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presS/Tletter n.7 – 2017

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Modernità e tradizione

La modernità è la consapevolezza che, se la storia, cioè l’esperienza, ci può aiutare, tuttavia né ci può salvare né guidare. E che rispetto al passato c’è, se vogliamo progettare il futuro, inevitabilmente una cesura. Una tragica cesura con la quale dobbiamo confrontarci praticamente e poeticamente.
Credo che questa sia la traduzione concreta della bella definizione di Baudrillard, ripresa da Zevi, che dice che la modernità è ciò che fa della crisi (cioè della cesura tra passato e futuro) un valore.
È qui il discrimine con i tradizionalisti che invece fanno della continuità con il passato un valore.

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Alessandra Muntoni

 

Conflitto tra città e metropoli

Nel suo libro Urbanità e bellezza. Una crisi di civiltà, Solfanelli, Chieti 2016, Giancarlo Consonni. discute una questione che potrebbe sembrare inattuale, mentre invece sta al centro del progetto, della gestione e della stessa percezione dello spazio urbano. Definire la bellezza è difficilissimo. Basti pensare al dialogo tra filosofi e artisti raccolto nel volumetto Che cosa sia la bellezza non so, Leonardo, Milano 1991, dove essi s’interrogano tra loro (Lytard-Buren, Givone-Boetti, Zecchi-Paladino, Vattimo-Paolini, Müller-Vitiello-Kounellis, Vitiello-Tatafiore) sul significato della parola, senza venirne a capo.

Qualunque cosa significhi, nel caso dell’urbanistica ha ragione Consonni: il termine è ormai molto lontano dall’operare di urbanisti e architetti, e ancor più da coloro che amministrano o organizzano i propri affari nella città e nella metropoli contemporanea. Egli tenta allora una nuova definizione: la “bellezza d’assieme”, o bellezza civile, connessa a una condivisione del significato e dell’uso della città raccordata al suo territorio, e quindi sinonimo di una civiltà che esprima valori comuni. Contrapposta alla “bellezza del singolo edificio”, spesso per lui sinonimo di autocelebrazione e di ricerca privata, la “bellezza d’assieme” si ricollegherebbe a una tradizione alta: quella che dal Dante Alighieri del Convivio giunge fino a Carlo Cattaneo e a Ildefonso Cerdá.

Nella dismisura della metropoli contrapposta alla misura della città, sostiene Consonni, è ormai tramontato un sistema in equilibrio e la caduta della bellezza è ancor più evidente in ogni paesaggio antropizzato. Tanto più difficile, allora, appare l’introduzione nell’habitat di quell’auspicata “bellezza d’assieme”, visto che la crisi della civiltà ha sconnesso e separato i legami di una sostenibilità sociale.

Come esempio di questa dismisura, Consonni porta il caso della Piazza “Gae Aulenti” a Milano dove, anziché tessere con il contesto relazioni possibili, «ogni organismo edilizio è chiuso in una totale solitudine, incapace com’è di istituire un legame con gli altri edifici e con l’intorno, verso cui si proietta disperatamente in un’esibizione narcisistica». Un giudizio fin troppo severo, visto l’uso quotidiano che ne fanno gli abitanti, ma certo da tenere presente per chi volesse rilanciare un più ampio consenso nella condivisone di valori. Una sfida per l’urbanistica del futuro.

 

 

Masssimo Locci

Progettare al femminile

Ogni anno in occasione dell’otto marzo si moltiplicano le iniziative sul tema donna e architettura o sul ‘progettare al femminile’. Prescindendo dalla stucchevole disquisizione su come debbano essere chiamate le donne-architetto, che periodicamente riemerge, la domanda riguarda la specificità di approccio e i condizionamenti operativi, in quanto le differenze di genere non si limitano alla sola questione terminologica.

Tra le tante rivendicazioni e valutazioni, quelle realmente rilevanti, a mio parere, riguardano lo scarso riconoscimento di ruolo nel ciclo ideativo e  realizzativo dell’edilizia (sintomatico è il numero molto più limitato di figure di rilievo nel panorama architettonico internazionale) e, in un sistema produttivo del progetto concentrato in tempi ristretti e poco flessibile, le problematiche derivanti dall’essere libere professioniste, ma anche madri e mogli. Zaha Hadid, subito dopo aver ricevuto il Prizker, aveva sottolineato di come in passato non le piacesse essere additata come un architetto donna. “Sono un architetto, non solamente una donna architetto (…) vedo l’enorme bisogno di molte donne che questa rassicurazione”.

Tutte queste valutazioni, connesse con la questione di genere, mettono in secondo piano un’altra domanda: esiste una diversa sensibilità tecnica e poetica nell’operare nel campo architettonico in quanto donna?.

