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L’Architetto in TV – di Christian De Iuliis

quinto potere

Fino a qualche tempo fa l’architetto in tv compariva molto raramente godendo di fama alterna, comunque, restando assolutamente marginale nei palinsesti televisivi. Quindi sono arrivati i canali tematici nei quali gli architetti occupano lo schermo in maniera pressoché continua, vendendo, comprando, visitando e ristrutturando abitazioni in ogni angolo del mondo. Esclusi questi architetti superfighi ed immaginari, esiste tutto un altro tipo di sottobosco televisivo, prettamente generalista, frequentato da vari generi di architetti. Ognuno con un suo messaggio velato, quanto preciso, da trasmettere al telespettatore.

Ecco le cinque tipologie di architetti in tv:

–        L’arredatore: Singolare quanto pericolosissima figura professionale che compare di solito nei programmi mattutini del fine settimana. In genere si tratta di una donna sulla cinquantina o di un giovane alternativo. Per il suo arrivo lo studio viene trasformato in un elegante loft nell’ambito del quale lui dispone un divano, delle tende, un tappeto orrendo, una lampada da terra e l’immancabile oggetto vintage. C’è anche una variante “green” che è l’architetto che si occupa di giardinaggio e che discute di prati pettinati e di giardino all’inglese ma che vive all’ottavo piano di un condominio in periferia. Durante tutte queste operazioni la conduttrice o il conduttore del programma si mostra molto stupito, quasi incantato da cotanta abilità, ma in realtà sta pensando al quarto d’ora successivo quando si cucineranno gli spaghetti con il sugo di pesce in studio. Il messaggio è: se non studiavo architettura col cavolo che sapevo come orientare il divano.

–         L’intellettuale: di solito si tratta di un architetto molto noto, meglio se anziano e che ha lavorato all’estero (o ancora ci lavora). Viene invitato ai talk show e generalmente appare in collegamento dal suo studio, che si capisce che è il suo studio perché c’è molto disordine e poster A0 di progetti assurdi “appiccicati” alle pareti. Il moderatore lo introduce vantandone i successi raccolti nel mondo e l’autorevolezza del suo pensiero. Egli di solito vuol mostrare di capirne molto di urbanistica, traffico, case popolari, risparmio energetico ecc. Tutti temi dei quali ai politici non frega niente ma che lui sostiene con grandissima forza litigando con l’ospite, di qualsiasi schieramento sia. Di solito abbandona la trasmissione perché nessuno gli dà retta. Messaggio: Io sono un architetto famoso, io ho girato il mondo, io ho sempre ragione, io sono io e voi non siete un c…o.

–         Il viaggiatore: Si tratta di una categoria di architetti molto affascinanti che fanno irruzione in programmi televisivi dedicati alla natura e ai viaggi, generando grande ammirazione. Generalmente sono piuttosto giovani e di bell’aspetto, con look stravaganti; possono essere ambosesso, se è donna stupisce di più perché si pensa abbia più coraggio. Raccontano di essere partiti perché sentivano dentro il desiderio di esplorare il mondo e di dedicarsi agli altri, un po’ come San Francesco. Mentre parlano, dietro di loro scorrono immagini di case fatte con il fango in Ruanda, ospedali in mattoni cotti al vapore nel Togo orientale o capanne su palafitte in Papua nuova Guinea. Non riescono a diventare famosi perché appaiono in televisione una volta sola, dopodiché, dichiarando di dover subito ripartire, spariscono in una foresta amazzonica o alle terme di Salsomaggiore, senza dare più notizia. Messaggio: l’architetto ha l’avventura nel sangue, non come voi impiegati, pigri e grassi, che la Domenica vi sfiancate sul divano a vedere il calcio in tv per 9 ore consecutive.

–         Il modernizzatore: Si tratta di una figura di architetto molto giovane che di recente viene sempre più spesso invitato in televisione in programmi tipo SuperQuark (perché Quark oramai è roba vecchia) per mostrare al mondo che le case dove viviamo oramai sono prodotti preistorici e che tra pochissimo tempo tutte le nostre case saranno comandate da un computer che per adesso sa usare solamente lui e pochi altri e che farà tutto al posto nostro. Tipo: cuocere il pollo al forno, fare la spesa, spazzare il pavimento, arieggiare la camera da letto e allontanare i testimoni di Geova. Chi conosce di persona l’architetto modernizzatore sa benissimo che però lui vive ancora con la madre, in campagna, dove si usa ancora il paniere per farsi salire la spesa e si hanno serie difficoltà ad usare il citofono. Messaggio: Gli architetti sono sempre un passo più avanti degli altri, quindi, se non sapete fare neanche un mesh-up in 3d con sketch 3.0, toglietevi dalla testa di fare gli architetti.

–         Il muratore: Ultimo ingresso nella grande famiglia degli architetti in tv, l’architetto muratore è un prodotto della grande crisi che ha ridotto tutti alla fame professionale. Arriva in studio abbigliato già sporco di calce e raccontando una storia di grandi risultati universitari ma di altrettante difficoltà lavorative. Dopodiché parte un racconto tristissimo, intriso di stenti e di umiltà. Alla fine del quale l’architetto dichiara di non essersi arreso e di aver deciso di rimboccarsi le maniche. Quindi mostra a tutti come si costruisce un muro di mattoni sovrapponendone ben due, uno sull’altro, più o meno precisamente. Le varianti sono: la parete di cartongesso, la porta a scrigno, la fugatura delle piastrelle ecc.. Interessante la variante dell’architetto-imbianchino, che si distingue dall’architetto-muratore per l’utilizzo della salopette sporca di vernice. Messaggio: Basta con questi architetto fighetti, oggi l’architetto deve saper far tutto, anche il muratore, altrimenti resta disoccupato.

 

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