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Pian della Tortilla – di Marco Ermentini

“Questa è la storia di Danny, degli amici di Danny e della casa di Danny. È la storia di come queste tre cose  diventarono una sola. A Pian della Tortilla, parlare della casa di Danny non significa parlare d’una costruzione di legno incrostata di calce e stretta dai lacci d’un vecchio cespo rampicante di rosa castigliana. No,  quando uno parla della casa di Danny, parla di uomini che, costituiti in unità, largirono filantropia, e conobbero dolcezza, gioia e, infine, mistico dolore.”

Consiglio , in questi tempi di Trumpismo, di rileggere un capolavoro  dell’epoca della grande depressione: Pian della Tortilla di Steinbeck. I quattro protagonisti sono dei paisanos: un miscuglio di spagnolo, di indio, di messicano e di varie razze caucasiche, proprio l’essenza dello spirito americano. Proprio ciò che dimentica oggi lo smemorato Donald.

Il grande scrittore ci fa conoscere questa squadra di nobili cavalieri, una specie di banda di gaglioffi da cui la gente per bene prende le debite distanze. Le pagine scorrono e, osservando bene, si intuisce la bellezza che si nasconde anche nelle cose brutte, e persino nelle cose inutili e vuote. Insomma un vero esercizio di un arte purtroppo dimenticata e assolutamente inattuale: la cavalleria ovvero la generosità e la cortesia.

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