presS/Tletter
 

Il nutrimento dell’architettura [58] – di Davide Vargas

Mi capita tra le mani un piccolo vecchio libro: Cento lettere di Gio Ponti. Leggo dalla prefazione di Joseph Rykwert che gli amici di Gio Ponti, tra cui lui stesso, erano fortunati. Ogni tanto trovavano nella cassetta della posta una busta con dentro un messaggio disegnato. Un’invenzione. Il libretto raccoglie le lettere dal 1949 al 1979. Una meraviglia. Il tratto è sottile. Veloce. Sicuro. Leggero. Le parole sgorgano dalle linee altrettanto sottili veloci sicure e leggere.

Qualche volta, linee e parole, o anche un groviglio o una nuvola di inchiostro, disegnano un volto. O un corpo. O un pezzo di casa. O un pesce. O un paesaggio. Raramente compare il colore. Tutto sul foglio si muove con gli equilibri del funambolo. Una specie di Philippe Petit sul filo tra le torri gemelle. È leggiadro. E non cade, si sa.

Mi viene in mente una delle sue opere che più mi affascina, la Concattedrale di Taranto scritta nell’aria con gli stessi tratti. E mi viene in mente anche una specie di generosità nei confronti dell’amicizia Ogni lettera è un dono ad personam, può arrivare a te e soltanto a te, vi scorre un sentimento e una conoscenza senza incertezze e non si aspetta nulla in cambio. Che vuoi di più? Ti arriva una cosa così e la giornata [la settimana, il mese] cambia colore.

Mentre scrivo mi arriva un sms. Non è il momento.

Leave A Response