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Il Museo del Weissenhof nella casa di Le Corbusier – di Alessandra Muntoni

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Visitare la Doppelhaus di Le Corbusier è ora possibile, perché è diventata il Museo di tutta la Werkbund-siedlung del 1927. In quella occasione l’attenzione dell’architettura moderna si era concentrata sul problema della casa e le tipologie proposte da Le Corbusier erano state quelle che avevano suscitato maggiori polemiche, perché teorizzavano e concretavano per la prima volta pubblicamente i cinque punti nel nuovo modo di costruire. Ormai inclusa dall’Unesco a far parte del patrimonio dell’umanità, insieme ad altre sue sedici opere, la casa bifamiliare di Le Corbusier non finisce di stupire per la chiarezza planimetrica, i particolari ingegnosi degli infissi, delle porte scorrevoli, dei letti a scomparsa, dei mancorrenti incurvati, nonché per gli inediti cromantismi che tinteggiano gli spazi interni svelando la sua vena pittorica e per le formidabili aperture panoramiche inquadrate dal tetto giardino.

“Il piano sinora consegnato da Mies van der Rohe per la Werkbund-siedlung dimostra un dilettantismo senza speranza: è praticamente inutilizzabile”, aveva scritto Paul Bonatz nel 1926. Stava allora ultimanto la Hauptbahnhof di Stoccarda, oggi al centro di una gigantesca ristrutturazione che coinvolge tutto il centro della città. Dal Weissenhof, collocato su una splendida collina dalla quale si domina la città, la s’intravede in lontananza. La imponente architettura di Bonatz – oggetto peraltro di una perversa amputazione – appare oggi in tutta la sua arcigna potenza, mentre il quartiere di Mies, Le Corbusier, Scharoun, Behrens, Gropius, Taut, Oud, Hilbersheimer, Stam… splende per il suo non ancora assimilato programma di un habitat costruito con tecniche strutturali d’avanguardia e per la geniale modellazione delle singole abitazioni.

Seppure la forza del Weissenhof era stata quella di rimanere abitato e di non diventare un museo dell’architettura – come giustamente aveva sostenuto Julius Posener –, l’operazione attuale restituisce alla Doppelhaus la sua funzione dimostrativa. Uno dei due appartamanti della casa bifamiliare è perciò stato restaurato così come pensato originariamente. L’altro ospita l’allestimento museale realizzato con pannelli di cristallo e cassetti bianchi apribili dai visitatori: pochi ma ben scelti documenti dell’Esposizione del 1927 e una serie di plastici delle singole casette lasciate galleggiare su esili montanti di metallo: una flottiglia di vascelli che hanno saputo andare molto lontano.

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