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Un frammento di asse attrezzato sulla Tiburtina – di Alessandra Muntoni

Il sistema dell’Asse Attrezzato previsto dal P.R.G. di Roma del 1962 si incardinava i tre Centri Direzionali: Pietralata, Centocelle e EUR. Tramontata l’idea dei Centri Direzionali con le critiche di Ceccarelli al Concorso per il Centro Direzionale di Torino, 1963, che bollava i progetti dei gruppi guidati dai più importanti architetti del tempo (da Samonà a Quaroni, da Astengo a Canella, da Aymonino a Rossi) con il target infamante di “urbanistica opulenta”; tramontato il progetto dello Studio Asse (Delleani, Fiorentino, Morandi, F.F.L. Passarelli, Quaroni, Zevi); tramontato anche lo SDO, sostituito dal pattern delle nuove centralità del P.R. del 2008; appare oggi, sulla testata est della Stazione Tiburtina firmata dallo Studio ABDR, la lucente muraglia di vetro di 5+1AA (Alfonso Femia e Gianluca Peluffo), nuova sede della BNL-BNP Paribas, con una lunghezza di 230 metri e un’altezza di 56.

A circa 55 anni di distanza, per una qualche misteriosa ragione di circolarità degli eventi, un frammento del lontano Asse Attrezzato prende corpo, con caratteri architettonici tutti diversi da quelli immaginati dallo Studio Asse, ma con una qualità urbana più concreta e sorprendente. Soprattutto, l’edificio mette in atto l’ipotesi di un rilevante trasferimento di attività disperse, che Piccinato e compagni avrebbero voluto concentrare nei luoghi deputati della direzionalità; ipotesi per lungo tempo osteggiata da ideologi e da cattivi amministratori. Nella nuova area della Tiburtina, ove si trasferiscono gli uffici della BNL già situati nei palazzi del Centro Storico, si forma di fatto un formidabile polo, confrontabile con quello che sarebbe stato il C.D. di Pietralata del PRG del 1962.

Forse le ragioni non sono poi così misteriose. Se negli anni Sessanta si teorizzava l’indifferenza del potere terziario a insediarsi nelle grandi città con una visibilità d’eccezione, per meglio dispiegare le proprie politiche aziendali mimetizzandosi in un sistema solo apparentemente disgregato, siamo oggi di fronte ad una fase di riaggregazione di queste holding che lanciano un messaggio di efficienza e di orgoglio. Tutto da dimostrare.

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