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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – NOVEMBRE 1966 – di Arcangelo Di Cesare

novembre-1966

Mi ero già occupato di questi architetti e, grazie alla presentazione, nel fascicolo di novembre 1966, di altre loro opere, torno a trattarli con molto interesse. Sono dei professionisti che non hanno avuto i giusti riconoscimenti se è vero che, ancora oggi, nello sconfinato mondo del web non riusciamo a trovare tracce dei loro lavori. E non è perché hanno costruito cose di poco valore, ma perché hanno scelto campi di applicazione ritenuti ingiustamente minori.

Gli architetti sono: Inge Pedersen e Luciano Rubino e “pragmatismo” è stata la loro parola d’ordine; quel pragmatismo che li ha guidati nella realizzazione di opere estremamente moderne con soluzioni costruttive poco costose e al tempo stesso molto eleganti.

Rubino raccontava negli anni ‘60: “Se oggi un qualsiasi abitante di un altro pianeta, giunga in visita in Italia e si rechi in una qualsiasi scuola di architettura, avrà certo modo di apprendere molto. Molto circa i problemi etici e morali, la misura nuova della città, le superiori finalità dell’architetto concepito come demiurgo e, in genere, circa tutto ciò che è sopra, sotto, accanto, dietro, prima o dopo, raramente “dentro” il lavoro vero e proprio”.

In queste università si formarono personalità con forti impostazioni teoretiche ma incapaci di realizzare un solo spazio in più, un solo oggetto nuovo o una nuova visione capace di migliorare e implementare concretamente la vita quotidiana. Inge e Luciano, al contrario, erano dei professionisti “capaci di sporcarsi le mani”, attingendo a un giusto sostegno teorico, con una solida chiarezza costruttiva e con un raffinato linguaggio. Parallelamente Rubino riuscì anche a svolgere un’attività di studioso narrando le vicende professionali di alcuni architetti che all’epoca, in Italia, erano illustri sconosciuti: si occupò della Francia di Chareau, della Finlandia di Aalto, dell’America di C.&R. Eames e della Danimarca di Jacobsen. Con le sue pubblicazioni contribuì alla crescita di generazioni di architetti.

Oggi purtroppo è scomparso dalle librerie, è sconosciuto alle nuove generazioni e risulta invisibile alla rete………..per avvistarlo dovete rovistare nei mercatini di Porta Portese.

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