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presS/Tletter n.8 – 2017

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Doppio vincolo

Il doppio vincolo è la forma più inattaccabile di esposizione di un concetto in una discussione, perchè, qualsiasi risposta dia l’interlocutore, questa risulta inadeguata.

Esempio di doppio vincolo:

“I prestinenziani non esistono perchè se vuoi essere prestinenziano devi criticare Prestinenza, ma se critichi Prestinenza non puoi essere prestinenziano. Quindi, se ti senti prestinenziano, non lo sei affatto”.

A questo punto l’interlocutore può rispondere:
“Ma io non voglio essere certo cretino come un Prestinenza”.

La risposta che chiude il doppio vincolo è:
“E allora sei un prestinenziano”.

Dimenticavo: oltre a essere usatissimo nelle relazioni schizofreniche (vedi gli studi di Bateson), il doppio vincolo è molto amato dai filosofi ( per esempio da Hegel quando dice che se pensi che la verità non esiste, stai comunque credendo a una verità).

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Alessandra Muntoni

 

Architettura dell’esclusione

Apprendo con raccapriccio che si è aperto un nuovo campo di applicazione per l’architettura: progettare muri tra le nazioni, in modo da impedire ingressi indesiderati e indirizzare i disperati, in cerca di rifugio, sicurezza e lavoro, a intraprendere ben più pericolose traversate nel mare e nei deserti ove spesso trovano la morte. Un caso particolare riguarda la frontiera tra il Marocco e la Spagna, al di là di Gibilterra ‒ in terra africana tra Melilla e Ceuta ‒ dove è stato innalzato un sistema di barriere d’acciaio, irte di lame taglienti, tuttavia scavalcate quotidianamente e a proprio rischio da chi è deciso a emigrare. Se n’è occupata Lucia Gutiérrez, esponente del movimento “porCausa”, che sta studiando la questione, elencando tutti i modi con i quali l’architettura sta diventando odioso strumento di controllo delle vie di fuga da condizioni di vita insostenibile.

Di muri, limes, steccati e recinti ‒ ideologici o reali ‒ ne abbiamo visti fin troppi. Il recinto, lo sappiamo, è stato da sempre scelto a difesa di uno spazio che si ritiene di proprio dominio, anche se spesso, più che difesa, diventa minaccia verso un mondo esterno giudicato ostile, al quale opporsi esibendo una forza spesso inesistente. Il recinto è la base della “capanna originaria” che tanto ha impressionato Gottfried Semper all’Esposizione Universale di Londra del 1851. L’architettura militare è una disciplina di grande rilievo, studiata da molti storici dell’architettura. Tutte le nostre città sono state per secoli circondate di mura, in gran parte demolite nell’Ottocento; noi romani abbiamo addirittura la percezione delle Mura Aureliane come misura della nostra città. La grande muraglia ha opposto l’impero cinese al deserto mongolo, ma è diventato monumento percorso oggi da milioni di turisti.

Le barriere trasparenti di tralicci, come quelle di Ceuta e Melilla, hanno invece una ferocia apparentemente irrilevante, ma ben più tragica. Esse espongono senza nessuna metafora il loro scopo intimidatorio e pare funzionino abbastanza bene. Parlano con linguaggio tagliente e diretto dell’attuale tramonto della civiltà contro il quale opporsi è difficilissimo ma obbligatorio e urgente.

Masssimo Locci

Ricordo di Giorgio Muratore

Conoscevo Giorgio Muratore da almeno 40 anni, lo intervistai per un suo scritto sulle “Strutture Primarie”, una originale lettura di visual e di enviromental design, temi tra arte e architettura, di cui anch’io mi occupavo, e di cui si è quasi persa memoria.

L’ho seguito nelle sue tante e importanti iniziative, nelle non secondarie collaborazioni con Eugenio Battisti (per le prime ricerche strutturate sull’Archeologia Industriale), con  Tomàs Maldonado a “Casabella”, con Paolo Marconi e altri per “La Città come forma simbolica”, con Paolo Portoghesi a “Controspazio”, con Giorgio Ciucci per la “Storia dell’architettura italiana: Il primo novecento” e con Maristella Casciato per gli “Annali dell’Architettura Italiana Contemporanea”. Giorgio Muratore ha curato mostre e pubblicato numerosi saggi sulla storia dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee, riscoprendo e rivalutando molti autori ingiustamente lateralizzati, studiando temi originali e meno battuti dalla ricerca storico-critica. Soprattutto è stato un docente appassionato, generoso ed amatissimo dagli studenti (di “Storia delle Arti Industriali” e più recentemente di “Storia dell’Architettura Contemporanea”) e figura di assoluto rilievo della cultura architettonica contemporanea: uomo di denuncia di molti ‘misfatti’ urbanistici e scempi architettonico-paesaggistici, animatore di tante azioni civili di  Italia Nostra e di tutela/valorizzazione del contemporaneo con DO.CO.MO.MO.

