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Concorso di idee “Casa della Cultura” di San Giovanni Bianco (BG): C&H Engineering consultans srl e AE STUDIO Architecture&Engineering

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Il concorso di idee per progettazione nuova “Casa della Cultura” di San Giovanni Bianco (BG) ha visto la partecipazione dei due studi di architettura C&H Engineering consultans srl e AE STUDIO Architecture&Engineering.

Il concorso di idee aveva per oggetto la progettazione di un edificio atto ad ospitare i servizi culturali del Comune quali gli spazi museali da destinare alle opere del pittore Giuseppe Milesi e la nuova biblioteca civica. Cardine del progetto del team è stata  la volontà di fare della Casa della cultura l’“istituzione” per eccellenza della nuova agorà contemporanea, il cui principale elemento di cucitura urbana è rappresentato da un sistema di gradonate che, attraverso l’arte dei piccoli cambiamenti di quota, permette di restituire al fruitore il piacere di muoversi, mantenendo fisso lo sguardo sul fiume verso cui l’agorà si apre.

La dimora signorile diviene il luogo prediletto da destinare all’accoglimento delle opere del Milesi, in quanto luogo denso di relazioni col genius loci. Il progetto verte sulla ristrutturazione dell’immobile prevedendone il mantenimento degli apparati decorativi e dei suoi caratteri tipologici: l’architettura-contenitore diviene un tutt’uno con l’allestimento museale; i tre livelli dell’immobile rappresentano le tre stagioni artistiche del pittore, messe in relazione tra loro secondo un percorso di conoscenza. La scala antica, preservata nelle sue originali fattezze, è l’elemento di raccordo e di racconto del cammino di levitazione artistica che ha  portato  il Milesi ad approdare all’astrattismo puro, la più alta forma di spiritualità.

Le figure letteralmente ardono e si consumano come torce di colore in uno spazio claustrofobico attraversato da sciabolate di colore rovente: questo è l’effetto che l’allestimento vuole sortire, attraverso scatole in dissolvenza di ebano  che rivestono le superfici delle sale espositive del vecchio immobile, compresi pavimentazione e soffitto. In corrispondenza del secondo pianerottolo della scala storica, una passerella, cordone ombelicale tra il vecchio e il nuovo, si slancia verso la nuova struttura, saldando i due corpi volumetrici. Il cromatismo del Milesi che ha invaso e occupato le “superfici pittoriche” della dimora signorile, conquista adesso lo spazio della contemporaneità. Le proporzioni del nuovo corpo di fabbrica, concepito come scatola vetrata, posto in prossimità del terrapieno retrostante l’edificio storico esistente, nel punto più alto dell’agorà, si modellano sul modulo planimetrico dell’edificio esistente.

Esso si articola in un piano principale, a doppia altezza, adibito a biblioteca, con una parte soppalcata, destinata ad accogliere parte della mostra del Milesi, un’aula amministrativa, lo spazio per i servizi igienici ed un piano seminterrato per i servizi e il deposito. Tale spazio può essere fruito secondo due punti di vista: dal basso, con accesso dall’ingresso principale; dall’alto, accedendo dalla passerella. L’allestimento museale dello spazio soppalcato, mantenendo sempre lo stesso principio della verticalità della conoscenza, prevede la sospensione delle opere mediante dei cavi in acciaio, ricalcando quella perenne oscillazione dell’opera del Milesi tra sacralità e spiritualità.

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