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presS/Tletter n.11 – 2017

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Piano, ora pro nobis

I progetti di Piano per le periferie hanno portato a ben poco se non a un generico interesse per il tema. I 25 milioni per l’adeguamento sismico credo che anch’essi, per la loro pochezza economica e genericità di programma, porteranno a poco. Un bilancio, direi, molto deludente per il nostro senatore architetto sul quale riponiamo le nostre ultime speranze. Forse la strada è un’ altra. Vuole un impegno vero e non generico e super partes ed è la strada della legge sull’architettura. Ma questo vuol dire tirar fuori i denti e farsi dei nemici tra le categorie che hanno tutt’altri interessi. Ecco una bella sfida per un architetto che deve la sua fortuna a un concorso e che potrebbe permettersi, forse l’unico in Italia, di puntare i piedi. Lo farà? O, come è legittimo, preferirà non perdere tempo con la politica, godersi il suo laticlavio e dedicare il suo tempo a seguire i suoi numerosi e più gratificanti cantieri?

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Alessandra Muntoni

 

All’origine del costruire

Il “Centro di assistenza alle donne”, realizzato nel 2013 a Kayonza nel Ruanda, parla un linguaggio antico e attualissimo. Asserragliati nelle nostre amate e bistrattate metropoli, questa piccola comunità di un continente lontano ma vicinissimo a noi ‒ dal quale in continuazione giunge sulle nostre coste gente in fuga ‒ ci mostra una realtà imprevedibile. È un altro modo di abitare, di parlare insieme, di lavorare, di vivere in serenità con la natura, protetti da semplici padiglioni costruiti in modo molto semplice, ma capaci di modellare uno spazio originale e misurato al passo dell’uomo, anzi della donna.

Pubblicato insieme ad altre realizzazioni nel n. 453 de «l’industria delle costruzioni» dedicato a Africa: architetture low-tech, questo piccolo centro è una specie di micro-comunità, una scuola di rieducazione per donne che sono sopravvissute alle guerre. È modellato con linee ondulate che seguono le curve di livello, organizza un sistema di aule formate da spazi a spirale con coperture sospese a foglia convessa o rovesciata. L’amministrazione, il refettorio comune, le partner-rooms, il luogo di riunione all’aperto, una piccola fattoria e un piccolo mercato completano le attività legate all’agricoltura e all’allevamento. Il progetto di “Sharon Davis design” è ispirato all’antico modello dei villaggi ruandesi, la costruzione mette in simbiosi la tecnica tradizionale del mattone crudo lavorato a mano e i leggeri elementi tralicciati in metallo che tengono sollevate le coperture sugli spazi abitati.

La rivista «Boundaries», diretta da Luca Sampò, aveva fin dal 2011 segnalato l’importanza delle ricerche sperimentali di questo tipo in terra africana. Nel suo editoriale di questo fascicolo, Benno Albrecht propone di innescare un “serrato confronto tra modelli spaziali e di sviluppo, da sostituire a quelli oggi dominanti” (vedi Lago, Kilamba o Johannesburg) per modificare le trasformazioni vorticose di questo continente con modalità attente a un armonico sviluppo. Un ottimismo forse obbligato, una traccia da seguire con attenzione.

 

Masssimo Locci

Piranesi Prix de Rome 2017 alla Carriera a Eduardo Souto de Moura

Il prestigioso riconoscimento, che nelle scorse edizioni è stato attribuito, tra gli altri, a Rafael Moneo, Guido Canali, David Chipperfield, Peter Eisenman, Bernard Tshumi e Yoshio Taniguchi, è giunto alla ottava edizione.

L’architetto portoghese ha ritirato il premio il 24 marzo alla Casa dell’Architettura, dove ha tenuto una lectio magistralis sulla sua quarantennale esperienza progettuale a partire dai poetici interventi di restauro/integrazione su piccole preesistenze degli anni ’80, fino alle opere contemporanee, più rilevanti almeno sotto il profilo dimensionale, come le torri di Porto, il Museo Paula Regola a Cascais, il Centro Culturale a Sabrosa, la riconversione del Convento das Bernardas a Tavira.

Singolare è il rapporto di continuità/discontinuità con il suo maestro Alvaro Siza con cui ha iniziato a lavorare fin da studente (nelle “Brigate tecniche” per i complessi abitativi SAAL) e con cui ha continuato a collaborare (come nella stazione della metropolitana di Napoli) e confrontarsi quotidianamente (per inciso, hanno  gli sudi nello stesso edificio), nonostante Souto de Moura abbia ricevuto il Pritzker Prize nel 2011 (considerato il Premio Nobel per l’architettura).