In assoluto differenze fondamentali non esistono, come in qualsiasi altra professione in cui conta l’inventiva, la preparazione, la responsabilizzazione e l’autorevolezza).

E’ evidente, però, che l’approccio e la sensibilità per alcune tematiche possa essere differente. La psicologa Vanna Francesca Bertoncelli si interroga sul sentire e l’agire femminile. “Dal pensiero analitico, logico, teso all’azione proprio del maschio a quello più complesso della femmina, emozionale, flessibile, empatico, bi-locato. Se il sesso ha un’origine biologica, embrionale, anatomica il genere è appreso dall’ambiente inteso come ambiente fisico, sociale e culturale. Quando è la diversità a fare la differenza si può parlare di “ricchezze distinte” che accrescono reciprocamente gli essere umani”.

Circa l’autorevolezza, in verità, bisogna considerare che nel XXI secolo l’architetto in genere è una figura in crisi, non gli viene più riconosciuto un ruolo di attore principale della trasformazione dell’ambiente costruito, semmai un ruolo da comprimario. Conta più la dimensione economica (commerciale) o meramente tecnica del processo attuativo, il ruolo politico e comunicativo dell’intervento rispetto alla consapevolezza etica e poetica nell’nterpretare i luoghi, preesistenti e riconfigurati.

In questa logica si svaluta il senso del progettare e del costruire con preparazione e rigore. Nella pratica è come se, prima ancora che come procedura terminologica, fosse stata elisa la particella prepositiva greca ‘arkhi’ (capo), che denotava l’autorità di chi opera nel settore delle costruzioni, e  rimanesse solo il termine ‘tékton’  che riguarda l’operatività tecnica. Questo disconoscimento di ruolo vale per tutti gli architetti,  nel caso delle donne-architetto è ancora più accentuato.

Inoltre è un’anomalia, ma è anche uno spreco intellettuale  e di investimenti, che poche si affermino ai medi e alti livelli. Tutto ciò a fronte di una forte presenza femminile ( di gran lunga più della metà) nelle facoltà di Architettura, nelle scuole di design e di paesaggistica, sia come studentesse (peraltro con ottimi risultati rispetto alla media dei laureati), sia come docenti.

“ Questo dato dimostra – scrive  Margherita Petranzan, in Architettura e condizione femminile (Enciclopedia del XXI Secolo Treccani, 2010)- che la professionalità femminile non è ancora completamente accettata dal sistema sociale e normativo (che porta al conferimento degli incarichi attraverso i concorsi), ma anche dalle stesse donne poiché molte di esse tendono a esercitare la professione all’interno di studi dove esiste già una figura maschile riconosciuta, dominante e contemporaneamente protettiva.” Ne sono un palmare esempio il rapporto di Charlotte Perriand con Le Corbusier e di Eileen Gray con Mies Van der Rohe.

Non sono molte, infatti, le donne riconosciute come protagoniste nella storia dell’architettura, del design e della paesaggistica, ma alcune sono di assoluto rilievo come dimostra la ricerca di  Luana Barbato, curatrice della mostra e del video Architettrici-Architettesse-Architette, prodotto per  ADA (Associazione Donne Architetto e ospitata alla Casa dell’Architettura di Roma.

Tra le italiane, otre a quelle citate Elena Luzzatto, Stefania Filo Speziale, Lina Bo Bardi, Anna Ferrieri Castelli, Cini Boeri, Franca Helg, Benedetta Tagliabue Antonella Mari, non si possono non menzionare: Carmen Andriani, Giuseppina Grasso Cannizzo, Alessandra Segantini, Susanna Ferrini, Maria Claudia Clemente, Guendalina Salimei, Studio EU. Tutte rappresentano una realtà qualificata nel panorama contemporaneo

[02] FLASH

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40 A cura di Luigi Prestinenza Puglisi e Monica A. G. Scanu 13 marzo 2017 | Acquario Romano | Roma Presentazione catalogo ore 16.00 Inaugurazione mostra ore 18.30 Lunedì 13 marzo 2017 inaugura presso l’Acquario Romano “Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40” a cura di Luigi Prestinenza Puglisi e Monica A. G. Scanu. …

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Interno 14: “Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo_Tappezzeria che genera spazialità”

Interno 14: “Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo_Tappezzeria che genera spazialità”

Il giorno 9 marzo 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo Tappezzeria che genera spazialità a cura di Sergio Bianchi La mostra fa parte del progetto “Tappezzeria” di Luigi Prestinenza Puglisi   In una serie di racconti interconnessi, con l’aiuto di Bruno Zevi, la mostra ripercorre un dialogo tra due grandi …

