presS/Tletter
 

Hommage e confrontage sulle Arti e Mestieri oggi a Cuneo, alla Granda … – di Eduardo Alamaro

dscf3775

Parigi, o cara! Cara e amara ci fu la torre Eiffel, fatale e fetosa dama di ferro ….

Infatti pare (e di certo appare) che esistano ancora le carte che cantano e che contano le alzate di mano a favore di quella decisione fatale; pare e appare che …. nei polverosi archivi ci siano ancora i verbali di quelle sedute tempestose, burrascose, ultimative ….

Pare, anzi è certo e certificabile che … son carte grondanti sangue, grida, insulti, contrapposizioni …; piene di parole e male parole verbalizzate …; di passioni di costruzioni e di costituzioni di parti …; piene di furore, d’impeti, di botte da orbi et urbi …; testimoni di lotte fratricide, qui il punto focoso e focale!, tra le due componenti storiche del Compagnonaggio francese, vera e propria aristocrazia operaia: i carpentieri e i tagliatori di pietre  e ….

… ed è chiaro come il sole che questi ultimi capirono subito che accettare di far parte dell’equipe di “quelli della torre di ferro” sarebbe stata per loro l’inizio della fine. Un frutto avvelenato, mal nato ma ben pagato …. e non solo per i tagliatori di pietre ad arte ma … ma per l’intero sistema del Compagnonaggio plurisecolare francese …., per tutta l’architettura, così come era stata fin ad allora da loro intesa. Intesi?

E così fu. Fu la fine del sogno concreto dei costruttori delle cattedrali, che pur aveva ripreso vigore e ragione nel clima romantico dell’800. Con autorità assolute, indiscusse, ancora fondanti. Che vanno da Pugin a John Ruskin a Morris; da Viollet-le-Duc a Mérimeèe; da Boito a D’Andrade in Itaia … a … ah, ah … che male ci fa … la torre Eiffel!!

Prevalsero invece i carpentieri del sodalizio …, prevalse “la struttura” portante e la smaterializzazione insita nella “dama di ferro”, … e così rovinò di nuovo il tempio di pietra di Gerusalemme, … quello di re Salomone (vedi immagine d’epoca, nda) che i costruttori medievali del Compagnonaggio avevano rimesso in piedi alla grande …

… aaa aggiornandolo attraverso le loro ardite cattedrali gotiche … (“sono i Compagnons che hanno fatto le cattedrali e non le cattedrali che hanno fatto il Compagnonaggio”, mi dice ancora, con orgoglio antico, Jean Paul Chapelle, de “La voix des compagnons”, (www.compagnons.org), nda)….

rr

… e ciò mettendo a punto e a puntino (senza strapuntino) un modo di pensare & fare progetto nell’oggetto, …; disegno & modello fuso insieme …; pensare insieme per non penare da solo, … in un intreccio didattico virtuoso del NOI del tutto originale, mirabile, insieme etico et estetico …; un modello formativo basato  su una formazione sul campo di battaglia, in cantiere, … forgiati e applicati alla disciplina costruttiva da vari maestri d’arte, con un inter lungo almeno cinque anni, in un “tour de France” ancor oggi praticato dai seguaci di questi fantastici artieri gallici, che mai si definirebbero solo artisti perché militano in un altro campionato, diverso e superiore d’artieri … (vedi all’uopo e all’uovo immagini dei capi d’opera, in mostra a Cuneo fino al 27 novembre, nda) …

E che ciò, all’origine, nel XII secolo fu un modello virtuoso di fare architettura esportato poi ovunque fu allora possibile, … fino alla Napoli delle grandi costruzioni degli angioini, ad esempio, pare (e forse dispari) ….

… passando via Cuneo, insospettabile via … perché (poco) si sa – ad esempio– che, morendo nel 1309 Carlo II di Napoli, tutti i Nobili del Regno della Napoli angioina si ritrovarono a Cuneo per giurare fedeltà al nuovo re Roberto … ; e, ancora, (poco) si sa che, sin dal 1306, la zecca del Regno di Napoli era stata fissata a Cuneo (da qui Coneo), città che con Alba, divenne perciò il principale centro dei domini dei provenzali angioini in Piemonte (Coneo capitale appunto dei domini angioini ai “Piedi del Monte”)…. altro che Totò del militare a Cuneo (di cui l’ex voto nella scorsa PresS/T, nda)…

… ma la via dei Compagnons qui in Italia fu sempre a seguito delle truppe di occupazione, … perché configgente col modello organizzativo italiano doc, patria delle corporazioni, corporazioni d’arti e mestieri e misteri, si sa….

02-panel-charpente-suspendue-hr-foto-renaux

… in questo caso trattasi de la corporazione degli edili, causa remotissima e forse non secondaria che potrebbe spiegare molte cose e molte case e molti casi contemporanei …; molte prassi e molte mail-affari e moti ribassi stratosferici di ieri … e di oggi … e di domani. Del sempre italico Total. E non ci son cinquestelloni di turno e di ri-torno che tengano, credo, temo. (Ma la speranza è l’ultima a morire, prima che si muoia, nda).

