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Sono stato di recente a Ground Zero, ho avuto quindi modo di ripercorrere quel tragico evento ed il ruolo che è stato attribuito all’architettura per rigenerare l’area urbana e commemorare le persone che vi hanno perso la vita.
Nel gennaio 2004 il disegno Reflecting Absence di Michael Arad e del paesaggista Peter Walker vince il concorso per la realizzazione del Memorial, 5.201 partecipanti provenienti da 63 nazioni. Due piscine con le più grandi cascate artificiali degli Stati Uniti si trovano in corrispondenza delle impronte delle Torri Gemelle. Ogni piscina misura 4.000 metri quadrati e riporta sul bordo i nominativi delle 3.000 vittime, hanno lo scopo di simboleggiare la perdita di vite umane e il vuoto fisico lasciato dagli attacchi terroristici. Il suono dell’acqua aiuta ad attenuare i rumori della città rendendo il sito un santuario contemplativo e 400 alberi coprono i 24.000 m² dell’area. La stazione della metropolitana è di Calatrava, il padiglione d’ingresso degli Snohetta il progetto del museo ipogeo è di Davis Brody Bond LLP. Luogo denso di emozioni, tocca corde profonde e conferma il contributo etico e morale che può derivare dall’architettura.

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