Non era stato un ‘barricadero’ all’università, ma era sempre in prima linea per segnalare operazioni edilizie poco trasparenti e manomissioni sul patrimonio edilizio.

Pur nelle divergenze, l’ho sempre stimato. Insieme, agli inizi degli anni ’80, abbiamo lavorato per una mostra sull’Architettura Sovietica, poi a lungo con Bruno Zevi per tre volumi su “Comunicare l’architettura” e per varie pubblicazioni e mostre. Tra le altre sul Foro Italico, su Terragni a Roma e su Franco Palpacelli. Ne ho sempre apprezzato la sua grande passione etica, la conoscenza dell’architettura contemporanea e la disponibilità al confronto in tutte le sedi, la propensione per una comunicazione non noiosa e mai con un carattere apodittico; un ragionamento sempre approfondito ma stimolante e divulgativo. Per alcuni aspetti caratteriali, per la schiettezza e l’intransigenza, mi ricordava, paradossalmente, proprio Bruno Zevi: entrambi erano arguti polemisti e critici dalla lingua tagliente.

Infine non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi presentato, agli inizi degli anni ’80, Emilio Puglielli, con cui ho condiviso 30 anni di esperienze lavorative, di ricerche e concorsi. Un architetto raffinato, colto e, come lui, caustico nei giudizi e dalla sottile ironia.

Con Giorgio Muratore ho condiviso molte battaglie in difesa di opere importanti dell’architettura contemporanea a Roma, da Corviale all’Ala Cosenza della GNAM, dalla Casa della Scherma ai mercati di quartiere, dalle torri di Ligini all’EUR al Velodromo. Non tutte sono state iniziative coronate da successo e lui stesso ne aveva piena consapevolezza. Rispetto al Foro Italico e alle architetture di Moretti  affermava: “Sono quarant’anni che se ne parla senza esiti concreti, il che significa che abbiamo sbagliato qualcosa”. Una vittoria, però, fu straordinaria: la tutela integrale (architettura e macchinari)  della Centrale Montemartini, che anche grazie a lui è ora uno degli spazi museali più affascinanti della Capitale.

In tema di restauro del moderno e di riuso delle aree dismesse era sempre in prima linea, con una visione lungimirante. “A Londra – ha di recente affermato – hanno riconvertito il patrimonio industriale, ad esempio con la Tate Modern, i tedeschi lo hanno fanno in una regione intera, la Ruhr. Qui a Roma invece non si riesce nemmeno a recuperare lo spazio del porto fluviale. Anzi si assiste alla trasformazione del Consorzio Agrario in un condominio vergognoso. E per il Gazometro bisognerebbe riprendere l’idea del Museo della Scienza, un progetto che sarebbe anche il simbolo del recupero di tutta l’area”.

Contemporaneamente, però, non ho mai compreso il suo atteggiamento nichilista e disfattista, le forme di autoesclusione dai circuiti che contano (in verità solo apparente), i suoi giudizi tranchant e che non ammettevano repliche, talvolta perfino poco approfonditi e al limite del gossip su molte opere e autori contemporanei. Soprattutto non ho mai apprezzato le valutazioni generiche di altri che ospitava nel suo blog Archiwatch, inutilmente conservatrici e qualunquiste, con attacchi nei confronti di chiunque provasse a proporre una qualsiasi procedura di trasformazione urbana o di innovazione architettonica; voci tra l’altro spesso anonime o sotto pseudonimo.

[02] FLASH

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40

Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40 A cura di Luigi Prestinenza Puglisi e Monica A. G. Scanu 13 marzo 2017 | Acquario Romano | Roma Presentazione catalogo ore 16.00 Inaugurazione mostra ore 18.30 Lunedì 13 marzo 2017 inaugura presso l’Acquario Romano “Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40” a cura di Luigi Prestinenza Puglisi e Monica A. G. Scanu. …

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Interno 14: “Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo_Tappezzeria che genera spazialità”

Interno 14: “Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo_Tappezzeria che genera spazialità”

Il giorno 9 marzo 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta Sullivan e Pellegrin: un dialogo attraverso spazio e tempo Tappezzeria che genera spazialità a cura di Sergio Bianchi La mostra fa parte del progetto “Tappezzeria” di Luigi Prestinenza Puglisi   In una serie di racconti interconnessi, con l’aiuto di Bruno Zevi, la mostra ripercorre un dialogo tra due grandi …

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[03] BLOG

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10 cose che un architetto non può fare - di Christian De Iuliis

10 cose che un architetto non può fare – di Christian De Iuliis

Molti credono che diventare architetti apra le porte ad infinite possibilità, il che probabilmente è quasi vero, infatti in Italia gli architetti fanno molte cose nel campo della letteratura, cinema, musica, spettacolo eccetera. Ma questa sensazione di onnipotenza è solo un illusione: è altrettanto chiaro, infatti, che il divenire architetto, ovvero la sola acquisizione del titolo di studio, impedisce tecnicamente …

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Navigare a Pompei - di Eduardo Alamaro

