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Zaha Hadid – di Massimo Locci

 

Oltre al rilevante contributo alla ricerca espressiva dell’architettura, all’innovazione tecnologica e alle sperimentazioni materico-costruttive, la morte di Zaha Hadid riporta  in evidenza anche la necessità di una funzione edificatrice e comunicativa dell’arte contemporanea, intesa nella sua opera come visione unitaria e inscindibile tra spazio urbano, edificazione, interior design e oggetti d’uso.

In Italia da due decenni, dopo anni di isolamento dalla ricerca internazionale, grazie anche alle “vituperate” opere delle grandi firme dell’architettura internazionale, è iniziato un processo virtuoso di rinnovamento, di partecipazione collettiva e di riconoscibilità della cittadinanza nelle nuove opere urbane. Il contributo dei nuovi linguaggi ha acquisito in tal senso un nuovo significato: favorisce la qualità e, nello stesso tempo, sviluppa quella sinergia necessaria all’evoluzione della città. I progetti di Zaha Hadid, in particolare, hanno contribuito a far percepire ai cittadini una diversa prospettiva, costruendo una nuova consapevolezza estetica ed etica: l’immagine della città non si identifica più solo con le importanti opere del passato ma anche con l’architettura contemporanea.

Il suo MAXXI a Roma è emblematico, funziona soprattutto come oggetto a reazione poetica che crea contesti urbani: in sintesi una strategia metamorfica per ridisegnare un pezzo di città. E’ un “campo” spaziale urbano da attraversare liberamente, con per­correnze non necessariamente pianificate e che defi­niscono una rete di connessioni multiple con l’intera città di Roma. E’ un’architettura dinamica e spetta­colare, con ambiti fluidi defor­mati da forze energetiche, che invitano alla scoperta e alla reinvenzione personalizzata  degli spazi, mettendo in discussione le usuali nozioni di interno e di ester­no.

p.s. Tra i tanti commenti apparsi sui media in questi giorni, quasi tutti di elogio, scritti anche dagli storici denigratori di Zaha Hadid, si “segnala” (per vaghezza e sintassi) quello apparso nel sito del nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti.

In copertina: Digital 95MB [©(c)Roland Halbe; Veroeffentlichung nur gegen Honorar, Urhebervermerk und Beleg / Copyrightpermission required for reproduction, Photocredit: Roland Halbe]

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