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L’architetto PAN (con la Puzza Al Naso) – di Christian De Iuliis

Ci sono casi, oggi, dove l’architetto oltre a sembrare, ahimè, inutile, risulta anche antipatico, e qui l’intera categoria dovrebbe fare autocritica. Capita, a volte, che l’architetto appaia davvero odioso, ovviamente non vale per tutti gli architetti ma solo per una particolare frangia, frutto di una mutazione genetica in alcuni casi molto lenta, altre volte invece istantanea. Si tratta degli architetti PAN, cioè con la Puzza Al Naso. Per diventare ArchiPAN bisogna possedere alcune caratteristiche che vanno ad arricchire e completare quel naturale talento a stare sulle palle alla gente.

Ecco la classifica dei cinque ArchiPAN in ordine crescente di odiosità.

L’ArchiPAN straniero: In questo caso “straniero” non vuol dire che l’architetto provenga da un paese estero, è sufficiente che arrivi da fuori provincia, meglio ancora se da fuori regione. Giunge sul cantiere sempre con quell’espressione come per dire: “ora faccio vedere io a questi cavernicoli arretrati come si fa”. Ovviamente è completamente all’oscuro di tutta la normativa locale, ignora tutte le procedure ed i piani paesistici, del PUC e del regolamento edilizio non ha neanche mai sentito parlare. Inoltre l’ArchiPAN straniero, non si sa perché, ipotizza che a lui sia tutto consentito e che nel caso non lo sia, lo sarà perché lui sa a quali porte bussare, altrimenti non sarebbe là. Si atteggia tipo Briatore in un campo ROM, ma nella maggior parte dei casi viene rispedito da dove è venuto.

L’ArchiPAN specializzato: Molti architetti quando comprendono che non sarebbero mai in grado di competere per conoscenza ed abilità con i propri colleghi, decidono di diventare specializzati, trasformandosi immediatamente in ArchiPAN. Ad esempio oggi va molto di moda lo specializzato nella materia della sicurezza, incapace di tirare mezza linea in una sezione longitudinale ma esperto nel posizionamento del cesso di cantiere e nelle raccomandate di notifica da inviare all’ispettorato del lavoro. Quando arriva sul cantiere dispensa cazziate a tutti gli operai, invocando l’uso del casco, dei guanti, del morsetto e della conchiglia nei boxer. A chi lo contraddice risponde con un verbale di servizio, se provate a fargli una domanda sull’esecuzione dei lavori vi incenerisce con lo sguardo ma non risponde mai (anche perché non saprebbe cosa dire). La variante da ufficio è l’ArchiPAN da certificazione energetica o da contabilità, che manifestano PAN solo indoor.

L’ArchiPAN famoso: Si tratta di un architetto, a volte anche piuttosto anziano, che ha fatto i soldi, a volte in maniera lecita a volte illecita, ma questo non è importante. Conta di più se sia diventato famoso e milionario perché davvero dotato di talento oppure perché era già ricco prima e figlio di uno famoso. Inutile provare a discuterci, la differenza tra lui e l’architetto normale verrà fuori già dal principio: quando lui si presenterà in cantiere con due portaborse e un’autista alla guida di una BMW nuova di concessionaria che un architetto normale non potrebbe acquistare neanche di terza mano. In genere mentre l’ArchiPAN famoso parla c’è sempre qualcuno che prende o fa finta di prendere appunti, pure perché le domande sono vietate: si rischiano terribili umiliazioni pubbliche. Di solito se ne va benedicendo la folla con Don Perignon annata 1973.

L’ArchiPAN neoarch: Spiace dirlo ma una categoria piuttosto spiacevole di ArchiPAN sono i neolaureati, soprattutto gli studenti modello fuoriusciti dalla facoltà con 110, la lode e la convinzione di poter andare in giro per il mondo a predicare l’architettura alle genti. E invece basta uno scarico di lavandino troppo distante dalla braga per metterli in crisi e gettarli nella più profonda delle disperazioni. Fino a quel momento l’ArchiPAN neoarch si dimostra in tutta la sua odiosa protervia, agitando per aria un ipad regalo di laurea come fosse un premio Pritzker. Di buono c’è che la sua PAN dura al massimo sei mesi, dopodiché può tornare sulla terra o diventare un ArchiPAN specializzato.

L’ArchiPAN ex: Il più antipatico degli antipatici archiPAN è senza dubbio l’ex architetto che ora si occupa di altro perché “ha svoltato”. Questo cambiamento può avvenire a causa di una scelta di vita tipo San Francesco oppure semplicemente perché si è comprato un pacchetto di 5000 voti ad un turno elettorale ed ora fa l’assessore di qualche cosa. I più odiosi si atteggiano anche solo per un ruolo marginale all’ordine o perché smistano la posta per qualche barone. In altri casi l’ArchiPAN ex ha usato tutta la liquidazione del padre o l’eredità del nonno e ha aperto un negozio di oggetti di design tanto costosi quanto inutili. Intervistato su una questione di architettura o su un problema di cantiere, preferisce non esporsi, con l’aria di chi oramai non ha più tempo per occuparsi di queste cose, come se fosse il re del Belgio che viene interrogato sulla raccolta differenziata. Lasciando ai poveri architetti di trincea il problema e tutti i guai.

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