it).

FICO 08F.I.CO. Eataly World, un bar/ristorante – www.eatalyworld.it

FICO 05F.I.CO. Eataly World, un percorso interno – www.eatalyworld.it

FICO 07F.I.CO. Eataly World, la lavorazione di uno dei prodotti – www.eatalyworld.it

In copertina: Agnes Denes, Wheatfield. Porta Nuova, Milano, marzo 2015 – Foto: Agostino Osio – ©Agnes Denes, Courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Fondazione Riccardo Catella – www.fondazionenicolatrussardi.it

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