Navigare a Pompei – di Eduardo Alamaro

Stasera non ho molta voglia di scrivere. Sono molto addolorato per la morte di Giorgio Muratore dell’Archiwatch, blog al quale ho molto partecipato negli anni scorsi. Nel tempo utilmente passato tra architettura e arti decorative. Una prece al Muratore e un incoraggiamento agli orfani muratorini, tutti noi. Sintetizzo quindi il mio “Piatto del giorno” con un telegramma, una pillola, ‘na …

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Strategie di sviluppo - di Carlo Gibiino

Strategie di sviluppo – di Carlo Gibiino

Nonostante l’ottimismo iniziale, anche il 2016, per il mondo immobiliare, è stato un anno di luci ed ombre.  Per il settore edilizio, in particolare, non si potrà ancora parlare di ripresa: a dirlo è l’Ance che ha presentato il suo ultimo Osservatorio Congiunturale. Le prospettive non migliorano anche per il 2017: l’Ance prevede una ulteriore diminuzione dei livelli produttivi (-1,2%), …

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Una breve riflessione sulla vittoria della fotografia sulla pittura - di Oliviero Godi

Una breve riflessione sulla vittoria della fotografia sulla pittura – di Oliviero Godi

A gennaio ero a Francoforte per lavoro e ho visitato una mostra di fotografie giapponesi del periodo 1868-1912 (Museum Angewandte Kunst – Yokohama 1868–1912: When Pictures Learned to Shine). Le fotografie sono esposte fianco a fianco a delle stampe, dello stesso periodo, fatte con blocchetti di legno inchiostrati (woodblocks) e quindi c’è la possibilità di paragonare immediatamente due modi così …

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Il nutrimento dell’architettura [64] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [64] – di Davide Vargas

Beniamino Servino è mio amico. Anzi fratello minore, come scrive chiamandomi maggiore nella dedica del suo ultimo libro Vacua Forma con Verbus Editrice. Me lo regala in una mattinata dove, come ci capita ogni tanto, parliamo e ci confrontiamo. Perciò sono nelle condizioni migliori per scriverne. Posso dire quello che voglio. Beniamino disegna, e si sa. Anzi io credo che …

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170306_ Pritzker 2017 l’evidenza di una crisi - di Felice Gualtieri

170306_ Pritzker 2017 l’evidenza di una crisi – di Felice Gualtieri

Negli ultimi giorni, molte sono state le opinioni e i punti di vista (anche diversi) sulla recente assegnazione del Pritzker allo studio spagnolo degli RCR. Da un lato, per chi ne conosce il lavoro,  il dato non segna un capovolgimento radicale nelle questioni primarie del fare architettura, ma dall’altro sancisce, con sempre maggiore consapevolezza, un cambio di rotta da parte …

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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – FEBBRAIO 1967 - di Arcangelo Di Cesare

#PRESSTLETTER CRONACHE E STORIA – FEBBRAIO 1967 – di Arcangelo Di Cesare

Nel fascicolo di febbraio è ricordata la morte di Andrè Bloc; fu pittore, ingegnere, scultore e architetto ma fu soprattutto un creatore unico e versatile intorno a cui si cristallizzò il dibattito estetico del dopoguerra francese. In lui hanno convissuto quatto personalità: -quella dell’”artista versatile” aperto verso l’integrazione delle varie discipline e impegnato per una rinnovata sintesi delle arti figurative. …

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Muri per difendere i "Borghi" - di Marco Ermentini

Muri per difendere i “Borghi” – di Marco Ermentini

Un possente cancello in ferro e un alto muro dipinto di giallo, saranno tre metri, racchiudono il nuovo quartiere Borgo San Martino. Sicurezza, sicurezza, sicurezza, chiedono i clienti e la risposta degli immobiliaristi non tarda ad arrivare: muri, cancelli, vigilanza 24 h, telecamere, pass, blindatura… Anche a Treviso ha attecchito la malattia esantematica che viene dagli USA. Tutti i giorni …

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Extrovert House - Casa Estroversa - di Diego Lama

Extrovert House – Casa Estroversa – di Diego Lama

Extrovert House – Casa Estroversa Tratta da Amazing Houses di Diego Lama. Clean Edizioni

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Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica A cura di Roberta Melasecca e ignorarte.com Happening dal 22 al 31 marzo 2017 dalle ore 18.30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma Il giorno 22 marzo 2017 alle ore 18.30, negli spazi di Interno 14, prende il via il secondo …

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Facciate sempre più verdi
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Addò sta la ripresa
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presS/Tletter n.7 – 2017

EDITORIALI FLASH BLOG  EDITORIALI LPP Modernità e tradizione La modernità è la consapevolezza che, se la storia, cioè l’esperienza, ci può aiutare, tuttavia né ci può salvare né guidare. E che rispetto al passato c’è, se vogliamo progettare il futuro, inevitabilmente una cesura. Una tragica cesura con la quale dobbiamo confrontarci praticamente e poeticamente. Credo che questa sia la traduzione concreta della …

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In redazione: LPP,  Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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