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Arcipelago Cucinella – di Marco Ermentini

Arcipelago è una bella metafora per descrivere il progetto di Mario Cucinella per il padiglione Italia alla prossima Biennale: una pluralità dove i singoli elementi convivono anche se separati. Una visione concreta di rinascita della spina dorsale del nostro paese, l’Appennino  tanto martoriato. Ed è proprio dalle ferite che l’architettura può agire per ridare vita ad abitati e borghi già soggetti a spopolamento e a difficoltà varie.

Il problema è complesso e difficile ma è giunto tempo di cambiare modo di intervenire facendo tesoro dei fallimenti del passato (quasi la totalità).  Serve una visione generale e uno sforzo verso un modo di pensare insieme in cui le specializzazioni abbandonino i rancori e si cerchi di abbracciare le discipline in uno sguardo unitario. Dobbiamo smetterla, ad esempio, con le contrapposizioni fra architettura  e urbanistica o tra restauro e consolidamento. Dobbiamo fare una profonda riflessione sulla burocrazia evitando che ad un certo punto il nostro paese finisca per vivere per l’amministrazione e non l’amministrazione per il paese.

Dobbiamo renderci conto che è molto più efficace agire con tanti piccoli interventi intelligenti anzichè operare con gesti epocali e grandi cantieri imposti dall’alto. Così, ogni situazione racchiude circostanze e particolarità uniche ed irripetibili dove il valore della comunicazione, dell’ascolto e del dialogo rivestono altrettanta importanza delle conoscenze scientifiche e tecniche.

Forse anzichè ignorarlo dobbiamo imparare a conoscere bene il  rischio, immunizzarci nei suoi confronti, farlo diventare per noi una seconda natura cercando di prevenire l’emergenza.

Non è utopistico  pensare anche a una ricostruzione che diventi intelligente, che porti ad un riscatto del territorio, che agisca alla massima qualità e bellezza. La sfida in gioco è proprio la creazione di una  NUOVA ALLEANZA tra i cittadini, i luoghi, le amministrazioni, i professionisti, le imprese. Perchè non provarci?

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