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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – DICEMBRE 1966 – GENNAIO 1967 – di Arcangelo Di Cesare

Ogni nuovo anno stimola le memorie vicine e lontane. Nel gioco dei riferimenti il 2017 rievoca eventi fondamentali della storia architettonica.

Centocinquanta anni fa, nel 1867, nasceva Jose Maria Olbrich, il genio smagliante della Secessione viennese. Centoquaranta anni fa, nel 1877, Henry Hobson Richardson progettava la Sever Hall.

Nel 1887 Charles Annesley Voysey inaugurava il capitolo centrale della nuova edilizia domestica inglese e nascevano Le Corbusier e Erich Mendelsohn. Nel 1897 nell’ora del rilancio trionfale dell’Art-Noveau irrompe sulla scena la figura di Adolf Loos. Dieci anni dopo nel 1907, il Deutscher Werkbund impegna gli architetti nella leadership della produzione industriale.

Cento anni fa, nel 1917, nell’arco scuro della prima guerra mondiale, Theo Van Doesburg lancia la rivista “De Stijl” per offrire al mondo in sfacelo una nuova grammatica architettonica.

Il 1927 è l’anno dell’Esposizione di Stoccarda diretta da Ludwig Mies Van Der Rohe  e del concorso internazionale per la sede della Società delle Nazioni a Ginevra.

Ottanta anni fa, nel 1937, l’Esposizione Universale di Parigi rivela la personalità di Alvar Aalto e Wright costruisce gli uffici Johnson di Racine. Nel 1947 Lewis Munford denuncia la crisi del razionalismo  in una conferenza al M.O.M.A. di New York. Sessanta anni fa, nel 1957, Jorn Utzon si aggiudica il concorso per il teatro dell’opera di Sidney. Cinquanta anni fa nel 1967 Moshe Safdie realizza il suo Habitat a Montreal. E’ del 1977 la carta del Machu Picchu e la mostra sul “Brunelleschi anticlassico”. Nel 1987, trenta anni addietro, Reima Pietila costruisce la Biblioteca di Tampere e Leonardo Ricci, il palazzo di giustizia di Savona.

Pietre, movimenti e pensieri scandiscono le vicende di questo ultimo secolo e mezzo. Ma una ricorrenza emerge più delle altre nel 2017: è la morte per suicidio di Francesco Borromini avvenuta trecentocinquanta anni fa il 3 agosto 1667. Un tragico atto che sanzionò la fine di una rivoluzione  ipotecando l’intero corso successivo dell’architettura Italiana.

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