presS/Tletter
 

Solo il tempo d’una DIA-caffè… – di Eduardo Alamaro

AAA … a sssproposito di pensioni e tensioni, vizi e vitalizi, emolumenti e monumenti, … leggi e privi-leggi, agli & travagli d’architettura …, leggo nell’ultima ‘e PresS/T dell’astronauta Christian che …

… AAA andrebbe abolito quel delizioso privilegio AAAancora in voga, specie nei piccoli paesi del cordiale Sud, per cui, quando arriva l’AAAarchitetto a casa, c’è sempre il cliente premuroso che, di sua iniziativa, mette su AAAa fare il caffè. E glielo offre, all’AAArchitetto “di famiglia”, fumante in tazza: comme cazzo coce, il conto (da abolire anche questo, nda)!

Simpatica gag spaziale, sor rido e ricordo all’uopo e all’uovo mio che …

… che EEE esattamente sette (dico 7) anni fa, il 13 febbraio 2010, il frizzante (col botto) bloggo “Archiwatch” ospitò il mio post-celere: DIA … c’è … la DIA c’è overamente solo solo il tempo di un caffè on line … vedere spot allegato per credere … e cedere alla verità in bel fior … la primavera di Rosetta è vicina … l’Eldorado del Comune di Napoli sta per arrivare: abbiate fede e avrete tutto. Soddis-fatti o rimborsati!

Seguiva un PS: Questo messaggio contiene i seguenti allegati:* dia on line.nrg (37224604 byte). Per scaricarli fare click sul link seguente: http://jumbomail.libero.it/r?blablabla … (Ti ricordiamo però che questo link sarà valido fino al 19.02.2010 alle 18:02).

Ragion per cui oggi non l’ho potuto rivedere in rete, è passato troppo tempo ma, .. ma ricordo la vicenda della DIA-caffè dell’ assessoreato all’edilizia partenopeo …; era un simpatico spot che costò al Comune di Napoli pochi soldi e che in 30 secondi pubblicizzava ai napoletani la velocizzazione della procedura della DIA (Denuncia Inizio Attività) con la quale tutti gli incartamenti di rito, grafici compresi e incomprensibili sopra tutto, dovevano essere inoltrati dal professionista ai vari uffici competenti in modo informatico.

Lo sketch, veloce alla Dario Fo prima maniera, faceva più o meno così: Toc, toc, bussa l’archidetto a casa del cliente …; la signora deve fare lavori edilizi vari … e quello le dice che necessita la DIA, parola spaventosa in sé, mamma d’‘o Carmine! Dia-disperazione della signora: “Quanto tiempo ce vò?”, domanda … e l’architetto:  “Calma, signora, non si preoccupi, state in mano all’AAAarte …”.

Si siede al tavolino del salottino, apre il suo computerino e dice: “Signora, nel frattempo posso avere un bel caffè?” … e quella, la gentile signora: “Certo, ‘e ssubbito, archithé!!” e  va … e po’ ritorna con la guantierina con la tazza fumante di caffè napulitano: “Quanto zucchero?”, domanda … e quello, l’architetto: “due, grazie”, … gira lentamente, sorbisce il buon caffè e le dice sorridente: “Tutto fatto, Signora: la sua Dia già c’è, occorreva solo il tempo d’un buon caffè!!!”

Titoli di coda, FINE … e tutti vissero felici e Diacontenti….

L’iniziativa ebbe molto successo tra i vari ordini professionali interstressati, ci fu solo qualche prevedibile resistenza dei “comunali” cartacei (per ovvi motivi) …; fu presentata e laudata anche all’Ordine nazionale degli architetti a Roma, dalla parti di piazza Navona, …; io stesso, che mi occupavo della “cosa” nello straff aedelitioso, sopratutto della sua veicolazione mediatica, ebbi i personali complimenti dal ministro Brunetta (che meraviglia, bei tempi!) …. ma … ma lo spot, per molti nostri amici locali archidetti, non andava bene: era simpatico, ben fatto, veloce, accattivante tante, ma … ma il messaggio che veicolava era sbagliato, secondo loro (e l’oro).

Dicevano: si, va bene lo snellimento delle procedure, la velocizzazione della trasmissione informatica, … tutto bene, tutto OK, ma … ma il cliente non deve sapere …; un po’ di discrezione, di privacy, che diamine!  … la fatica burocratica è fatica e il cliente è meglio lasciarlo nell’idea che … la cosa è dia-difficile, complicata, misteriosa che …

… che poi, anzi, sotto sotto, sottovoce e sottobanco, che ci vuole sempre qualche maniglia da oliare e che … che, in sostanza & buona costanza paesana, per fare una buona Dia, quella coi baffi di cartamoneta, non ci vuole certo solo “il tempo di un caffè”. “No”, sostenevano, “quello slogan, quello spot era da eliminare, danneggiava la categoria!”

“La Dia-caffè è una cosa delicata”, argomentavano: bisognava saperla ben coltivare la Dia-piantina, … bisogna coltivarla lì, nelle piantagioni della burocrazia, tra mille pericoli e mille tagliatori di teste e tasti guasti …; poi bisogna selezionare la pianta amministrativa giusta, chicco per chicca, carta per carta, tutta faticata e ben timbrata, …; indi tostare il chicco e la chicca al punto gusto, a mano, molto a-mano, …; era poi necessaria la macchinetta adatta … sembra facile fare una dia- caffè ma … ma non è facile!

AAAh… mi raccomando ‘a machinetta … la caffettiera, … quella è decisiva!, meglio scegliere la classica napoletana doc di Eduardo al balcone, quella col coppetiello, … quella machinetta che bisogna saper ben stringere e che … che poi va capovolta a 69, sei/nove, all’antica collaudata manera … a fuoco lento, molto lento, lentissimo …, goccia, goccia appassionatamente … non certo quella sveltina nordista coi baffi della moka Bialetti.

Fatto ad arte tutto quanto sopra, puoi finalmente sos-sorbirti un bel Dia-caffè, quello d’una volta, con le tre C: comme cazzo costa!!!

Ma la polemica con questi nostalgici antichisti cartacei della Dia durò poco perché ben presto passò il tempo dei “passaggi” del nostro giocoso spot sulle varie tv locali e nella stessa veicolazione comunale …; inoltre la DIA (Denuncia inizio attività) dopo qualche tempo fu sostituita, in pratica e nelle pratiche, dalla SCIA (Segnalazione certificata inizio attività) e così, scia-ndo scia-ndo … non se ne parlò cchiù dello spot della nostra Diacaffè, fiore all’occhietto & occhiello dell’assessoreato in bel fiore comunale a Napoli.

Sic transit Dia mundi. (E mo’ son Piscopetti lloro, a prescindere).

Auguri e beni comuni a tutti, Eldorado

1 Comment

  1. eldorado 08/03/2017 at 08:20

    P.S. Mi ero sbagliato! Niente diritto all’oblio eterno napolitano. Mi segnalano infatti che Palazzo San Giacomo web non dimentica: è possibile godere ancora lo spot del 2010 “Dia c’è… il tempo di un caffè”: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11351

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