L’affermarsi invece in Francia, sin dal XII secolo, di un sodalizio operaio organizzato e deciso che assicurava regole, fondanti riti e miti operativi che facevano da collante, nonché formazione e certificazione di qualità ai suoi componenti “ammaestrati”, riuscì a contrastare alla radice il “particulare” tipico delle corporazioni e –quindi– a  “pesare” positivamente, come contraltare di qualità, del buon costruire, ..

… e ciò sia sul clero, articolato nelle sue varie componenti e gerarchie, che sull’autorità civile e quindi sul governo e forma delle città stesse. Che sogno!

Nel Compagnonnage francese era la qualità del fare-pensando che pagava e appagava. Era la maestria, il fatto ad arte che vinceva e convinceva e conviveva nella committenza. Era l’organizzazione del cantiere, la saldatura tra le ragioni del fare dei carpentieri e quelle dei tagliatori di pietra che premiava …

03-croibier-muscat-escalier-courbe-hr-foto-renaux

… cioè la convivenza e la convenienza che sta nello stretto legame tra scocca e telaio, tra anima e corpo del costruito, scheletro e corpo dell’edificio e … e le singole opere d’arte plastiche, scultoree, “decorative”, inscritte in questa buona pratica de Compagnonnage , in questo buon edificare …

insomma tutto il contrario dell’odierno morente design che riveste l’oggetto nato già consumato e usurato … (tanto è vero che l’ADI di Milano ha insignito di recente del “Compasso d’oro alla carriera” il radical Ugo La Pietra che per tutta una vita ha lavorato (bene o male si può discutere) in direzione artigianale antidesign: un vero paradosso senza dosso ….

Stop. Mi piacerebbe continuare ma gli spazi del blog costringono ad andare di PresS/T, alla svelta. Una buona notizia, però ho il tempo e lo spazio per scriverla: tutto quanto sopra non è consegnato al passato, non sta solo racchiuso in quelle carte d’archivio di cui all’inizio, che pur mi piacerebbe leggere e studiare e pubblicare: lo spirito e l’opera del Compagnonnage francese vive e opera oggi in mezzo a Noi, in molti modi.

07-bocca-gran-maestro-di-cultura-e-regime-hr

In particolar modo pare diffuso in Piemonte, terra di confine, di misteri e di esoterismi (le simbologie massoniche sparse nelle varie logge sono in gran parte derivate e adattate da quelle dei Compagnons francesi) … in particolare oggi a Cuneo, bellissima e ordinata città che in sé è una lezione di architettura per la sua forma urbana “a cuneo” (appunto), con al centro la “SpaccaCuneo” di via Roma- piazza Galimberti -corso Nizza …

… e proprio alla punta, nel pizzo di questo cuneo (che fu già Coneo) c’è una chiesa gotica formidabile, parte di un più ampio complesso dei musei civici, quello di san Francesco … e lì si potrà vedere e toccare con mano la vitalità di questa lezione d’architettura intrecciata con le arti applicate, tutta giocata tra Francia e Cuneo, … tra Chefs-d’oeuvre e caplavur, tra l’ hommage au Compagnonnage e il formaggio del Confrontage … con capi d’opera di artieri e/o aziende d’oggi, molto alto-locali del cuneese o della Granda-Piemonte.

C’è un bellissimo catalogo della mostra “Artieri fantastici, capolavori d’artedesign”, a cura di Enzo Biffi Gentili, che si può richiedere (con domanda in carta da bollo e da ballo, nda) alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo la quale, dopo il decisivo sostegno al restauro della chiesa ha voluto anche riconsacrarla all’oggi riempiendola di nuovi contenuti attraverso questa mostra, legata allo spirito del buon fare et operare della costruzione d’origine francescana.

Di questi temi si parlerà nei prossimi giorni in una iniziativa ad hoc dell’Ordine degli Architetti di Cuneo con la Fondazione CRC. Con relativo credito e garanzia dei Compagnons.

01-bordenave-labyrinthe-hr-foto-renaux

Che dire infine, in conclusione? Che forse bisognerebbe insistere, … bisognerebbe continuare … che se son rose fioriranno, che se è un buon seme attecchirà in Italia … a partire dalla periferica Cuneo che si farà così di nuovo ponte dalla Provenza verso il Sud, …; si farà di nuovo capitale del Piemonte, Coneo di nuove artefatti, … altrimenti questo Hommage e Confrontage italo-francese sarà stato solo un bel sogno di fine estate … un miraggio, l’apparizione di una cattedrale di “artieri fantastici” in un mezzo deserto d’idee. Coraggio artieri, diventate artioggi!!

Saluti, Eldorado

Leave A Response