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Renzi al cantiere edilizio (5 differenze con l’architetto) – di Christian De Iuliis

L’ex premier ed ex segretario del partito democratico, Matteo Renzi, lunedi scorso, ha visitato il cantiere edile del nuovo plesso scolastico di Cernusco sul Naviglio periferia est di Milano. Renzi è andato al cantiere di Cernusco a prendersi un po’ di onori, perché la costruzione è stata possibile grazie alla decisione del suo governo di permettere ai Comuni di chiedere la possibilità di dare vita a nuovi progetti di edilizia scolastica, un tempo bloccati a causa del patto di stabilità. Un po’ come se a Pertini avessero dato il pallone d’oro nel 1982 perché era il presidente in tribuna durante la finale dei mondiali di calcio in Spagna.

E’ bello sapere che anche personaggi molto noti, ogni tanto, visitano i cantieri edilizi e trascorrono allegramente qualche ora tra i calcinacci e gli operai. Compito che in genere spetta all’architetto che dirige i lavori con esiti non precisamente analoghi.

Ecco le cinque principali differenze tra la visita, occasionale, al cantiere di Renzi e quella, consueta, dell’architetto direttore dei lavori.

– L’arrivo

– Renzi ha dichiarato di essere arrivato al cantiere in gran segreto. Ma deve esserci stata qualche fuga di notizie perché ad attenderlo c’erano decine di fotografi e diversi cameraman per i telegiornali. Inoltre una piccola folla lo attendeva davanti al cancello di ingresso, alcuni lo hanno contestato altri lo hanno applaudito. Lui, impeccabile, cappotto nero e camicia bianca, ha benedetto la folla.

– L’Architetto arriva sul cantiere tra l’indifferenza totale, spesso trova il cancello sbarrato e deve fare un giro di telefonate per farsi aprire, ha il pantalone già sporco da precedenti sopralluoghi, la macchina fotografica deve sempre portarla lui per documentare l’andamento dei lavori; per scaramanzia si fa benedire prima.

– Il Sindaco

– Renzi è giunto sul cantiere accompagnato dal sindaco di Cernusco, Eugenio Comincini, suo caro amico, per il quale ha speso ottime parole, ovviamente ricambiate e al quale aveva promesso questa visita qualche giorno fa. Il Sindaco, da parte sua, è parso entusiasta dell’arrivo del suo prestigioso ospite che ha sempre sostenuto pubblicamente.

– L’Architetto per farsi ricevere dal Sindaco in genere sostiene sale d’attesa che variano dalle 2 alle 5 ore, quando ce la fa, con grande pazienza gli spiega il progetto ma questi ha sempre delle idee avveniristiche per le quali non ci sono soldi, nonostante il buco atavico di bilancio, però, c’è sempre un amico caro del primo cittadino da sistemare alla “sicurezza”. Durante il corso dei lavori qualsiasi incontro tra l’architetto e il Sindaco è assolutamente sconsigliato per non favorire l’insorgenza di varianti impossibili. In genere il Sindaco parla per tutto il tempo malissimo dell’architetto e a lavori conclusi decide di pagare chiunque e solo alla fine, se restano i soldi, l’architetto.

– La sicurezza

– Renzi ha trovato il cantiere perfettamente recintato con battipiedi in abbondanza sui ponteggi, bagni chimici a cinque stelle, calzature di protezione Tod’s e divise cucite a mano da Brunello Cucinelli. Ha camminato sulle passerelle come sugli Champs Elyseè, avvolto in un gradevolissimo profumo Fragranza 24 di Hermes. Se si fosse fermato alla mensa del cantiere avrebbe pranzato con un catering proveniente dal ristorante Cracco di via V. Hugo di Milano.

– L’Architetto appena arriva al cantiere, già nel parcheggio, rischia di precipitare giù in uno scavo lasciato aperto e senza segnaletica perché l’addetto è dovuto correre nel bagno che è di solito composto da una casupola di vecchie tavole da ponte dove al centro viene scavato un buco profondo quanto basta. Durante la sua visita l’architetto rintraccia decine di mancanze che dovrebbe sorvegliare quello della “sicurezza” amico del Sindaco che però è stato già pagato quindi non viene mai. Esce dal cantiere terrorizzato dall’arrivo improvviso dell’ispettorato del  lavoro, lercio come un topo di fogna.

– Gli operai

– Renzi, secondo le cronache, si è intrattenuto cordialmente con gli operai della ditta esecutrice e con i capi mastri che gli hanno anche regalato un caschetto bianco, alcuni si sono fatti firmare il proprio dall’ex premier chiedendogli consigli sull’armatura di un solaio. Uno gli ha persino chiesto di battezzargli il figlio, prossimo nascituro.

– L’Architetto visita il cantiere tra truppe di operai che cercano nascondigli per non essere costretti a dare spiegazioni. Infine raggiunge il capo mastro con il quale litiga pesantemente quando scopre che sta, come al solito, contravvenendo alle sue indicazioni perché “è meglio fare in quest’altro modo”. Il caschetto deve portarselo da casa perché purtroppo quelli sul cantiere sono contati.

– I carabinieri

– Renzi è stato prima atteso, quindi scortato da due pattuglie dei carabinieri che ha più volte ringraziato per il servizio svolto e ai quali ha voluto stringere la mano complimentandosi per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo nella zona.

– L’Architetto, anche lui, talvolta, viene atteso (e qui si ravvisa l’unica vera analogia) da una pattuglia dei carabinieri, in generale dal maresciallo che ha il compito di fare un sopralluogo al cantiere in quanto sono state segnalate (in genere da qualche vicino) delle inadempienze e/o abusi edilizi. Oppure, in alternativa, che gli comunica di essere già oggetto di indagini per qualche tipologia di reato. Non è raro che l’architetto venga al termine delle operazioni, anch’egli scortato, però in caserma, per deporre interrogatorio.

 

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