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presS/Tletter n.12 – 2017

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Natalini

Settima puntata di Architetti d’Italia: Adolfo Natalini

Come Marcello Piacentini, Adolfo Natalini ha notevole talento progettuale, senso dello spazio, occhio per la misura. Anche le sue opere peggiori mostrano un architetto capace. La sua non è una mano nera alla Vittorio Gregotti, alla Mario Botta, alla Gae Aulenti, alla Franco Purini. E prova ne sia che molti bravi architetti sono stati suoi allievi alla facoltà di architettura di Firenze dove ha a lungo insegnato.
Ma così come erano valide contro Piacentini, sarebbero ancora oggi valide le osservazioni di Edoardo Persico, che ce l’aveva con le macedonie eclettiche di chi non riesce mai a credere in nulla di preciso…

Architetti d’Italia. Adolfo Natalini, il nostalgico

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Alessandra Muntoni

 

Illuminare la bellezza

A proposito della “grande bellezza” di Roma, e della sua violazione dovuta alla luce troppo cruda delle lampade a led scelte avventatamente dal Comune per illuminarla, propongo di rileggere con gli amici della PresS/Tletter il brano conclusivo di Giovanni e Giuseppe, dialoghi di architettura, scritto da Cesare Cattaneo nel 1941 quando aveva 29 anni, dove appunto di Roma si parla, e si discute di bianco, di monumenti, del bello e di retorica.

«Uno dei pochi monumenti di Roma che io guardo con simpatia è l’ottocentesco Monumento a Vittorio Emanuele II. Quest’opera non ha ottenuto finora l’approvazione della critica e del pubblico, probabilmente perché vale qualche cosa e perciò disorienta gli incasellatori dell’intelligenza. L’hanno giudicata ibrida, greve, retorica, cafona, figlia del secolo e dei suoi vizi peggiori; ed è vero. Ma quei difetti, e i tanti altri che vi si possono scoprire, li dimentico facilmente quanto le sono davanti: in mezzo alla sfatta e masticata architettura dell’Urbe, e a quell’orgia rauca di Michelangeli e di Colossei, è un’esplosione di ingenuità e di timidezza, di pedanteria e d’ardimento; e tutto allora mi piace: lo spettacolo bianco rompiscatole di tutta la mole; le futuriste statue d’oro; la farragine appassionata degli ornamenti triti e taglienti, la massa enorme, americana, roba da matti, si pensa al nuovo ricco che ha paura di far papere in casa del marchese, e si vergogna di se stesso, però la sua sbagliata vergogna è più bella della sicurezza del marchese. Infine è un monumento che non si può dimenticare, e che ha i requisiti dell’originalità e della grandezza. Perché in esso risplende la forza unitaria di una buona intenzione, anche se corrotta dalle cattive intenzioni dell’epoca; e lo sforzo di chi vuole fare il meglio possibile, la cosa più bella del mondo, e non abbastanza furbo da “sapersi limitare”; ciò che manca in tante opere d’oggi, anche di architettura funzionale.

Ma che oggi manca soprattutto nei nemici dell’architettura funzionale, siano essi i nostalgici degli stili o i novecentisti di compromesso o i “superatori” delle avanguardie; quasi tutti schiavi della vanità e dell’affare, impotenti a compromettersi, armatissimi d’ironia, preoccupati più di soffocare l’avversario che di migliorare se stessi».

 

 

[02] FLASH

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC: Scrittura e storytelling per il design e l'architettura

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC: Scrittura e storytelling per il design e l’architettura

Quinto corso di scrittura della Scuola di Critica AIAC Scrittura e storytelling per il design e l’architettura a cura di Luigi Prestinenza Puglisi Associazione Italiana di Architettura e Critica, presS/Tfactory, professioneArchitetto Roma 3 Maggio – 21 Giugno 2017 costo 250 + 50 euro d’iscrizione all’associazione AIAC Iscrizioni entro il 17 Aprile 2017 SCARICA IL BANDO Obiettivo Ripensare la comunicazione d’arte …

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[03] BLOG

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Adolfo Natalini
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10 cose che si verificano ai corsi di formazione per architetti (seconda parte) – di Christian De Iuliis

10 cose che si verificano ai corsi di formazione per architetti (seconda parte) – di Christian De Iuliis

Come gli architetti sanno bene, i corsi obbligatori per raggiungere la quota crediti necessaria per restare nel girone dantesco della professione come un dannato qualsiasi, rappresentano l’ultima umiliazione in ordine di tempo subito dopo l’assicurazione obbligatoria; peggio ci sarebbe solo essere costretti all’angolo della strada a dipingere quadri naif per pagarsi i contributi. Nella prima parte (clicca qui per leggerla) …

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Presentazione numero monografico della RASSEGNA ANIAI su Salerno contemporanea

