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The scompetition ad Andorra – di Eduardo Alamaro

THE_COMPETITION

 

Siamo all’ABC. Al retroscena, al dietro le quinte e le quarte. La clausola del concorso d’architettura era infatti chiara: essere seguiti nell’iter progettuale da un film maker. Concedere cioè libero accesso negli studi professionali all’equipe di Angel Bottega Cubero (ABC), pena l’esclusione dal concorso.

Non tutti i cinque invitati per la progettazione del nuovo Museo Nazionale d’Arte di Andorra furono però d’accordo. Tanto che Norman Foster, una delle cinque archistar invitate al concorso di idee, dette forfait. “Grazie no, studi aperti no, segreti di bottega”, pensò. “Non vogliano nessuno tra i piedi mentre si lavora in cucina”, sbottò. E così sbatté la porta e se ne andò. Rifiutò, to-ttò.

“Statte bbuono, Foster”, risposero spernacchiando quelli delle montagne pirenaiche di Andorra che andò. E si proseguì ….

Gli altri quattro invitati: Jean Nouvel, Frank Gerhy, Dominique Perrault e Zaha Hadid, invece accettarono la clausola innovativa e partecipativa. Meglio, diciamo che la sopportarono, sostanzialmente la aggirarono. Fecero buon viso a pubblico buon gioco di documentazione dei percorsi creativi, obiettivo della clausola, del codicillo di ABC.

“Il concorso è un film”, aveva pensato infatti il giovane Angel, architetto & film maker spagnolo, che poi aveva proposto quest’idea al principato di Andorra, che l’accettò. E così nacque: “The competition”, un simpatico docufilm prodotto dalla OSS (Office for Strategic Spaces) della durata di 99 minuti, in francese con sottotitoli in lingua inglese.

ABC (Angel Bottega Cubero) è stato presente nei giorni scorsi a Napoli, all’interno della ventesima edizione della benemerita “Artecinema”, festival internazionale film d’arte varia e avariata, fusa e confusa, sfusa e pacchetti, talora preconfezionati da tempo.

Modernità & post talvolta scaduta. Antico e commovente, in tal senso, un docu-film francese su Chagall, ad esempio…; nonché qualche evidente caduta di programmazione, come il filmato dedicato a una installazione posta in un bosco di Garrison, nella Hudson Valley (USA), anche in vista di un pacchetto M.I.A. (Magazzino Arte Italiana), prossimo venturo senza avventura….

Incalzato dalle domande, Angel Bottega Cubero dice della sua sorpresa, della sua de-luxione: pensava che studi di architettura così diversi rispondessero al tema in maniera e forma diversa, … e invece no, questa è solo la scorza…., l’involucro del pacchetto.

La sostanza sta nel fatto che tutto è negoziazione, un continuo trattare e neg-oziare per capire cosa vuole il cliente. Per aprire uno spiraglio per vincere. Per capire i punti o le virgole di debolezza del cliente, le sue aspettative. Per accontentare … per mediare, per meditare, per incassare, per incastrare … Mors tua, vita aeterna mea…

In effetti non si è realizzato quanto sperato e propagandato: “…La videocamera, quasi come fosse una candid camera, entra per la prima volta negli studi documentando vizi e protagonismi, seguendo le performance professionali delle differenti equipe di archistar alle prese con ritmi folli delle interminabili giornate di lavoro….”

Poche infatti le immagini girate nel vivo della progettazione nello studio di Zaha Hadid, (Zazà), ad esempio. Solo immagini di routine, niente di veramente crudele e incisivo, memorabile, nonostante l’impegno di Angel. Molte invece le riprese consuete, concordate, “telefonate”, fatte a freddo, a cose fatte, con spiegazioni noiose professoreali ….

Del resto non era facile la partita: occorreva forse più coraggio… una trovata geniale … un artifizio, un escamotage, un guizzo & un guitto alla Nanni Loy. O l’ironia & la curiosità di un Ugo Gregoprogetti del tempo che fu, … che è mancata nel docufilm. Ma l’idea di fondo di Angel, il tentativo volenteroso dell’OSS, era (ed è) buona.

Chi invece è stato al gioco, utilizzando bene l’occasione, diciamo la sfida di ABC, è stato lo staff di Jean Nouvel, tutto giovane e simpatico, … tutti apparsi giocosi, collaborativi, senza segreti per ABC …; lo stesso Jean, il capo indiscusso, è apparso un attore consumato, …

Ottimamente ripreso in controluce da una sorta di corridoio impartisce ordini, consigli compositivi, fa affettuosi cazziatoni … sembrava uno dei nostri professori di composizione pre-sessantotto: “… non va bene niente, tutto da rifare, … non avete capito niente ….” .. con quell’impermeabile tipo Sheridan e il Borsalino in testa del commissario della brillantina Linetti ….

Ad un certo punto Jean s’accorge di essere ripreso … (o finge di accorgersene): “ma questi chi sono?”, domanda. “So’ quelli della clausola .. ”. “A vabbè….” e prosegue la cazziata ai (ahi, ahi!!!) suoi collaboratori: “… questo prospetto è troppo tenero … le finestre sono timide … devono essere dei buchi tragici ….: rifate tutto …: quanto tempo manca alla scadenza? .. tre settimane?, allora ce la si può fare ….”

E Jean Noveau se ne va, … buon lavoro staff. Pizza e birra e al lavoro, battere la concorrenza si deve!!!

Belle le riprese dei lavori della giuria, della presentazione dei progetti, … quando la competizione entra nel vivo, quando la lotta si fa dura … quando nel rush finale il tentativo è di convincere la giuria …: tutti i trucchi espositivi attoriali delle star sono filmati, … così come i modelli dei progetti presentati , …ecc…. ecc..

Chi vincerà? Chi la spunterà … chissà… suspense …

Gli ultimi 30 secondi de “The competition” sono da manuale del giallo d’architettura … quando il filmato avverte: “subito dopo la chiusura dei lavori della giuria cadde la giunta e il quindi governo del principato di Andorra…; il successivo governo rovesciò il tavolo con tutti i progetti presentati … non era d’accordo su nulla e quindi ha annullato tutto: la nuova sede del museo non è stata mai costruita.”

Applauso liberatorio del pubblico napoletano di Artecinema 2015 … pari quasi a quello epocale del Fantozzi de: “…la corazzata Potomkin è una cagata pazzesca …”.

Cosi finì la scompetition di Andorra che non andò.

I quattro gruppi invitati sono stati naturalmente pagati: è stata una esercitazione … un falso allarme … tanto per tenersi in forma…. sarà per la prossima volta, scusate.

Tanto rumore e tanto progettare per nulla: meno male che c’era l’ABC …

Saluti, eldorado

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