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Un progetto per la periferia: Il Parco della Salinella – di Antonio Mauro

Contesti urbani complessi e problematici, le periferie sono state sempre più spesso oggetto di pensieri e progetti che hanno tentato di mettere in atto trasformazioni e riqualificazioni di quelle che Renzo Piano ha definito «il futuro delle città».

Nel 2016 l’accetto sulla questione è stato messo dal MIBACT – Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane – e dal CNAPPC, la quali hanno indetto un Concorso di idee per la riqualificazione di dieci aree urbane periferiche del territorio italiano. Fra queste si trova il Parco della Salinella, un sito dalle forti connotazioni storiche e naturalistiche che si trova nella periferia urbana della città di Marsala.

Compreso fra l’area PEEP del Rione Sappusi e Punta d’Alga (l’unico porto fenicio-romano rimasto intatto in tutto il Mediterraneo), l’area della Salinella è stata affrontata dai due studi siciliani d’architettura AE STUDIO Architecture&Engineering dell’Arch. Antonio Mauro e C&H Engineering consultants srl dell’Arch. Mohammed Ghayath Hadi attraverso la strategia progettuale del rammendo.

Ricucire la periferia con il resto della città, nel caso specifico del Parco della Salinella, ha significato innescare relazioni osmotiche tra i due organismi e sfruttare la vocazione dell’area a divenire tessera centrale di un mosaico di interesse storico-archeologico e naturalistico-paesaggistico.

Innanzitutto, un imbarcadero dà la possibilità di introdurre un nuovo itinerario turistico dalla città di Marsala verso le Isole dello Stagnone, riprendendo ed esaltando l’unicità del porto di Punta d’Alga.

La planimetria del parco è ridisegnata da tre grandi spazi satellite, uno dei quali ospita un teatro sperimentale all’aperto, realizzabile con piccoli movimenti di terra e sedute fatte con blocchi di pietra. Elementi puntuali caratterizzano compositivamente e funzionalmente il parco; si tratta di strutture modulari adibite al birdwatching, pratica diffusa all’interno della Laguna dello Stagnone, data la presenza di numerosi volatili in via d’estinzione, rivestite in legno riciclato e caratterizzate da fitte lamelle in acciaio corten, non invasive, in grado di mimetizzarsi tra le specie del parco.

In modo parallelo, le specie arboree endemiche ed autoctone sono salvaguardate e implementate dalla vegetazione di progetto, che è stata distinta in ecozone e attraversata da percorsi ospitanti attività legate all’hebertismo.

Anche il vento e i suoni della natura divengono progetto: un’area tematica, posta lungo la fascia costiera, è destinata ad ospitare caratteristiche “macchine del vento”, mentre megafoni giganti, in grado di contenere diverse persone, capteranno, grazie alla loro conformazione, i suoni circostanti o amplificheranno all’esterno musiche producibili all’interno, magari da musicisti. I processi partecipativi ne determineranno il funzionamento, coinvolgendo gli abitanti stessi nell’autocostruzione attraverso cantieri leggeri.

Cuore pulsante del progetto è il riuso e la rifunzionalizzazione dell’unico immobile esistente nell’area, la Casa del Salinaro. Una serie continua di lamelle in corten ridisegnerà l’esterno dell’immobile dentro il quale potranno essere ospitati laboratori multifunzionali, fab-lab, aree di co-working e spazi dedicati ai giovani e alle associazioni che lavorano, comunicano e scambiano per mezzo di dialoghi infra-generazionali. Le case di riposo presenti in prossimità del sito rappresentano il capitale sociale su cui è necessario puntare e investire; il legante sarà rappresentato da un sistema di orti urbani.

Occhio privilegiato del parco è il nautiscopio, strumento di forma tronco piramidale, collocato nel “ventre materno” della collinetta della dea Iside, segno forte dell’impianto planimetrico preesistente.

Collegata al grande spazio centrale dello svago e del paesaggio ed in stretto contatto con il nuovo edificio Ouverture della Cantina Pellegrino, un’area accoglierà manifestazioni temporanee legate ai prodotti locali, per valorizzare il volto di Marsala quale città del vino, e postazioni dedicate al bike-sharing e al car-sharing.

Infine, una pista ciclo-pedonale salderà il parco alla periferia e alla città e un network connetterà le nuove centralità periferiche ai centri tradizionali del marsalese.

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