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[03] BLOG

Solo il tempo d'una DIA-caffè... - di Eduardo Alamaro

Solo il tempo d’una DIA-caffè… – di Eduardo Alamaro

AAA … a sssproposito di pensioni e tensioni, vizi e vitalizi, emolumenti e monumenti, … leggi e privi-leggi, agli & travagli d’architettura …, leggo nell’ultima ‘e PresS/T dell’astronauta Christian che … … AAA andrebbe abolito quel delizioso privilegio AAAancora in voga, specie nei piccoli paesi del cordiale Sud, per cui, quando arriva l’AAAarchitetto a casa, c’è sempre il cliente premuroso …

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Renzi al cantiere edilizio (5 differenze con l'architetto) - di Christian De Iuliis

Renzi al cantiere edilizio (5 differenze con l’architetto) – di Christian De Iuliis

L’ex premier ed ex segretario del partito democratico, Matteo Renzi, lunedi scorso, ha visitato il cantiere edile del nuovo plesso scolastico di Cernusco sul Naviglio periferia est di Milano. Renzi è andato al cantiere di Cernusco a prendersi un po’ di onori, perché la costruzione è stata possibile grazie alla decisione del suo governo di permettere ai Comuni di chiedere …

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Italia: il paese degli architetti...senza lavoro - di Carlo Giibino

Italia: il paese degli architetti …senza lavoro – di Carlo Giibino

L’Italia rimane il maggior produttore di Architetti in Europa. E forse anche il maggior esportatore. A parte la Germania, l’altro paese in Europa dove si viaggia oltre i 100.000 operatori, in Francia, Spagna e Regno Unito gli architetti sono circa 30.000, con incrementi annui di circa 800/1000 unità. Una differenza consistente. Se si guarda al contesto europeo l’Italia è il …

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Il nutrimento dell’architettura [63] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [63] – di Davide Vargas

Prendo dalla mia libreria il bellissimo libro di Bruno Zevi: Erich Mendelsohn Opera Completa, Etas Kompass del 1970. Perché arrivi a questo volume è tutta un’altra storia legata a una specie di rievocazione dei miei viaggi giovanili sugli itinerari degli architetti che più mi colpivano. Nel 1982 sono andato a visitare le sue cose e in particolare il Cinema …

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Pensatori e pseudo-pensatori - di Oliviero Godi

Pensatori e pseudo-pensatori – di Oliviero Godi

Una pensatrice, o un pensatore, i grandi pensatori, speculano. Non come la “speculazione edilizia” di Calvino, no. Speculare, dal latino Speculari-osservare ma anche specchiarsi- significa guardare e farsi (come allo specchio) delle domande. Significa anche guardare lontano, in qualche maniera cercare di capire il futuro. Va da sé che è una attività complessa, il guardar lontano e il guardarsi contemporaneamente …

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Organic Huose - Casa Organica - di Diego Lama

Organic Huose – Casa Organica – di Diego Lama

Organic Huose – Casa Organic Tratta da Amazing Houses di Diego Lama Clean Edizioni

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Attenzione Attenzione - di Marco Ermentini

Attenzione Attenzione – di Marco Ermentini

ATTENZIONE  ATTENZIONE è vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro è vietato il lavoro ai non addetti all’ingresso è ingrassato l’addetto ai non vietati al lavoro è levato il gessetto ai non addetti all’ingrosso è ingrossato il divieto ai non lavati di fosso è addetto all’ingresso il non vietato al lavoro è avvallato il lavoro all’ingresso del foro è levato …

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Stefano Boeri
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A Napoli la prima mostra di IN practice_Lo stato dell'Architettura di qualità in Europa

A Napoli la prima mostra di IN practice_Lo stato dell’Architettura di qualità in Europa

A Napoli la prima mostra di IN practice_Lo stato dell’Architettura di qualità in Europa 24 Febbraio 2017 | Napoli Il giorno 24 febbraio 2017 si è svolta a Napoli la prima tappa della mostra itinerante di IN practice, un progetto di ricerca che individua, seleziona e mette a confronto il lavoro dei migliori Studi europei di architettura che operano al …

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PresS/Tletter n.6 – 2017

EDITORIALI FLASH BLOG  EDITORIALI LPP I capponi di Renzo Noi architetti ci scanniamo sulla bellezza dei progetti e alla fine contribuiamo a bloccarli: qualsiasi edificio venga proposto subito si solleva un coro di proteste. Troppo alto, troppo bucato, troppo basso, troppo reazionario, troppo avveniristico. Il punto non è se gli edifici siano belli o brutti. Il nuovo Louvre è straordinariamente funzionante anche …

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In redazione: LPP,  Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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