L’attività progettuale e didattica di Alvaro Siza, in continuità con quella di Fernando Tàvora, è stata prevalentemente finalizzata a costruire una scuola portoghese di architettura moderna e democratica, espressione del nuovo corso dopo la dittatura di Salazar. La sua architettura si lega direttamente al Movimento Moderno, in particolare al funzionalismo nordico, quale espressione di una visione non intellettualistica o da manifesto. Viceversa è saldamente ancorata al realismo del costruire, secondo principi logici e in relazione allo spazio pubblico. La sua esperienza, che si potrebbe definire la poetica dell’ordinario, rappresenta l’attualizzazione in chiave lusitana del ruolo svolto da Aalto in Finlandia.

L’immaginario di Eduardo Souto de Moura è simile ma anche differente. Non essendosi attribuito un ruolo da caposcuola, il suo universo poetico è diventato più articolato: contempla la visione purista miesiana e la valenza organico/materica di Wright, fonde la tradizione del Movimento Moderno e del primo razionalismo con la poetica del frammento di Carlo Scarpa e l’essenzialità di Franco Albini.

L’architettura portoghese, grazie ai due  protagonisti, continua ad essere rilevante nel panorama internazionale. In questi decenni è stata molto studiata, seguita e promossa dalle riviste, sostenuta da intere scuole di progettazione che hanno intravisto in quell’approccio, etico ed estetico, un’alternativa concreta allo strapotere delle archistar e ai condizionamenti della iper-tecnologia: in sintesi una via equilibrata e “mediterranea” alla modernità. Questo consenso è stato particolarmente alto in Italia, segnatamente nelle generazioni di mezzo dei progettisti e tra gli studenti delle facoltà di architettura del centro-sud, proprio per la capacità di realizzare una qualità diffusa in termini concreti.

Eduardo Souto de Moura, inoltre, ha un legame speciale con l’Italia; è, tra l’altro, professore ordinario presso il Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, dove insegna Architectural Design in Historical Context e Progettazione Architettonica. Le sue opere, con una cifra espressiva coerente e sempre riconoscibile, presentano alta qualità poetica e di dettaglio ma con costi di costruzione accettabili per le nostre realtà economiche. Soprattutto le proposte non astratte rispondono a principi di sostenibilità ambientale, con soluzioni costruttive adatte al clima mediterraneo e rispondenti alle effettive esigenze degli utenti.

Oltre il premio alla carriera, l’Accademia Adrianea, animata da Luca Basso Peressut e da Pier Federico Caliari, assegna il  Piranesi Prix de Rome a progetti capaci di interpretare coerentemente il rapporto tra architettura contemporanea e archeologia. In questa edizione premia le proposte legate alla consultazione progettuale per l’area archeologica di via dei Fori Imperiali a Roma, i cui risultati sono stati pubblicati in un corposo e interessante catalogo per i tipi della AIO’N edizioni.

La pubblicazione, curata dai coordinatori sopracitati, contiene nella prima parte un rilevante corpus di contributi storico/metodologici finalizzati a una tutela e valorizzazione attualizzata alle esigenze contemporanee, affrontando molteplici aspetti problematici. Nella seconda parte sono state pubblicate le proposte dei progettisti, partendo dai tre vincitori a pari merito: i gruppi coordinati da Luigi Franciosini e Riccardo Petrachi 2TR, da Franco Purini e Tommaso Valle e da Alexander Schwarz e Martin Reichert.

L’insolito abbinamento tra una scuola di architettura e uno studio professionale, richiesto dal Bando, era stato immaginato per  creare una sinergia tra approcci teorici e soluzioni applicative concrete, ma non ha dato i frutti desiderati. Le proposte, infatti, alcune sicuramente interessanti (in particolare Franciosini e Petrachi, Andriani e Vàzquez Consuegra), sono rimaste su una dimensione fortemente concettuale.

Non poteva essere diversamente, considerando che il disciplinare precisava che ‘la partecipazione alla Call Internazionale non da diritto ad incarichi professionali ma solo al merito scientifico e artistico, e non prevede ulteriori sviluppi progettuali’. Viceversa il tema è rilevante e potrebbe costituire un’opportunità straordinaria per Roma.

Merito dell’Accademia Adrianea aver acceso i riflettori sul tema, ma la problematica deve essere affrontato con più concretezza, con un concorso di progettazione reale e aperto a tutti.

[02] FLASH

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC: Scrittura e storytelling per il design e l'architettura

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC: Scrittura e storytelling per il design e l’architettura

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC Scrittura e storytelling per il design e l’architettura a cura di Luigi Prestinenza Puglisi Associazione Italiana di Architettura e Critica, presS/Tfactory, professioneArchitetto Roma 3 Maggio – 21 Giugno 2017 costo 250 + 50 euro d’iscrizione all’associazione AIAC Iscrizioni entro il 17 Aprile 2017 SCARICA IL BANDO Obiettivo Ripensare la comunicazione d’arte …

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[03] BLOG

10 cose che si verificano ai corsi di formazione per architetti - di Christian De Iuliis

10 cose che si verificano ai corsi di formazione per architetti – di Christian De Iuliis