Presentazione numero monografico della RASSEGNA ANIAI su Salerno contemporanea

Mercoledì 26 aprile alle ore 16,30 presso la sede dell’ANIAI Campania, nella chiesa in P.tta Rosario a Portamedina, 21-22 (Montesanto,) sarà presentato  il numero monografico della RASSEGNA ANIAI su Salerno contemporanea. La pubblicazione, che tratta la città ed i suoi dintorni, fa un bilancio delle trasformazioni  urbane della città di Salerno  con articoli sull’architettura, sul design, sull’evoluzione del porto e …

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Il nutrimento dell’architettura [68] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [68] – di Davide Vargas

C’è un disegno di Franz Di Salvo che rappresenta le Vele di Scampia e la forza di un’idea che ai tempi era in linea con la sua ricerca di innovazione e tecnologia. Una specie di Sant’Elia, così a prima vista. Ma ormai sembra deciso: il Comune di Napoli vuole abbattere le Vele e lasciarne una come memoria. E non si …

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L’Ondata di ritorno dell’Oltremare - di Eduardo Alamaro

L’Ondata di ritorno dell’Oltremare – di Eduardo Alamaro

La grande proletaria s’è mossa. Così gridò entusiasta a Barge, da “sinistra-nazionale”, Giovanni Pascoli al salpare delle navi da guerra italiane alla conquista di Tripoli, bel suol d’amor, 1911. Ma la Libia, la quarta sponda Oltre Mare d’Italia apparve subito solo un illusorio scatolone di sabbia. E a tale svista, il tripolino-napoletano Raffaele Viviani osservò così sconsolato: “Nun ce abbastava …

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Perchè gli architetti si vestono in nero? - di Marco Ermentini

Perchè gli architetti si vestono in nero? – di Marco Ermentini

La paura del buio nero da bambini, lo sconcerto dei buchi neri cosmologici, il nero cupo dell’inchiostro, il colore del lutto, la bandiera dei pirati e la camicia dei fascisti, le fascette della censura sulle nudità, persino la divisa dei “creativi” compresi gli architetti. Queste caratteristiche e molte altre sono spiegate magistralmente dell’ultimo libro di Alain Badiou: “Lo splendore del …

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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – MARZO 1967 - di Arcangelo Di Cesare

PRESSTLETTER CRONACHE E STORIA – MARZO 1967 – di Arcangelo Di Cesare

In questa cronaca parlerò di un progettista che non rientra tra quelli che, negli anni di studio e di ricerca, hanno catturato la mia fantasia: l’Architetto Paolo Portoghesi. Tra le sue costruzioni, però, la casa Andreis presentata nel fascicolo di marzo 1967, mi ha sempre incuriosito sia per l’orignale forma, che racchiude spazi molto fluidi, sia perché notevolmente lontana da …

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Things House - Casa Di Cose - di Diego Lama

Things House – Casa Di Cose – di Diego Lama

Things House – Casa Di Cose Tratta da Amazing Houses di Diego Lama Clean Edizioni

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Anniversari: "40 année de Beaubourg" - di Gabriello Grandinetti

Anniversari: “40 année de Beaubourg” – di Gabriello Grandinetti

Il Beaubourg, raggiungendo il suo punto di massima energia,  up-to-date, aggiornandosi di continuo sulle impellenze del futuro, come una macchina work in progress, chiama a raccolta il suo pubblico di estimatori per il brindisi del suo quarantennale che ricade  nel terzo millennio, quasi a vaticinarne una pulchritudo perennis. Si, perché nonostante gli anatemi e gli esorcismi dei numerosi detrattori “Lui” …

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M-UNO Pamela Ferri Barbara Lalle - di Roberta Melasecca

M-UNO Pamela Ferri Barbara Lalle – di Roberta Melasecca

M-UNO Pamela Ferri Barbara Lalle di Roberta Melasecca M-UNO è la storia delle connessioni che si generano nel tempo e nello spazio tra esseri e realtà che da sempre, da prima di ogni istante, sono profondamente e inconsciamente uniti. Predestinati e uniti. M-UNO inizia con la Matrice Mater di Pamela Ferri e dal nostro incontro, quando ancora nè io nè …

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Interno 14: “Afasia” di Roberto Piloni

Interno 14: “Afasia” di Roberto Piloni

Il giorno 26 aprile 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta “Afasia” di Roberto Piloni a cura di Marco Rinaldi “(…) Roberto Piloni tesse partiture mute che potrebbero distendersi all’infinito, apparentemente pronte e predisposte ad accogliere una scrittura neumatica o la pagina stampata di un libro, se non fosse per quegli inciampi che qua e là affiorano e che hanno …

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Maria Giuseppina Grasso Cannizzo
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presS/Tletter n.11 – 2017

EDITORIALI FLASH BLOG  EDITORIALI LPP Piano, ora pro nobis I progetti di Piano per le periferie hanno portato a ben poco se non a un generico interesse per il tema. I 25 milioni per l’adeguamento sismico credo che anch’essi, per la loro pochezza economica e genericità di programma, porteranno a poco. Un bilancio, direi, molto deludente per il nostro senatore architetto sul …

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In redazione: LPP,  Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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