Con questa storia che per restare architetti occorre raccogliere i punti come quelli della Mira Lanza, un’intera categoria professionale si sposta, in una sorta di nomadismo profugo, da un convegno all’altro, come in preda a convulsioni mistiche. Gli architetti, perseguitati da questo sistema intellettualmente involutivo, sono così costretti a regredire mentalmente verso uno stato preadolescenziale, quasi robotico. La frequentazione di …

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AAAppalti e palline calde, trucchi d’autore di Zi Peppe …- di Eduardo Alamaro

AAAppalti e palline calde, trucchi d’autore di Zi Peppe …- di Eduardo Alamaro

Consigli per gli acquisti … per fare la professione… Pe – pe – pe … per avere un appalto, un sostanzioso collaudo, una consu-lenza pescata ad hoc con la giusta lenza e dcenza, …; pe – pe -pe … per avere una qualsivoglia sistemazione (anche temporanea) edeliziosa d’Ordine, ci vogliono le palle calde e le palline giuste, si sa. Pe-pe-pe …

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Architettura e propaganda - di Carlo Gibiino

Architettura e propaganda – di Carlo Gibiino

L’uso dell’architettura per comunicare un attitudine o un idea in maniera persuasiva, influenzare le abitudini, le opinioni e i sentimenti, può essere trovata in varie culture e in varie epoche storiche nel mondo. E’ facile rendersi conto, come l’architettura è da sempre stata usata come mezzo propagandistico per comunicare ai popoli idee di potere politico. Pensiamo al periodo nazista, nel …

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Il nutrimento dell’architettura [67] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [67] – di Davide Vargas

Sugli infiniti terrazzamenti della costiera sorrentina c’è un ricco campionario di serre, limonaie, uliveti, frutteti, tutti costruiti con pertiche di castagno piantate su muretti a secco e varianti del tipo: teli di recinzione, strutture filiformi per pergolati di uva, pali ravvicinati come ringhiere, reti e scalette di accesso in pietra o legno, pagliarelle di copertura. Cammino tra i profumi dei …

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La cultura del semaforo - di Guido Aragona

La cultura del semaforo – di Guido Aragona

Non so se voi, negli svariati minuti, giornate, in cui siete stati fermi ad un semaforo insieme a tante altre persone, abbiate mai pensato se cosa succederebbe se il semaforo non ci fosse. Io l’ho fatto. E in quelle settimane o mesi di attesa, ho infine concluso che, salvo per particolari incroci e per certe ore, il traffico sarebbe …

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Capire tutto? - di Marco Ermentini

Capire tutto? – di Marco Ermentini

Ci sono troppe cose che ci piacciono, che ci danno più piacere dell’ascoltare. È vero, abbiamo perso la virtù paziente di sentirsi smarriti, di esporsi alla casualità delle apparenze; non vogliamo sentire più niente. Questo provoca tanti danni al contesto che non siamo in grado di arginare. Forse conviene riattivare la vecchia  pratica del sopralluogo, la tecnica del passante curioso …

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Round House - Casa Girotondo - di Diego Lama

Round House – Casa Girotondo – di Diego Lama

Round House – Casa Girotondo Tratta da Amazing Houses di Diego Lama Clean Edizioni

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Interno 14: “Se vuoi un posto migliore, inventalo” di Sandro Lazier

Interno 14: “Se vuoi un posto migliore, inventalo” di Sandro Lazier

Il giorno 11 aprile 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta “Se vuoi un posto migliore, inventalo” di Sandro Lazier   La mostra affronta molto imprudentemente il tema dell’architettura da inventare e il possibile processo per realizzarla. Se per molti detrattori della modernità la parola creazione, rivolta alla progettazione architettonica, produce ilarità per la presuntuosa analogia che il termine richiama …

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Chi si ferma è perduto - di Marco Ermentini

Chi si ferma è perduto – di Marco Ermentini

1) Sono fermo sul marciapiede davanti alle strisce pedonali, le macchine sfrecciano senza pietà, qualcuno rallenta ma poi, improvvisamente, accelera. È curioso vederle sobbalzare sui dossi messi proprio per farle rallentare. Ma c’è di più, sembra che al loro comparire il guidatore sia indotto ad un’ inevitabile sfida. Pazienza. 2) Guidando mi fermo alla rotatoria, tutti passano senza stop, rallentano …

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presS/Tletter n.10 – 2017

EDITORIALI FLASH BLOG  EDITORIALI LPP Architetti d’Italia n.5 È uscita su Artribune la 5 puntata di Architetti d’Italia: la quinta puntata è dedicata a Cino Zucchi “… l’illimitata libertà raccontata da Cino Zucchi ci invita a un rompete le righe disimpegnato e inquietante. A guidarci è oramai solo il gusto, quel piacere che si rallegra, senza porsi troppe domande, se una volta …

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In redazione: LPP,  Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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